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Mattarella a Palermo per inaugurazione anno giudiziario Cga Sicilia

di TMNews venerdì 7 febbraio 2025
1' di lettura

Palermo, 7 feb. (askanews) - Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è arrivato a Villa Belmonte, a Palermo, per assistere alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Sicilia, organo d'appello nell'isola. In programma la relazione del Presidente del Cga Ermanno de Francisco.

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Sorj Chalandon a Dedica festival: scrivere dopo la violenza

Pordenone, 16 mar. (askanews) - Uno scrittore, un reporter di guerra, un uomo e un padre. Sorj Chalandon è il protagonista dell'edizione 2026 del festival Dedica di Pordenone, che ogni anno si concentra su un solo autore. Chalandon in Italia presenta anche il suo ultimo romanzo, "Il libro di Kells" (Guanda), che si bassa sulla storia della sua vita. "È autobiografia - ha detto Chalandon ad askanews, insieme all'interprete Marina Astrologo - perché è certamente una parte della mia vita, è letteratura perché rimane un romanzo, anche se io ho voluto mettermi una maschera un po' diversa, la maschera di Kells, ma è una confessione perché finalmente potevo dire chi ero stato, da dove venivo e questo è qualcosa che non avevo mai potuto fare prima".

Il titolo del nuovo romanzo è ispirato a un celebre libro irlandese, e l'Irlanda, con il suo conflitto, è stato uno degli scenari in cui Chalandon ha lavorato come inviato, ma una parte importante l'ha avuta anche il Medio Oriente. Gli abbiamo chiesto come si passa dalla scrittura giornalistica a quella letteraria. "Sono stato corrispondente di guerra per 25 anni - ci ha riposto - e non mai potuto dire io di fronte ai massacri, sotto le bombe, mai. Non ho mai potuto piangere nel mio giornale, non potevo odiare, non potevo dire che stavo impazzendo di fronte alla violenza inaudita che mi circondava. Non potevo mai dire io, non ne avevo il diritto. L'unico modo per me per dire io era il romanzo. Aggiungo una aneddoto: sono a Sabra e Shatila, sto assistendo a quello che sappiamo, mi siedo dietro un muro e piango. Mi si avvicina un collega de Le Figaro, un amico, e mi dice: Sorj devi trasformare le tua lacrime in inchiostro, ecco, nel mio romanzo trasformo le mie lacrime in inchiostro".

La violenza è il sottotesto di tutta la conversazione, l'indicibile che passa sotto gli occhi del reporter e poi arriva fino alla pagina dello scrittore. "Una cosa importante - ha concluso Chalandon - è che io non scrivo per guarire, non scrivo per stare meglio, non scrivo per dimenticare, scrivo per condividere. Io sono stato segnato dalla violenza e ancora oggi mi lacera per via dei bambini morti. Di notte a una cert'ora mi sveglio, mi alzo e vado in camera delle mie figlie, per vedere se sono vive oppure morte".

Fino al 21 marzo il festival Dedica presenta incontri, appuntamenti, proiezioni, spettacoli legati al lavoro dello scrittore francese. Giunto alla 32esima edizione è anche parte del progetto Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

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"Una Battaglia dopo l'Altra" trionfa agli Oscar con sei statuette

Roma, 16 mar. (askanews) - "Una Battaglia dopo l'Altra" di Paul Thomas Anderson trionfa alla 98esima edizione degli Oscar. Il film con protagonista Leonardo DiCaprio su un gruppo di ex rivoluzionari che oggi, nell'America dei suprematisti bianchi, deve vedersela con le conseguenze delle azioni radicali compiute negli anni Settanta, ha ottenuto sei statuette: per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale, il montaggio, il casting e per il miglior attore non protagonista, Sean Penn, qui nel ruolo di un paranoico e razzista colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. Il film di Anderson aveva già trionfato ai Golden Globe e ai Bafta.

Il film che era arrivato alla cerimonia di premiazione con ben 16 candidature, "Sinners", saga su vampiri e razzismo diretta da Ryan Coogler, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale, il miglior attore protagonista Michael B. Jordan, la colonna sonora e la fotografia. Niente da fare, quindi per Timothée Chalamet, protagonista di "Marty Supreme". Per quanto riguarda i ruoli femminili la statuetta per la migliore attrice protagonista è andata all'irlandese Jessie Buckley per "Hamnet" mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l'horror "Weapons".

"Mr. Nessuno Contro Putin" di David Borenstein ha ottenuto l'Oscar 2026 come miglior documentario, mentre per i membri dell'Academy il miglior film internazionale è "Sentimental Value" di Joachim Trier. E un premio quest'anno è andato anche all'italiana Valentina Merli, co-produttrice del corto live action "Two People Exchanging Saliva".

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Energia, Vannacci: riaprire i rubinetti con la Russia

Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) - È necessario "riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell'energia". Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo "Il mondo al contrario - Remigrazione" al Teatro Verdi.

"Io l'ho detto ma qualcuno l'ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell'impianto sanzionatorio", ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia "non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani" ha detto ancora Vannacci. È d'accordo con Salvini? "Forse Salvini e d'accordo con me" ha concluso Vannacci.

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Oscar, i registi iraniani: "Siamo qui solo per il popolo dell'Iran"

Los Angeles, 16 mar. (askanews) - "Siamo qui solo per rappresentare il popolo iraniano", hanno detto Mohammadreza Eyni e Sara Khaki, registi del documentario iraniano candidato all'Oscar, "Cutting Through Rocks", "Scalfire la roccia".

Nel pieno della guerra nel loro Paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia, hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia così importante:

"I nostri cuori sono divisi in due - ha detto Sara Khaki - da un lato i nostri cuori sono a casa con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono state distrutte. Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la gente comune dell'Iran".

"Questi sono i tempi più bui che si possano immaginare, voglio dire, le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte e, come se non bastasse, c'è questa guerra ingiusta in corso che deve finire, perché nessun essere umano merita né dovrebbe mai subire la guerra e la violenza".

"È strano per noi essere qui - ha aggiunto Mohammadreza Eyni - a causa del blocco di Internet, non possiamo condividere con loro questa buona notizia, la storia dall'Iran sul cambiamento, sulla possibilità di un futuro migliore, non possiamo festeggiare insieme la missione alla base del film, ma allo stesso tempo, non solo non abbiamo accesso alle comunicazioni a causa del blocco di Internet, ora neanche questo è più una priorità per loro e non lo è per noi, a causa dei tanti ostacoli che stanno affrontando e delle tante difficoltà che stanno attraversando adesso".

Il documentario, attraverso la storia di una donna che con tenacia riesce a diventare la prima consigliera comunale eletta in un villaggio rurale dell'Iran, racconta una storia di emancipazione, rivoluzione e lotta per la libertà.

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