CATEGORIE

Nel paese natale di Carter, in Georgia: "Era un uomo del popolo"

di TMNews mercoledì 22 febbraio 2023
2' di lettura

Plains (Georgia, Stati Uniti), 22 feb. (askanews) - Un uomo onesto e impegnato, che metteva l'aiuto per il prossimo sempre al primo posto: così gli abitanti di Plains, in Georgia, la cittadina del Vecchio Sud da cui cominciò l'avventura di Jimmy Carter, parlavano del loro illustre concittadino due anni fa, dopo l'operazione per un tumore al cervello. Novantottenne, aveva deciso di tornare a casa per le cure palliative e per vivere il tempo che gli restava.

Philip Kurland, proprietario del Plains Trading Post, un negozio specializzato in souvenir di natura politica, soprattutto legati all'ex presidente: "Sapete tutto quello che ha fatto per il continente africano, come eradicare malattie, organizzare missioni elettorali, azioni umanitarie. Aiutare le persone ovunque potessero averne bisogno: il suo obiettivo numero uno non è stato mai arrichhirsi, ma aiutare le persone. Se per lui e Rosalynn c'era una possibilità di aiutare le persone, sceglievano di farlo".

Rosalynn, morta un anno fa; nonostante la scomparsa della moglie, Carter aveva giurato di resistere ancora, per riuscire a votare Kamala Harris alla Casa Bianca. E se non ha impedito il ritorno di Trump, almeno si è tolto la soddisfazione.

Kevin Simms, barbiere a Plains, spiegava: "Per me è più come un amico, così si presenta. Quando è venuto qui nella comunità, non ha portato lo status di presidente, ha portato una persona, un uomo del popolo. Uomo del popolo è davvero la definizione del signor Carter. E a lui non importava il colore della pelle, non lo vedeva".

Dopo una carriera militare in marina durante la Seconda guerra mondiale, Carter tornò a Plains e rimise in sesto la piantagione di arachidi della famiglia - qui ancora svetta la scultura di una nocciolina gigante col grande sorriso tutto-denti tipico di Carter, uno dei classici della campagna elettorale presidenziale del 1976 che lo fece diventare il 39mo presidente degli Stati Uniti. Presto si fece conoscere per le sue idee contro la segregazione razziale in uno stato in cui era ancora una dura realtà, e cominciò l'attivismo politico che lo portò a diventare prima governatore statale e poi presidente a Washington. Dopo due anni positivi, la sua amministrazione fu però danneggiata da crisi economica e stagflazione, oltre che da alcune crisi internazionali come quella degli ostaggi in Iran.

Carter perse contro Ronald Reagan nella corsa per la Casa Bianca del 1980, ma nel 2002 fu insignito del Premio Nobel per la Pace, per il suo impegno costante in questo senso e come riconoscimento dei suoi sforzi per mettere fine al conflitto fra palestinesi e israeliani e per la non proliferazione nucleare. Carter ha rivendicato spesso che valori cristiani come la giustizia sociale e l'amore sono stati alla base del suo agire politico: e a Plains, nella chiesa Battista di Maranatha, aveva insegnato catechismo fino a oltre 90 anni.

tag

Ti potrebbero interessare

Italia-Usa, Schlein: attacchi Trump a Meloni inaccettabili, destra apra occhi

Bologna, 19 giu. (askanews) - "Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili, da respingere con forza. Noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane". Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a Bologna per un'iniziativa del campo largo alla Festa della Fiom-Cgil.

"Ci aspettiamo però che lo faccia, e cominci a farlo di più, anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana - ha aggiunto Schlein -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l'interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5%, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu".

Per la leader dem "dopo il deprecabile episodio di oggi questo governo e questa destra devono finalmente aprire gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare. Serve tutt'altro approccio nella politica estera di questo Paese".

TMNews

Fiume Po, tredici interventi di rinaturazione per futuro sostenibile

Parma, 19 giu. (askanews) - Tredici grandi interventi dislocati in quattro regioni e tredici province, ripristino dell'ampiezza dell'alveo fluviale del Po per una lunghezza totale di 37 chilometri, realizzazione e riqualificazione di 440 ettari di boschi con la messa a dimora di 561.500 alberi. Sono alcuni dei numeri che raccontano i risultati raggiunti con l'Investimento "Rinaturazione dell'area del Po", finanziato dal PNRR - Next Generation EU che prevedeva uno stanziamento complessivo di 357 milioni di euro. Si tratta della più grande opera di rinaturazione fluviale realizzata finora in Italia, con l'obiettivo di ripristinare gli ecosistemi degradati o artificiali, restituendo al più grande fiume italiano aspetto e funzionalità più naturali, favorire la biodiversità, migliorare il paesaggio e dare nuova vita ai cicli ecologici.

Per illustrare questi risultati e riflettere su un futuro sostenibile del fiume Po si è svolto a Parma un convegno dal titolo "L'investimento PNRR-next Generation EU 'Rinaturazione dell'area del Po': risultati raggiunti e prospettive per il futuro", promosso dall'Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), alla presenza del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

TMNews

Nato, i 75 anni di JFC Naples: Mediterraneo resta centrale

Napoli, 19 giu. (askanews) - L'Alleanza Atlantica ebbe una nascita difficile. Anche con l'evidenza di una minaccia comune tangibile - l'espansionismo sovietico - non era facile superare vecchi pregiudizi tra nazioni che in alcuni casi erano state nemiche durante il secondo conflitto mondiale. E tuttavia ci si riuscì e uno dei risultati fu la creazione del Joint Force Command (JFC) Naples. Proprio di questo comando a Lago Patria, Napoli, si sono festeggiati i 75 anni Presente il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della difesa, Francois-Maire Gougeon, Deputy Assistant Secretary General for Defence Policy and Planning della Nato e l'ammiraglio George M. Wikoff, della marina degli Stati Uniti, che oltre a JFC Naples, comanda le forze navali Usa in Europa e le forze navali Usa in Africa.

L'Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all'ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l'accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. "Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all'estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta", dice.

Durante l'evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell'Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

L'Alleanza sta davvero cambiando. Noto è che il successore di Wikoff non sarà più americano, ma italiano.

"Ci sono 32 nazioni coinvolte nell'Alleanza, ed è un'alleanza molto forte. Come ho detto, è l'insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull'importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo", spiega.

Gli chiediamo da stratega militare americano, come valuta l'importanza strategica del Mediterraneo e il futuro ruolo di JFCNaples.

"Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l'importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud", dichiara.

Le parole dell'ammiraglio Wikoff restituiscono l'immagine di un comando che, pur evolvendo in un contesto geopolitico "dinamico", resta ancorato a due pilastri fondamentali: la cooperazione tra alleati e il radicamento nel territorio che lo ospita. Napoli, in questo senso, non è solo una sede operativa, ma parte integrante della proiezione strategica della NATO nel Mediterraneo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

TMNews

In Libano in coda per fuggire dal Sud dopo nuovi attacchi Israele

Saida (Libano), 19 giu. (askanews) - In queste immagini gli ingorghi nei pressi di Saida, in Libano, mentre centinaia di persone fuggono dal sud del Paese per rifugiarsi a Beirut in seguito ai nuovi attacchi israeliani, avvenuti dopo che era stata diffusa la notizia di un cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. Dov'è l'opinione pubblica? Dove sono quei paesi per vedere come viviamo noi, i più vulnerabili? La vita è molto dura. Trovateci una soluzione".

Secondo il ministero della Salute del Libano 47 persone sono state uccise e 97 sono rimaste ferite negli attacchi delle forze armate israeliane dalla mezzanotte.

TMNews