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Tappa all'ospedale Cardarelli di Napoli per il progetto "Fattore J"

di TMNews lunedì 7 aprile 2025
3' di lettura

Napoli, 8 apr. (askanews) - Raccontare ai giovani il futuro della medicina. E' questo uno degli obiettivi di "Fattore J", progetto promosso da Johnson & Johnson e da Fondazione Mondo Digitale ETS e che ha fatto tappa in Campania. A ospitare l'evento, l'azienda ospedaliera di rilievo nazionale Cardarelli di Napoli. Gli esperti della struttura ospedaliera e di Johnson & Johnson, per l'occasione, hanno incontrato gli studenti dell'Istituto superiore Nitti e del Liceo Classico Statale Gian Battista Vico di Napoli, dell'Istituto Majorana e dell'I.S.I.S. Guido Tassinari di Pozzuoli. La tappa di Napoli ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Antonio d'Amore, direttore generale dell'A.O.R.N. A. Cardarelli; Giuseppe Pompilio, direttore Market Access di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia e Mirta Michilli, direttrice generale Fondazione Mondo Digitale ETS.

Antonio d'Amore, direttore generale dell'AORN Cardarelli, ha spiegato: "Sono davvero molto contento di questa iniziativa, parlare ai giovani, invogliarli a quella che sarà la medicina del futuro ma soprattutto far capire che la medicina del futuro comunque non è solo macchina. Queste iniziative fanno piacere perché mettono a confronto quello che sarà il futuro, i nostri medici del domani con quello che è l'oggi e il capire che non può essere solo tecnologia è molto molto importante".

"Fattore J", giunto quest'anno alla quinta edizione, ha già raggiunto negli anni 300mila giovani, coinvolgendo una rete di associazioni di pazienti, partner accademici e partner istituzionali. Giuseppe Pompilio, Market Access Director, Johnson & Johnson Innovative Medicine ha aggiunto: "Quello che è importante oggi considerare è che rilasciare innovazione, così come accade per un'azienda globale come Johnson & Johnson, in un ambiente che non è in grado, o non è immediatamente preparata ad abbracciarla appieno, può sembrare quasi un po' un controsenso. A volte un'innovazione è così disruptive (dirompente, ndr) che merita una preparazione del contesto. Ed è su questo indirizzo che Johnson & Johnson attiva tutta un'altra serie di attività, e quella di oggi è proprio quella di una comunicazione, che sarà il cuore pulsante della salute nei prossimi anni, quindi ai giovani e cercare di coinvolgerli da subito su quello che è il concetto di innovazione".

Un focus particolare è stato dedicato all'intelligenza artificiale e a come questa tecnologia stia trasformando la diagnosi, i trattamenti e la gestione delle patologie.

Mirta Michilli, direttrice generale Fondazione Mondo Digitale ETS ha dichiarato: "L'obiettivo di Fattore J, con professionisti del Cardarelli, con professionisti di Johnson & Johnson Innovative Medicine, è proprio quello di far capire ai ragazzi, le opportunità legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, ma anche crescere nella consapevolezza che bisogna avere una cultura giusta, bisogna capire i limiti e anche, diciamo così, farsi portatori di un approccio etico allo sviluppo tecnologico".

Secondo un sondaggio condotto da Fondazione Mondo Digitale sugli studenti partecipanti, infatti, saranno proprio la medicina e la ricerca scientifica i settori che beneficeranno maggiormente dall'impatto dell'intelligenza artificiale, consentendo alla sanità di diventare più rapida, efficace e organizzata. Anche rispetto alle sfide dell'oncologia gli studenti ritengono che l'intelligenza artificiale avrà un ruolo importante, soprattutto nello sviluppo di nuove molecole terapeutiche, nel monitoraggio in tempo reale dei pazienti, e nelle diagnosi precoci e accurate.

Giuseppe Pompilio, Market Access Director, Johnson & Johnson Innovative Medicine, ha sottolineato: "Il ruolo delle nuove generazioni è quello di osservarle in una dimensione che non è più, ripeto, verticale. Cioè, noi abbiamo vissuto una fase negli ultimi vent'anni in cui il mondo della medicina ha visto le patologie molto in profondità. Oggi abbiamo un ampliamento dell'età media, abbiamo una situazione che sta cambiando tantissimo, abbiamo delle patologie che prima erano terminali e che oggi tendono a diventare croniche. Quindi l'aspetto molto più ricorrente, nuovo, è quello della collaborazione tra diverse funzioni nell'ambito delle professioni sanitarie".

L'evento si è svolto in occasione del World Health Day - la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla salute.

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