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Avataneo (Aiav): al turismo organizzato servono dati aggiornati

di TMNews lunedì 12 maggio 2025
3' di lettura

Torino, 12 mag. (askanews) - Montagna, colline, cioccolato, nocciole e ancora l'incantevole Torino. È un crocevia virtuoso di cultura, bellezza e innovazione l'immagine emersa dal convegno "Destinazione Turismo - Speciale Piemonte", promosso da Aiav(Associazione Italiana Agenti di Viaggio) e svoltosi nella città della Mole Antonelliana, presso il Grattacielo della Regione. Due tavole rotonde e focus sui dati per i flussi turistici in Piemonte nel 2024 presentati da Isnart, elaborati attraverso le indagini attivate per l'Unioncamere Piemonte nell'ambito dell'Osservatorio sull'Economia del Turismo delle Camere di Commercio.

"Credo che questo appuntamento sia importante soprattutto per il turismo organizzato, quindi parlo di agenzie di viaggio e tour operator. Ormai il turismo principale si è spostato sul nostro Paese" afferma Fulvio Avataneo, presidente di Aiav. "Sempre di più il turismo italiano tira, sempre di più le agenzie di viaggio stanno guardando un turismo interno piuttosto che un turismo outgoing verso altri paesi. Quindi credo che questo sia il momento giusto per affrontare queste tematiche, proprio a favore di quel turismo organizzato che ne ha bisogno, che chiede dati, che chiede dati aggiornati sui quali poter lavorare" aggiunge.

Il turismo italiano nel 2024 conferma il suo ruolo da protagonista nel panorama globale, con una stima di 880 milioni di presenze complessive tra strutture ricettive e abitazioni private, in lieve crescita (+0,4%) rispetto all'anno precedente. Nel 2024 gli arrivi in Piemonte sono stati oltre 6,28 milioni e le presenze 16,89 milioni in crescita rispettivamente del 3,6% e del 4,1% rispetto al 2023, secondo l'Osservatorio Turistico della Regione Piemonte - Visit Piemonte.

In base ai dati Isnart versatilità dell'offerta turistica e la qualità dell'accoglienza intercettano un pubblico relativamente giovane - 2 visitatori su 5 fanno parte della Gen. Y (30/44 anni) - digitalizzato, ben scolarizzato, con una buona capacità di spesa (circa il 40% rientra nella fascia economica medio-alta).

E se la bellezza del nostro Paese è indiscutibile, la destagionalizzazione è perfettibile.

"Un dato, il 30% delle nostre cooperative che operano nel settore della cultura e del turismo hanno sede nelle cosiddette aree interne. Quindi vuol dire che le cooperative operano come forma d'impresa ovviamente laddove altre forme d'impresa non ci sono" dichiara Irene Bongiovanni, presidente Confcooperative, Cultura, Turismo, Sport. "Quindi ecco che in esso può essere proprio questo, operare come forma d'impresa nel settore turistico per rendere destinazioni reali, raggiungibili e accessibili quelle che normalmente fanno molta difficoltà a essere delle mete turistiche accessibili. Che cosa possono fare le istituzioni? Sostenere con delle politiche mirate chi opera in aree complesse. Perché le aree interne sono davvero spesso delle destinazioni molto affascinanti. Parliamo di borghi, di aree montane. Ma ovviamente hanno delle caratteristiche di difficoltà per la resa d'impresa. Ecco questo, per esempio in Piemonte riescono a farlo attraverso una legge regionale sulle cooperative di comunità, sono delle linee di attenzione e di sostegno per chi vuole comunque, lo ribadisco ancora, fare impresa. Perché per noi il focus è comunque sul lavoro. Sono 7500 gli occupati, solo le aree interne che operano in cooperative nel settore turistico, sul lavoro e sul produrre in qualche modo reddito in queste zone" dice.

Ma non solo il Piemonte ha una legge ad hoc. Ce ne sono diverse e si sta lavorando a una legge nazionale sulle cooperative di comunità, ci dice Bongiovanni.

A maggior ragione la prospettiva deve essere più ampia possibile.

"Il 22 maggio saremo in Campania per Destinazione Campania; saremo a Napoli, dove terremo lo stesso format di convegno, proprio per capire il motivo del successo di queste due regioni, perché Piemonte e Campania sono le due regioni che hanno registrato i migliori numeri, le migliori performance nel 2024" annuncia Avataneo.

Per il 2025 si prospetta lo stesso successo, ma Aiav vuole capire se sia possibile una simile performance anche in altre regioni.

"L'anno prossimo saranno quattro le regioni sulle quali andremo a intervenire. Aggiungeremo la Sicilia e aggiungeremo il Veneto", chiosa Avataneo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio askanews

Immagini askanews, archivio, Aiav

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