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L'educazione emotiva, una rivoluzione culturale gentile

di TMNews mercoledì 19 febbraio 2025
3' di lettura

Roma, 19 Feb. - Se possiamo insegnare l'inglese ai bambini delle elementari, perché non possiamo fare lo stesso con l'educazione emotiva? . Gabriele Plumari, manager e autore di narrative psicopedagogiche, ha ben chiaro il tipo di approccio che, al giorno d'oggi, sarebbe indispensabile tra giovani e adolescenti. Nei suoi libri, infatti, l'autore affronta i drammi adolescenziali per proporre una rivoluzione educativa e culturale, ma che possa essere alla portata di tutti. Si tratta di un'educazione non solo della mente, ma soprattutto del cuore racconta Plumari: i suoi libri, "Paolo e i Quattro Mostri" e "10 - La Perfezione dell'Imperfezione" fanno immergere i suoi lettori in un mondo vero e diretto, fatto di dolore, di sofferenza, ma anche di rinascita e speranza. Nel primo libro, Paolo cresce in un ambiente crudele, segnato da abusi sessuali, violenza fisica e bullismo. L'unico conforto è il cibo, che diventa il suo "quarto mostro". Questi mostri, metafora delle sue dipendenze e traumi, lo accompagnano fino all'età adulta, trasformandolo in una persona che perpetua la stessa violenza subita. Ma grazie all'amore e al supporto, "le catene di odio" possono essere spezzate.

Nel secondo libro, invece, si parla di Marta, un'adolescente brillante e disciplinata, che insegue la perfezione in ogni aspetto della sua vita: a scuola, nella danza e persino nel controllo del cibo. Cresciuta in una famiglia ossessionata dal successo e dall'apparenza, si trova schiacciata sotto il peso di standard irrealistici. È un viaggio tra pressioni sociali e complessità dell'adolescenza, ma che permette una profonda riflessione sul concetto di felicità. I miei libri non sono semplici racconti - spiega Plumari - ma degli specchi che riflettono la realtà di oggi. Gli adolescenti devono affrontare sempre più drammi, e spesso si ritrovano ad "affogare" nella loro solitudine. Vorrei davvero che ci fosse un cambiamento, che può avvenire solo attraverso l'impegno di noi adulti . Dietro le sue storie, infatti, c'è un progetto più grande: il sogno di una rivoluzione educativa. Secondo Plumari, infatti, ci sarebbe la necessità di introdurre dei percorsi di educazione sentimentale nelle scuole, supportati dalla presenza di terapeuti che possano fungere da ponte tra insegnanti, genitori e alunni. La nostra società è sempre più connessa, ma sempre più fragile - sottolinea l'autore - e i nostri ragazzi si ritrovano soli, i genitori e i docenti sono spesso impreparati ad affrontare le nuove sfide emotive. Vorrei un mondo in cui i problemi fossero prevenuti attraverso un cambiamento culturale e scolastico, in cui ogni bambino possa essere accolto e guidato verso una crescita emotiva consapevole . La sua scrittura evidenzia come una maggiore consapevolezza emotiva potrebbe prevenire molti dei drammi che popolano le cronache: suicidi, violenze, isolamento e disturbi psicologici.

Per Plumari, la chiave è formare una generazione capace di affrontare le difficoltà con empatia e resilienza, rompendo il ciclo di sofferenza che troppo spesso caratterizza la crescita. L'anima creativa del manager, inoltre, ha uno stile ben preciso, basato sulla semplicità e la chiarezza. Vorrei raggiungere tutti, anche chi non legge abitualmente. Non mi interessa impressionare con lo stile. Mi interessa che il mio messaggio arrivi forte e chiaro, e che sia capace di sostenere i bambini più vulnerabili, di formare genitori più consapevoli e di aiutare gli insegnanti a gestire la complessità delle nuove generazioni. Dietro ogni tragedia c'è l'opportunità di riscatto, e dietro ogni difficoltà si nasconde una possibilità di crescita , aggiunge Plumari, convinto che una rivoluzione "gentile" sia indispensabile, ma perfettamente attuabile. Basta solo volerlo. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi .

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