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La trota mediterranea, a rischio estinzione, torna nei fiumi italiani

di TMNews martedì 8 aprile 2025
3' di lettura

Roma, 8 apr. (askanews) - È una specie simbolo della biodiversità dei fiumi e torrenti italiani, ma oggi rischia l'estinzione: la trota mediterranea è classificata come "in pericolo critico" nella Lista Rossa IUCN (International Union for the Conservation of Nature), ed è minacciata non solo dall'inquinamento e dal cambiamento climatico come altre specie, ma anche dall'ibridazione genetica con la trota atlantica - immessa nei fiumi per la pesca sportiva.

Per far fronte a questa emergenza, il progetto LIFE STREAMS, finanziato dall'Unione Europea, è impegnato dal 2019 in sei aree-pilota in tutta Italia, e il Parco Nazionale della Maiella, in Abruzzo, è il capofila del progetto, che comprende anche i Parchi nazionali del Pollino in Calabria/Basilicata, dei Monti Sibillini (Umbria-Marche), delle Foreste Casentinesi (Toscana-Emilia Romagna), il Parco Regionale Montemarcello-Magra-Vara in Liguria e cinque siti in Sardegna.

Gli assi portanti sono l'eradicazione della trota atlantica e la riproduzione assistita di quella mediterranea autoctona per poi reintrodurla nei corsi d'acqua più idonei al ripopolamento, ma anche il controllo della qualità delle acque, la rimozione delle barriere fluviali e l'installazione di passaggi per pesci per favorire la risalita della trota mediterranea.

Marco Carafa, biologo del Parco Nazionale della Maiella, Ufficio Monitoraggio e Conservazione della Fauna Selvatica: "Oggi abbiamo liberato circa 500 avannotti prodotti in uno dei cinque incubatoi attivati all'interno del progetto LIFE-STREAMS, nel fosso Santo Spirito, uno dei tanti corsi d'acqua sottoposti a un'azione di eradicazione, ovvero la rimozione di specie aliene introdotte in Italia ma non solo a partire dal 1900, di provenienza atlantica o addirittura americana".

In tutta Italia sono state finora rilasciate 530.000 tra uova e avannotti di trota mediterranea, allevati in incubatoi come quello di Santa Eufemia a Maiella, dove i volontari del parco si prendono cura di loro aspettando il momento migliore per la liberazione in natura.

Ripopolare i corsi d'acqua italiani con la trota mediterranea tutela non solo una specie a rischio in sé, ma l'habitat nel suo complesso, perché favorisce il recupero di un equilibrio fra questo pesce e altre specie come anfibi e invertebrati autoctoni, che si è creato in migliaia di anni e che l'immissione di specie aliene ha alterato fortemente, come spiega Stefano Raimondi, responsabile biodiversità di Legambiente, che partecipa al progetto come beneficiaria associata e ha organizzato il press tour durante il quale sono state girate queste immagini: "Rilasciare specie alloctone, come quelle atlantiche, crea degli squilibri enormi all'ecosistema perché si tratta di specie che non si sono co-evolute con questi habitat, in effetti sono specie estremamente voraci che creano grossi problemi alle specie autoctone, quindi occupano nicchie ecologiche che non dovrebbero occupare con disturbo e perturbazione dell'habitat e quindi un problema a tutta la biodiversità"

Per invertire la tendenza all'ibridazione della trota mediterranea con quella atlantica e la sua progressiva scomparsa, si procede in parallelo a eradicare questa specie alloctona: anzitutto con operazioni mirate attraverso l'uso di elettrostorditori che consentono di paralizzare brevemente i pesci per catturarli. Quelli che a un esame visivo e genetico appaiono di specie atlantica, sono rimossi e destinati a stazioni di pesca sportiva.

E proprio i pescatori, che nel secolo scorso furono i primi a introdurre la trota atlantica nelle acque dolci dei paesi mediterranei - inconsapevoli all'epoca dei rischi per l'ecosistema - sono alleati fondamentali per la riuscita di LIFE STREAMS. Ben 150 sono stati formati nelle sei aree-pilota del progetto. "Quando si tratta di un esemplare autoctono facciamo bene attenzione a non toccarlo e a rimetterlo subito in acqua cercando di non danneggiarla, il nostro tipo di pesca ci consente di non toccare nemmeno la trota, in alternativa quando vediamo che è un ibrido di trota atlantica e che lo dobbiamo eradicare, la portiamo via". Molto spesso non è possibile stabilire a occhio nudo il grado di ibridazione di un esemplare, e in questi casi è necessario prelevare un piccolo pezzetto di pinna caudale per analizzarne il Dna.

Grazie al progetto LIFE STREAMS, che prevede azioni replicabili in altre 19 aree in Italia, è stata possibile la redazione delle prime Linee Guida nazionali per la conservazione della trota mediterranea, coordinate dall'ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale - ed elaborate con un percorso partecipativo che ha coinvolto oltre 400 stakeholder, tra istituzioni, associazioni ambientaliste e di pesca sportiva.

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