CATEGORIE

Con i dazi Usa timori per l'occupazione alla città della Volkswagen

di TMNews mercoledì 9 aprile 2025
2' di lettura

Wolfgsburg, 9 apr. (askanews) - Regna l'incertezza nel quartier generale di Volkswagen a Wolfsburg, in Germania, tra l'entrata in vigore dei dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump e le turbolenze del mercato globale. I dazi del 25% sulle importazioni di auto rappresentano un nuovo grattacapo per le case automobilistiche europee, con le aziende tedesche che inviano circa il 13% delle loro spedizioni negli Stati Uniti.

"Una catastrofe. È terribile. Ma naturalmente l'America soffrirà altrettanto con l'aumento dei prezzi", afferma Richard Arnold, ex lavoratore Volkswagen in questo stabilimento, ora in pensione.

"Noi siamo in pensione. Ma chi lavora ancora lì, la responsabilità ricadrà su di loro. E non abbiamo la minima idea di cosa succederà. L'Unione Europea ha proposto di eliminare i dazi doganali in entrambe le direzioni, ma non è stata accettata. Dovremmo continuare a presentare controproposte? È un disastro", aggiunge Nicky, anche lui collega in pensione.

"Una vera assurdità. È pura follia. L'uomo alla Casa Bianca non sa quello che fa", commenta Friedhelm Wolf, anche lui ex lavoratore ora pensionato. "Sì, possiamo provare a negoziare prima. E se non funziona, dovremo aumentare i dazi. Il problema è che non compriamo molte auto dagli Stati Uniti. E non sappiamo quali prodotti americani sarebbero maggiormente colpiti", aggiunge.

Stando a un promemoria della Volkswagen inviato ai concessionari negli Stati Uniti, la rivista di settore Automotive News ha riferito che la casa produttrice intende aggiungere una "tassa di importazione" alle auto spedite nel Paese. Thorsten Groeger, manager regionale del sindacato Ig Metall e negoziatore per Volkswagen: "L'Europa deve trovare risposte comuni. E tra queste risposte comuni, l'Europa deve proteggersi e chiudere le catene di produzione al suo interno. Ciò significa ridurre la dipendenza e investire nelle infrastrutture. Ma le aziende devono anche investire in catene del valore chiuse", ha spiegato.

tag

Ti potrebbero interessare

Gerusalemme, frammenti di missili nei luoghi santi della Città Vecchia

Gerusalemme, 16 mar. (askanews) - Frammenti di missili e di intercettori sono caduti nella Città Vecchia di Gerusalemme, anche vicino ad Al-Aqsa e al Santo Sepolcro, dopo una nuova raffica lanciata dall'Iran verso la città.

La polizia israeliana riferisce che i detriti - alcuni di grandi dimesioni - sono stati trovati in più punti, compresi il complesso della Spianata delle Moschee, il Santo Sepolcro e il quartiere ebraico. Sul posto sono intervenuti agenti e artificieri per i controlli e la messa in sicurezza dell'area.

Resti sono stati trovati anche in un parcheggio della Città Vecchia. Si tratta di una delle aree più sensibili di Gerusalemme, dove sorgono luoghi sacri per le tre religioni monoteiste. Non si segnalano feriti né vittime.

TMNews

Iran, Trump su Mojtaba: "Non sappiamo se sia morto oppure no"

Washington, 16 mar. (askanews) - Donald Trump afferma di non sapere se Mojtaba Khamenei, nuova guida suprema dell'Iran, sia ancora vivo. Il passaggio segna un cambio di tono rispetto ai giorni scorsi: il 13 marzo il presidente americano lo aveva descritto come "vivo ma ferito", mentre ora ammette che Washington non sa con certezza chi stia davvero guidando Teheran.

"Molte persone dicono che è gravemente sfigurato - afferma Trump - Dicono che abbia perso una gamba, una gamba sola, e che sia stato ferito molto gravemente. Altri dicono che sia morto. Nessuno dice che stia bene al cento per cento. Sapete, non ha parlato. L'ayatollah stava seduto e vomitava odio da una sorta di trono. Non bello come un trono vero. Io preferisco molto di più il trono inglese. Però era una sedia vistosa. Ma da quella sedia spargeva odio. Lo vedevate spesso, giusto? Questo invece non lo abbiamo visto affatto. E questo può dipendere da molte ragioni diverse. Non sappiamo se sia morto oppure no".

TMNews

Iran, Trump: alcuni alleati non entusiasti di proteggere Hormuz

Washington, 16 mar. (askanews) - Il presidente Donald Trump ha criticato alcuni alleati degli Stati Uniti per la loro tiepida risposta al suo appello a contribuire alla protezione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz durante la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Per 40 anni vi abbiamo protetto e voi non volete essere coinvolti?", afferma Trump, che si è divertito a "mimare" le risposte esitanti di alcuni governanti stranieri, senza però dire apertamente quali fossero.

TMNews

Trump: "Risposta Francia su Hormuz non è perfetta, ma è la Francia"

Roma, 16 mar. (askanews) - La risposta del presidente francese Emmanuel Macron alla richiesta del presidente Donald Trump ai Paesi alleati di aiutare gli Stati Uniti a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz nel contesto della guerra contro l'Iran "non è stata perfetta": lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca prima di un incontro con i membri del consiglio di amministrazione del Trump Kennedy Center.

"Ho parlato con lui. Su una scala da zero a dieci, direi un otto. Non è perfetto, ma è la Francia. Non ci aspettiamo la perfezione", è stato il commento di Trump.

TMNews