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Re Carlo interrotto in anticipo alla Camera: "Non ho finito..."

di TMNews mercoledì 9 aprile 2025
1' di lettura

Roma, 9 apr. (askanews) - Inciampo dello speaker della Camera durante il discorso di Re Carlo in Aula, in occasione della visita di Stato del sovrano e della Regina Camilla. Ingannato dalla lunga standing ovation dei parlamentari per l'omaggio del Re a Giovanni Falcone, lo speaker, che ha scandito tutti i momenti della cerimonia, ha detto: "La cerimonia è terminata, i gentili ospiti...", spiazzando Carlo che tuttavia ha reagito sorridendo e dicendo ai presidenti delle Camere che siedevano al suo fianco di non aver ancora finito. "It's a joke, italiani...", ha ironizzato il presidente Lorenzo Fontana.

E il sovrano britannico ha ripreso il suo intervento.

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Il titolo del nuovo romanzo è ispirato a un celebre libro irlandese, e l'Irlanda, con il suo conflitto, è stato uno degli scenari in cui Chalandon ha lavorato come inviato, ma una parte importante l'ha avuta anche il Medio Oriente. Gli abbiamo chiesto come si passa dalla scrittura giornalistica a quella letteraria. "Sono stato corrispondente di guerra per 25 anni - ci ha riposto - e non mai potuto dire io di fronte ai massacri, sotto le bombe, mai. Non ho mai potuto piangere nel mio giornale, non potevo odiare, non potevo dire che stavo impazzendo di fronte alla violenza inaudita che mi circondava. Non potevo mai dire io, non ne avevo il diritto. L'unico modo per me per dire io era il romanzo. Aggiungo una aneddoto: sono a Sabra e Shatila, sto assistendo a quello che sappiamo, mi siedo dietro un muro e piango. Mi si avvicina un collega de Le Figaro, un amico, e mi dice: Sorj devi trasformare le tua lacrime in inchiostro, ecco, nel mio romanzo trasformo le mie lacrime in inchiostro".

La violenza è il sottotesto di tutta la conversazione, l'indicibile che passa sotto gli occhi del reporter e poi arriva fino alla pagina dello scrittore. "Una cosa importante - ha concluso Chalandon - è che io non scrivo per guarire, non scrivo per stare meglio, non scrivo per dimenticare, scrivo per condividere. Io sono stato segnato dalla violenza e ancora oggi mi lacera per via dei bambini morti. Di notte a una cert'ora mi sveglio, mi alzo e vado in camera delle mie figlie, per vedere se sono vive oppure morte".

Fino al 21 marzo il festival Dedica presenta incontri, appuntamenti, proiezioni, spettacoli legati al lavoro dello scrittore francese. Giunto alla 32esima edizione è anche parte del progetto Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

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