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Da Novi Sad a Strasburgo in bici, nuova protesta degli studenti serbi

di TMNews giovedì 3 aprile 2025
2' di lettura

Novi Sad, 3 apr. (askanews) - Studenti serbi sono partiti in bicicletta dalla città di Novi Sad, tra gli applausi e le lacrime della folla presente, per raggiungere Strasburgo, con la speranza di riportare l'attenzione dell'Europa sulla loro lotta alla corruzione. La durata del viaggio è di circa due settimane.

Il Paese balcanico è in preda a un'ondata di proteste dopo che 16 persone sono morte a causa del crollo di una pensilina di cemento presso la stazione ferroviaria di Novi Sad il primo novembre 2024.

"Penso che solo questo atto, ciò che stiamo facendo, sarà una prova sufficiente per dimostrare che questa nostra lotta è veramente sincera, che siamo pronti a perseverare e che siamo pronti a fare praticamente tutto ciò che è in nostro potere per mostrare sia all'Europa che al mondo che questa è davvero una cosa buona per cui vale la pena lottare", ha spiegato ad Afp Vuk Nekterijevic, 19enne studente di Ingegneria meccanica a Belgrado.

Elena Ovaterlov, studentessa delle superiori, ha aggiunto:

"Vogliamo rivolgerci alla Corte come a un'istituzione, perché le istituzioni nel nostro Paese non svolgono il loro lavoro come vorremmo, e nel frattempo, diffondere le notizie su ciò che sta accadendo in Serbia".

Lav Stojanovic, studente della Facoltà dello Sport, 20 anni:

"Andiamo con il messaggio di risvegliare la diaspora e di mostrare al mondo intero che qui la lotta per noi è costante e che cerchiamo solo giustizia, perché questo è l'unico obiettivo, lottare per la giustizia e per una società più giusta".

"Sono la voce di tutti noi. Sono ciò che tutti noi vorremmo fare, ma non abbiamo abbastanza coraggio o tempo. Il minimo che possiamo fare è andare a salutarli. Per augurare loro buona fortuna", ha commentato Duska Hinic, residente di Novi Sad, 37 anni.

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Pubblica amministrazione, il Piemonte accelera la semplificazione

Torino, 16 mar. (askanews) - Dopo quasi due anni e mezzo di lavoro in Piemonte entra nel vivo il processo di semplificazione avviato dalla Regione che mette in atto una serie di tagli procedurali e normativi con l'obiettivo di abbattere la burocrazia e rendere più facile ed efficiente per cittadini, enti locali e imprese, il funzionamento della pubblica amministrazione. Cuore del proccesso è il disegno di legge "Semplifica Piemonte", approvato dalla Giunta e presentato durante un evento al Grattacielo Piemonte dal presidente della Regione Cirio e dai ministri Casellati e Zangrillo.

"Il disegno di legge - ha detto Gian Luca Vignale, assessore a delegificazione e semplificazione Regione Piemonte - ha alcuni aspetti attuativi immediati e ne ha altri di medio periodo. Quelli immediati sono l'istituzione del tavolo della semplificazione, un luogo in cui si trovano tutti i soggetti interessati da politiche di semplificazione. Ne ha altri di medio periodo, come quello di investire sui sistemi digitali, così come sull'intelligenza artificiale, che sono ovviamente oggi sistemi che garantiscono la riduzione dei tempi".

Il tutto ispirato da tre principi cardine: lo stop alla duplicazione di documenti dei quali la pubblica amministrazione è già in possesso, il non aggravamento amministrativo da parte degli atti regionali rispetto alle leggi dello Stato, e infine l'aiuto a sanare irregolarità formali.

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Il provvedimento cancellerà 42 leggi superate o inattuali e nel frattempo verrà firmato il protocollo d'intesa che coinvolge anche le università del territorio, Formez, Unioncamere e le principali rappresentanze degli enti locali con l'obiettivo di costruire un vero e proprio ecosistema regionale della semplificazione.

"Mettere in pratica questo accordo - ha concluso Giovanni Anastasi, presidente Formez - significa di fatto avviare un processo di semplificazione strutturato che non deve essere solo la correzione di errori fatti in passato, risolvere stratificazioni che si sono accumulate nel tempo, ma è un processo che deve essere stabile sin dall'inizio di qualsiasi attività che porti a regolamenti, attività progettuali e qualsiasi altra iniziativa e noi, in virtù della nostra propensione all'innovazione e alla nostra capacità amministrativa, diremo la nostra in modo importante".

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Poste Italiane supera 2.600 colonnine ricarica veicoli elettrici

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"L'oleodotto esistente è il Ceyhan Pipeline, l'oleodotto iracheno-turco, e una parte di questo oleodotto attraversa la regione del Kurdistan. Sono in corso negoziati con la regione per consentire l'esportazione di circa 200.000-250.000 barili di petrolio di Kirkuk, estratto dai giacimenti di Kirkuk, attraverso il porto di Ceyhan utilizzando l'oleodotto iracheno-turco, ma finora non siamo riusciti a raggiungere un accordo con la regione per l'esportazione di tale quantità", ha concluso.

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