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Cipolletta (AIE): a sud si legge meno che a nord, speranza giovani

di TMNews giovedì 20 marzo 2025
2' di lettura

Milano, 21 mar. (askanews) - "Nel sud si legge meno che al nord, secondo le nostre indagini ci sono 15 punti percentuali di differenza ed è molto. Abbiamo constatato che la minore capacità di lettura del sud è da attribuire in larga misura alla carenza infrastrutturali, nel senso che il sud ha meno librerie di quante ne hanno il centro nord, ha delle biblioteche meno fornite di libri di quanto non sia al centro nord e ci sono meno attività di carattere culturale che sono altrettanto utili per favorire la lettura. Da questo punto di vista emerge un sud dove le potenzialità di crescita esistono". Lo ha detto il presidente dell'Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta in occasione del convegno "Per una primavera della lettura al Sud" a Napoli.

"I giovani del sud leggono quanto quelli del nord - ha aggiunto il presidente - e questo è un fatto rassicurante. C'è poi un terzo settore che è fortemente attivo anche al sud e anche questo è un elemento di carattere positivo. Dalla nostra indagine noi vogliamo partire per ottenere dei risultati di crescita culturale dal mezzogiorno e da questo punto di vista cerchiamo di lavorare nell'ambito di quello che il ministro Giuli ha chiamato il piano Olivetti per le aree sfavorite. Abbiamo chiesto il sostegno del Centro per il libro, abbiamo chiesto il sostegno delle fondazioni che sono importanti per il mezzogiorno.

"Il nostro obiettivo - ha concluso Cipolletta - è quello di far sì che anche nel mezzo giorno ci sia un livello di infrastrutture per la cultura e per il libro paragonabile a quello del noto in termini di librerie e in termini di biblioteche fornite e soprattutto che la scuola che rappresenta l'elemento fondamentale per avvicinare sempre di più e tenere uniti i giovani con la cultura possa essere dotata di quei mezzi e di quelle iniziative che inducono i giovani a leggere e i giovani saranno poi i lettori di domani. Ci auguriamo che questo convegno di Napoli sia una spinta, non siamo qui per denunciare una situazione, siamo per investire per un futuro migliore del Mezzogiorno e quindi del nostro Paese".

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Dal palco Obama, che si è commosso per le parole che gli ha dedicato la moglie Michelle, ha elogiato la democrazia "lenta, a volte inefficiente", ma "speciale e preziosa".

"Non ci saranno re né signori, né servi né sudditi, ma solo cittadini, ognuno di noi libero di perseguire la propria versione di felicità e in grado di determinare il nostro destino collettivo attraverso un governo rappresentativo eletto", ha detto Obama, infilando nella frase non a caso un "no kings", nome delle proteste contro Trump che si sono propagate in tutti gli Stati Uniti e da lì al resto del mondo.

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