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Guardare al futuro per ricomporre le ferite del passato

di TMNews martedì 11 marzo 2025
3' di lettura

Roma, 12 Mar. - "Non sono abbastanza" o, peggio, "non mi sento all'altezza". Sono frasi che ognuno di noi ripete, nel proprio percorso di vita, mille e mille volte limitando così il raggio di azione e, di conseguenza, le legittime aspirazioni: "Il problema -spiega Valentina Pascolini, imprenditrice e trasformatrice emotiva- è che ognuno di noi porta dentro di sé ferite mai completamente guarite. Ma, nonostante ciò, non siamo malati ma solo persone che hanno bisogno di liberarsi di quei blocchi che il sistema emotivo tende a creare, facendo vivere una vita scarsamente autentica e appagante, una vita nella quale si dubita delle proprie capacità e si cerca costantemente l'approvazione di qualcun altro. Il mio lavoro va proprio in questa direzione, ma non scava nel passato, bensì, grazie ad un approccio filosofico, guarda al futuro con i nuovi stimoli che una meta da raggiungere può regalare

"Il passato è passato" è tuttavia una delle bugie più grandi mai raccontate. Il passato non passa finché le ferite rimangono aperte, silenziose ma presenti, condizionando ogni scelta quotidiana: "Sono gli effetti -afferma la Pascolini- di eventi vissuti durante l'infanzia. Un riconoscimento atteso ma mai arrivato, un rimprovero, confronti continui, cambi improvvisi, tradimenti, abbandono sono le principali cause di traumi che poi ci portiamo da adulti e che non ci permettono di vivere correttamente le nostre emozioni. È come se, per dirla in altri termini, una parte di noi fosse rimasta bloccata, continuando a reagire come se il pericolo fosse ancora presente. Come un allarme antincendio che continua a suonare anche quando il fuoco è spento da tempo".

Cosa occorre fare allora? Molte persone, per superare quei traumi, lavorano sulla mente con la meditazione, si affidano, per anni, alla psicoterapia, curano il proprio corpo con massaggi e palestra, ma questo non fa altro che rinforzare i pattern problematici per darsi l'illusione di fare qualcosa. "Ma la cosa peggiore -sottolinea la Pascolini- è lavorare sulla ferita emotiva andando a rivivere il passato. Questo non fa altro che riportare alla luce il dolore senza davvero dare un beneficio duraturo e, soprattutto, sensato. Dopo oltre 21 anni di esperienza con persone di ogni età, professione e genere,uno dei passi principali - su cui si fonda il metodo della Pascolini - è proprio costruire un futuro che ha il potere di trasformare il passato e vedere finalmente la luce in fondo al tunnel. "Detta così potrebbe sembrare spiritualità, mentre è un approccio estremamente pratico che ha già trasformato la vita di oltre 10.000 persone." Dichiara ancora Pascolini "E' un problema che riguarda le donne certo ma soprattutto gli uomini che sono risucchiati da una vita che non sentono più loro".

Un tema questo che la Pascolini ha rafforzato dopo l'esperienza del proprio papà che, a un certo punto della sua vita, ha dovuto fare i conti con un'importante malattia: "Conoscendolo e vedendolo lottare contro il male -afferma- ho intuito quanto i maschi, al di là delle convinzioni sociali dell'essere uomo forte e non poter piangere, abbiano maggior bisogno di aiuto nel loro percorso emotivo nel loro percorso emotivo. Paure, delusioni e fallimenti li trovano spesso impreparati. Sentimenti dirompenti che vanno gestiti per evitare che poi sfocino in atteggiamenti aggressivi e violenti o, troppo spesso, in azioni auto-lesionistiche. "Per questo ho deciso di dedicarmi anche a loro e di affiancarli in un percorso che gli permetta di scoprire sé stessi con maggiore autenticità e forza, così da vivere una vita ricca, piena e serena.".

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