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"Greenpeace non verrà zittita", opera di Laika davanti Ambasciata Usa

di TMNews mercoledì 9 aprile 2025
2' di lettura

Roma, 9 apr. (askanews) - Attivisti italiani per il clima del collettivo della street artist Laika sono entrati in azione a Roma in solidarietà con Greenpeace, affiggendo nei pressi dell'ambasciata degli Stati Uniti un'opera raffigurante un'attivista che, con un megafono, urla "Greenpeace will not be silenced" ("Greenpeace non verrà messa a tacere"). Nelle ore precedenti, centinaia di poster con la stessa opera sono comparsi in diversi quartieri della Capitale. E - come si vede in queste immagini - operai sono già intervenuti per ripulire la parete utilizzata dagli attivisti nei pressi dell'Ambasciata americana.

Laika ha deciso così di far sentire la sua voce a supporto dell'organizzazione ambientalista dopo che lo scorso 19 marzo una giuria di nove persone della Contea di Morton ha emesso il proprio verdetto sulla causa temeraria e fondata mossa da Energy Transfer contro Greenpeace negli Stati Uniti (Greenpeace Inc e Greenpeace Fund) e Greenpeace International, ritenendole responsabili per oltre 660 milioni di dollari. Secondo l'organizzazione ambientalista questo verdetto farà sì che ora le multinazionali dei combustibili fossili si sentiranno legittimate a negare la libertà di parola a chiunque protesti pacificamente.

"Oggi scendo in strada per difendere Greenpeace e il diritto di protesta: il verdetto contro l'ong per oltre 660 milioni di dollari da parte di una giuria del Nord Dakota è un attacco diretto alla libertà di espressione", ha dichiarato l'"artivista", la street artist nota per le sue denunce sociali.

"Greenpeace è accusata ingiustamente per aver espresso contrarietà contro l'oleodotto Dakota Access, un progetto che minaccia l'ambiente e i diritti delle popolazioni indigene. Questa causa è una SLAPP (Strategic Lawsuit Against Public Participation), una strategia intimidatoria delle grandi aziende per zittire chi alza la voce. Far passare la protesta ambientalista per 'eco-terrorismo' è un pericoloso precedente che mette a rischio chiunque si batta per giustizia climatica e diritti civili. In un clima autoritario crescente, negli Stati Uniti come in Italia, dove il governo Meloni ha approvato un decreto sicurezza repressivo, degno dei 'migliori regimi autoritari', è fondamentale farsi sentire. Oggi tocca a Greenpeace. Domani può toccare a tutte e tutti noi. Difendiamo chi lotta per il futuro del nostro Pianeta. Non resteremo in silenzio", ha concluso il collettivo.

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