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Tumore al seno, i dati sui percorsi di cura in Italia e in Europa

di TMNews giovedì 13 marzo 2025
3' di lettura

Roma, 13 mar. (askanews) - Il tumore al seno resta la neoplasia più diffusa tra le donne in Europa e in Italia, con oltre 55.000 nuove diagnosi ogni anno solo nel nostro Paese. Grazie ai progressi nella diagnosi e nelle terapie, la sopravvivenza a cinque anni ha raggiunto l'88%, superando il 90% nei casi individuati precocemente. Tuttavia, sono ancora numerose le sfide che le persone con tumore al seno affrontano ogni giorno e che incidono in maniera significativa sulla loro qualità di vita, sia durante il percorso di cura che negli anni successivi. Il tema è stato evidenziato dal report europeo "Advancing Breast Cancer Care in Europe: A Roadmap to a WomenCentric Approach", realizzato dall'Economist Impact con il supporto non condizionante di Daiichi Sankyo.

Mauro Vitali, Head of Oncology di Daiichi Sankyo Italia, ha dichiarato: "La ricerca che abbiamo sostenuto con l'Economist Impact è coerente con la nostra strategia aziendale. Abbiamo riunito 75 esperti europei che hanno discusso l'impatto del tumore al seno sulla qualità di vita massiva e complessiva dei pazienti per cercare di conoscere e raccogliere le sfide ed i bisogni dei pazienti ancora insoddisfatti".

Lo studio ha approfondito l'attuale panorama della gestione del cancro al seno in ogni fase del percorso di cura, evidenziando quanto le terapie innovative abbiano contribuito ad una cronicizzazione della neoplasia al seno e ponendo particolare attenzione al valore della prevenzione e della consapevolezza. A margine dell'evento è stato Giampaolo Bianchini, Professore Associato all'Università Vita-Salute San Raffaele e Responsabile Tumori della Mammella IRCCS Ospedale San Raffaele, ad affrontare il tema: "Abbiamo tanti pazienti che hanno alle spalle 10 o 15 anni di malattia metastatica quindi trattare la malattia per un lungo periodo non è più un concetto, ma una realtà. Ora dobbiamo porci il problema della qualità di vita, non più solo dell'allungamento delle aspettative di vita. Spesso le donne non sanno quali sono i fattori che predispongono all'insorgenza del tumore alla mammella. Alcuni sono modificabili quindi le donne possono interagire. È importante limitare il consumo di alcol perché l'alcol è un fattore di rischio importante così come il fumo. Fondamentale svolgere attività fisica regolare e soprattutto aerobica poiché riduce il rischio di insorgenza del tumore alla mammella in modo estremamente importante. Infine, è importante mantenere un peso controllato perché il sovrappeso, specie in menopausa, incrementa il rischio di sviluppare il tumore alla mammella".

Il tumore al seno non è solo una sfida clinica, ma anche sociale ed economica. In Italia, si stima che i costi annui legati alla malattia superino 1 miliardo di euro, di cui il 50% attribuibile a costi sociali, come invalidità civile e perdita di produttività lavorativa.

Flori Degrassi, Presidente di ANDOS Onlus, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: "Ci sono dei problemi economici legati a spese dirette, per esempio per l'acquisto di farmaci che non sono dispensati o per l'acquisto di prestazioni che servono a ridurre gli effetti collaterali. Poi ci sono problemi di ordine lavorativo; la donna operata di cancro al seno di solito è in età lavorativa e spesso viene in qualche modo messa da parte nell'organizzazione subendo un grave deficit economico. È un problema serissimo di cui non sono noi associazioni chiaramente ma tutte le istituzioni devono farsi carico".

Il rapporto ha evidenziato la centralità di un approccio multidisciplinare ed un percorso di cura personalizzato oltre alla necessità di incrementare politiche efficaci per aumentare la qualità di vita anche di chi è riuscito a sopravvivere ad un tumore.

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Arriva a Venezia il Roadshow di Cassa Depositi e Prestiti

Venezia, 24 giu. (askanews) - Nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Veneto e risposte efficaci alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra le Istituzioni e i territori. Sono questi i principali obiettivi del Roadshow di CDP e Confindustria 'Insieme per il futuro delle imprese' che oggi ha fatto tappa a Venezia.

