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L'ostaggio israelo-americano Siegel: ogni giorno temevo fosse ultimo

di TMNews venerdì 14 febbraio 2025
2' di lettura

Roma, 14 feb. (askanews) -"Mi chiamo Keith Siegel e sono un cittadino americano di 65 anni. Amo la musica country e adoro i pancake il sabato mattina. Ma questa era la mia vita precedente. Dallo scorso primo febbraio sono un ostaggio di Hamas liberato, sono un sopravvissuto. Sono stato trattenuto per 484 giorni in condizioni inimmaginabili, ogni singolo giorno sembrava potesse essere l'ultimo".

Drammatico il racconto dell'ex ostaggio israelo-americano Keith Siegel in un videomessaggio a quasi due settimane dalla sua liberazione.

"A Gaza ho vissuto nella paura costante, paura per la mia vita e per la mia sicurezza personale - ha raccontato ancora - ho sofferto la fame e sono stato torturato, sia fisicamente che emotivamente. Quando la guerra si è intensificata, i terroristi che mi tenevano prigioniero mi hanno trattato ancora peggio del solito. Mi hanno preso a calci, mi hanno sputato addosso e mi hanno tenuto senza acqua, luce e aria per respirare".

Siegel ha fatto anche appello a Donald Trump:

"Signor presidente, ancora una volta la sua leadership, il suo potere e la sua autorità sono necessari per far rispettare il cessate il fuoco e porre fine agli inutili pericoli quotidiani per la vita di ostaggi e civili innocenti. La sua leadership e la sua forza garantiranno che l'accordo venga rispettato da tutte le parti".

Intanto, dopo i timori che non venisse rispettato l'accordo per il sesto rilascio degli ostaggi, con conseguenti minacce da parte di Israele di una ripresa della guerra a Gaza, Hamas ha fatto sapere che i prossimi tre a essere liberati saranno l'israelo-argentino Yair Horn, l'israelo-americano Sagui Dekel-Chen e l'israelo-russo Sasha Trupanov.

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