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Terremoti, riqualificazione edifici sfida enorme ma ineludibile

di TMNews martedì 13 maggio 2025
2' di lettura

Milano, 15 mag. (askanews) - Fare una valutazione costi-benefici per lo Stato degli incentivi alla prevenzione antisismica, che in Italia sono erogati in diverse forme dal 1998, è un'esercizio complesso e controverso, ma un dato è certo: nella Penisola si spendono ogni anno 3,2 miliardi di fondi pubblici per la ricostruzione di quanto distrutto dai terremoti e, se pensare di riqualificare l'intero patrimonio edilizio è velleitario, cercare di ridurre questo fardello in un Paese che registra circa 17.000 eventi sismici all'anno, è un obiettivo ineludibile. È quanto emerso durante l'undicesima edizione della Seismic Academy, organizzata dalla multinazionale Hilti, che ha riunito i principali protagonisti del mondo delle costruzioni.

"Abbiamo visto oggi - ha detto Paolo Baccarini, direttore ingegneria di Hilti Italia - che finiamo quest'anno di pagare i costi del terremoto di Messina del 1908. Negli ultimi anni gli incentivi sono stati molto importanti e abbiamo avuto una spesa di 40 miliardi in prevenzione antisismica, che è tanto, però bisogna anche considerare che il patrimonio è immenso, milioni di edifici, milioni di abitanti, che sono in zone ad alto o altissimo rischio sismico per il quale resta ancora tanto da fare. Per l'ambito privati gli incentivi sono probabilmente una dimensione che non può essere non considerata, nello stesso tempo si può cominciare a pensare un mondo dell'assicurazione che giochi un ruolo più importante".

È la direzione seguita dal governo con l'introduzione dell'obbligo di assicurazione contro rischi catastrofali per le imprese, e anche l'evoluzione della normativa per le costruzioni, che nell'Unione europea era già molto avanzata rispetto ad altre aree del Pianeta, sembra restare al passo coi tempi.

"L'ingegneria sismica - ha osservato Iunio Iervolino, prof. ord. Ingegneria sismica presso l'Università Federico II di Napoli - evolve molto molto velocemente per cui ogni dieci anni c'è un rinnovamento dei princìpi di costruzione dal punto di vista mondiale. In Europa i Paesi a più elevata cultura sismica sono certamente l'Italia, la Grecia e il Portogallo. Negli ultimi 20/30 anni abbiamo acquisito una mole di dati, informazioni, ricerche e studi tale per cui era necessario un aggiornamento dello standard europeo delle costruzioni. Dei terremoti non sappiamo niente, le teorie consolidate hanno molto meno di un secolo di vita, quindi sono tutti temi da affrontare probabilisticamente e questo si riflette pienamente anche nell'eurocodice".

La riqualificazione antisismica degli edifici esistenti in Italia resta comunque una sfida colossale, ma l'innovazione tecnologica, fatta di materiali e prodotti così come di software per la progettazione dei lavori necessari, secondo gli operatori del settore sembra offrire grandi opportunità di miglioramento.

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E' destinato ad una platea allargata di aziende: quelle che già esportano, ma anche imprese che fanno parte di filiere, guidate da aziende esportatrici, e che vorrebbero espandersi all'estero.

"La nuova misura prevede numerosi vantaggi per le imprese a partire da un'erogazione pari al 50% dell'importo deliberato, a un tasso agevolato, ad oggi pari allo 0,3% - spiega Ilaria Scognamiglio, Corporate Finance Senior Specialist di Simest -. Inoltre la misura prevede la possibilità di poter estendere la durata di finanziamento fino a otto anni, contributi a fondo perduto del 30% per le PMI e 20% per altre imprese. e, in ultimo, poter destinare fino al 90% dell'importo al rafforzamento patrimoniale e fino a 1,5 milioni di euro a incrementi di capitale di controllate estere".

Cuore del pacchetto, attivato nell'ambito dello strumento "Transizione Digitale ed Ecologica", è la nuova

linea "Energia per la Competitività Internazionale".

"Le imprese che possono presentare domanda sono imprese italiane esportatrici e appartenenti a filiere con vocazione internazionale, che abbiano registrato un incremento dei costi energetici o una riduzione del fatturato pari ad almeno il 10%".

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"L'obiettivo dunque è quello di aiutarle a mantenere competitività, continuità operativa e crescita internazionale su mercati internazionali. Per presentare domanda - conclude Scognamiglio - basta scaricarsi sul nostro portale Simest e presentare domanda fino al 31 dicembre 2026".

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