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Addio a Francesco, il Papa argentino che ha rivoluzionato la Chiesa

di TMNews martedì 18 febbraio 2025
3' di lettura

Città del Vaticano, (askanews) - "Per i miei 10 anni di pontificato regalatemi la pace". Parlava così Papa Francesco in occasione dei dieci anni al Soglio di Pietro, nel 2023. E il suo pontificato è racchiuso tutto in questa parola. Un Papa pacifista, amato dai fedeli e dall'opinione pubblica ma anche capace di creare forti spaccature all'interno della Chiesa e della Curia romana. Un Papa rivoluzionario, che ha saputo traghettare la Chiesa universale dal difficile pontificato 'tradizionalista' di Benedetto XVI verso un orizzonte più aperto, più progressista, più vicino alla gente. Con tante novità.

Il suo messaggio ostinato per la pace in un mondo che sta vivendo "una terza guerra mondiale a pezzi"; l'accoglienza dei migranti, l'abbraccio ai poveri e agli ultimi; la vicinanza ai detenuti. Ed ancora: l'apertura della Curia alle donne (ha nominato suor Raffaella Petrini prima donna a capo del Governatorato, dandole pieni poteri), l'accoglienza agli omosessuali ("chi sono io per giudicare"), il sì alla comunione per i divorziati risposati, dopo un percorso spirituale, il Giubileo Straordinario nel 2015 dedicato alla Misericordia. E il Giubileo ordinario dell'Anno Santo, che ha voluto dedicare al tema della Speranza. E poi la malattia, il dolore nell'essere costretto a viaggiare sempre in sedia a rotelle; rimarrà simbolica l'immagine del Papa seduto davanti alla Porta Santa il 24 dicembre 2024.

Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa, dopo le dimissioni senza precedenti di Benedetto XVI, il 13 marzo del 2013. Da quel momento iniziava a rinnovare - sia nella forma che nella sostanza - la Chiesa. Con la scelta di vivere a Casa Santa Marta, lasciando gli appartamenti sfarzosi della Terza Loggia in Vaticano; con l'apertura ad omosessuali e divorziati risposati, mettendo sempre gli ultimi al primo posto, tendendo le braccia ai migranti parlando di accoglienza.

Tra i pilastri del suo pontificato anche la lotta alla pedofilia con l'operazione "tolleranza zero", con cui ha creato una Commissione ad hoc, cacciando i vescovi e anche un cardinale, per la prima volta, dalle loro funzioni. E l'avvio di una grande fase di pulizia e trasparenza nello Ior e nelle finanze vaticane. E poi, decine di viaggi internazionali, in ogni parte del mondo, in cui ha toccato Paesi in situazioni delicate come l'Iraq o il Sud Sudan, mentre il primo viaggio in Italia è stato a Lampedusa tra i migranti, gli stessi che ha voluto incontrare nel suo viaggio a Lesbos.

Ha scelto di affidare la meditazione della Via Crucis ai detenuti e per la prima volta ha lavato i piedi durante il giovedì santo ad alcune donne. Ha convocato dieci concistori nei quali sono stati creati 252 cardinali, di cui 138 elettori. Provenienti da 73 nazioni, di cui 23 non avevano mai avuto prima un cardinale. Incessanti i suoi appelli per la pace, soprattutto per il conflitto russo-ucraino e quello israelo-palestinese.

Storiche rimarranno le immagini del Papa solo in una piazza San Pietro vuota, in preghiera davanti al Crocifisso, nel periodo del lockdown per il Covid, o il Papa che mangia nella mensa insieme ai poveri. Ma soprattutto è stato il primo Papa a "convivere" con un Papa emerito, Joseph Ratzinger. Una coabitazione che ha fatto emergere anche scontri tra la fronda dei cardinali tradizionalisti (più legati a Benedetto XVI) e quelli progressisti. Veleni e dissidi non ancora sopiti nonostante la morte di Benedetto XVI, avvenuta il 31 dicembre 2022.

Un Papa, Francesco, dai tratti umani, che non ha mai nascosto le proprie debolezze. Come la paura delle malattie: i seri problemi al ginocchio lo hanno costretto su una sedie a rotelle. Poi i problemi respiratori, dovuti anche all'asportazione di una parte del polmone destro, avvenuta a 21 anni.

Ma anche gli umani dubbi sulle possibili dimissioni in caso di seri problemi di salute. Quando si parlava di una possibile rinuncia, Bergoglio assicurava: "Si comanda con la testa e non con le gambe". Finché sarà lucido, assicurava, sarebbe rimasto al suo posto.

Infine, la decisione, annunciata durante una intervista televisiva, di voler essere sepolto nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma e non nelle Grotte Vaticane. Anche questa, una prima volta.

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