La tappa, presso la sede di Confindustria Veneto, ha visto la partecipazione del Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini, dell'Amministratore Delegato di CDP Dario Scannapieco, del Vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco Angelo Camilli, della Presidente di Confindustria Veneto Est Paola Carron e del Presidente di Confindustria Veneto Raffaele Boscaini.

Un incontro sotto il segno della vicinanza di Cassa Depositi e Prestiti al territorio e alle imprese, come spiega, il presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini.

'Le imprese hanno colto la peculiarità della cassa come istituzione che sta sul mercato che quindi dialoga con chi compete sul mercato e questa è una delle grandi novità che ha caratterizzato la cassa la cui origine era più legata aL servizio alle pubbliche amministrazioni e alle infrastrutture, ma la missione di cdp è la crescita del paese, quindi la parte delle imprese è diventata sempre più importante, sempre più rilevante e questo tour che noi stiamo conducendo in tutta Italia insieme a Confindustria è la dimostrazione più concreta di che come noi interpretiamo insieme alle imprese il dialogo e il confronto continuo, perché poi il Veneto è diverso dall'Emilia che è diversa dal Lazio e il Lazio è diverso dalla Sicilia e dalla Puglia. quindi ogni regione ha le proprie peculiarità. Le imprese hanno colto la peculiarità della Cassa come istituzione che sta sul mercato e dialoga con chi compete sul mercato ' .

Il Veneto è una delle principali locomotive economiche del Paese, un territorio che ha tutta l'attenzione della Cassa, come ha sottolineato l'ad di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco.

'Oggi siamo qui perché abbiamo fatto un accordo con Confindustria e stiamo realizzando un road show su tutto il territorio italiano per spiegare in che modo Cdp può essere più vicina alle imprese. Il Veneto è una regione molto importante, una regione con una forte vocazione industriale in cui il contributo dell'industria pesa per il 27% del valore aggiunto regionale, Cassa depositi negli ultimi quattro anni ha sostenuto oltre 13.500 imprese venete con circa 5,6 miliardi di euro e ha sostenuto 250 amministrazioni locali, Cassa si é evoluta anche perché le necessità delle imprese sono cambiate visto lo scenario geopolitico internazionale. Oggi spieghiamo quello che Cassa può fare anche per le imprese piccole o medio piccole perché abbiamo modificato il nostro modo di lavorare e possiamo finanziare in maniera diretta anche queste imprese. E in più possiamo lavorare in maniera sistemica aiutando le imprese che da sempre hanno una forte vocazione all'export ad essere ancora più presenti sui mercati internazionali grazie alla sinergia che ci può essere tra cassa depositi e presidi e Simest che è l'azienda del gruppo Cassa depositi e prestiti che si occupa di sostenere le imprese italiane quando vogliono internazionalizzarsi'.

Da parte di Confindustria Veneto Est e Confindustria Veneto l'imperativo è quello di rafforzare la competitività delle imprese, delle Pmi sui mercati globali. Lo rimarca, la presidente di Confindustria Veneto Est, Paola Carron. 'Cdp è per noi un partner strategico non solo un'istituzione finanziaria, un partner che deve essere al nostro fianco, accompagnare le imprese nei percorsi che oggi sono richiesti, da primo la crescita dimensionale un salto di qualità in questo senso bisogna farlo, un rafforzamento della patrimonializzazione delle aziende e questo proprio per avere solide basi per investire in innovazione, attrarre quindi talenti. Cdp mette a disposizione degli strumenti finanziari innovativi e da sempre è stata al fianco'.

Per Raffaele Boscaini, presidente di Confindustria Veneto l'innovazione finanziaria è un percorso importante.

'Io penso che questa opportunità che ci offre CDP possa essere un innesco per un cambio di passo e di mentalità delle imprese che devono strutturarsi nel modo di pensare; partendo dalla finanza che deve essere anche questa strutturata. Ci sono imprese che lo stanno già facendolo, chi più chi meno, ma si devono strutturare anche in termini di managerialità in termini di strutturazione verso l'internazionalizzazione che non significa solo vendere all'estero ma appunto strutturarsi con con piani ben precisi per poter poi sbarcare nei mercati sempre più difficili. In un momento in cui la globalizzazione, che prima non ci piaceva, dopo ci ha fatto stare tranquilli per una serie di anni adesso è messa in discussione fortemente, quindi bisogna riattivare certi meccanismi per poter essere competitivi in tutto il mondo'.

Finanza alternativa e strumenti di equity, per Cdp la vicinanza alle imprese è un percorso di innovazione a 360 gradi.

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