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Rome Business School analizza impatto geopolitica con 130 manager

di TMNews giovedì 22 maggio 2025
3' di lettura

Roma, 22 mag. (askanews) - Manager migliori per un mondo migliore. E' questo lo spirito che anima la Rome Business School nell'incontro annuale del Corporate Advisory Board. Si parte dall'analisi di una realtà in cambiamento, anche conflittuale per rispondere applicando intelligenza emotiva e adattabilità.

Insomma è necessario essere abili nell'affrontare cambiamenti continui, navigando nell'ambiguità e volatilità dei contesti. E' la geopolitica che lo impone, le frontiere che tornano ad alzarsi.

Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, spiega:

'Papa Francesco ha detto che questo non è un'epoca di cambiamento, ma un cambiamento di epoca. Ha perfettamente ragione. Siamo di fronte ad uno sconvolgimento del mondo così come lo conoscevamo e quindi per le imprese diventa estremamente importante l'innovazione. Che non è solo tecnologia nuova è anche metodi di modi di lavorare nuovi. Ed è capitale umano. Cioè il futuro dei nostri giovani, dei nostri futuri lavoratori, dirigenti, tecnici, sta nella capacità di usare la loro testa e questo lo possono fare solo formandosi adeguatamente, sul campo e non solo sui banchi di scuola'.

Ai 130 manager della Rome Business School è richiesta la capacità di trasformarsi, ascoltare e cambiare insieme ad un contesto in continua evoluzione.

Il fondatore della Rome Business School, Antonio Ragusa, aggiunge: 'Gli scenari politici, economici e sociali sono sempre più complessi, sfidanti ed incerti. In questo contesto riteniamo che la Rome Business School un servizio importante nei confronti degli studenti consista nel dare formazione tecnico professionale di eccellenza unita ad una visione complessiva delle dinamiche socio politiche. Ancor più, una dimensione umanistica del sapere e della conoscenza, che aiuti i nostri studenti ad affrontare con successo tutte queste sfide, ma anche tutte queste opportunità'.

Ci sono crescenti esigenze di flessibilità e innovazione. I professionisti non cercano più ruoli rigidi e percorsi predefiniti.

Polito sottolinea: 'L'unica possibilità, diciamo, di essere all'altezza di questi cambiamenti è nella capacità di innovazione. Questa è una cosa che ha un nesso diretto e stretto con la formazione, quella scolastica e post-scolastica. Ma anche la formazione delle imprese. E' il life long learning, come dicono gli inglesi, cioè un processo di apprendimento che non finisce mai, si aggiorna continuamente'.

Il talento oggi deve essere liquido, ibrido, autodiretto, e le organizzazioni sono chiamate a trasformarsi in ecosistemi dinamici, capaci di valorizzare competenze trasversali e fornire percorsi personalizzati di evoluzione professionale.

Polito continua: 'C'è una formidabile accelerazione della storia altro che fine della storia. Diciamo che siamo giunti alla fine di quella fase della storia mondiale dominata dall'Occidente e del mondo che conosciamo. Il mondo in cui siamo in questi giorni, che è cominciato dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Tutti i paramenti di quel mondo, i rapporti di forza di quel mondo e le organizzazioni internazionali che lo reggevano, stanno uscendo di scena. Quindi si tratta di costruire equilibri nuovi, rapporti di forza nuovi e non sappiamo come finirà. Sappiamo per certo che non sarà quello di prima e quindi questo rende la sfida molto più difficile per chiunque voglia fare impresa'.

Il nuovo paradigma richiede competenze che combinano tecnologia, design dell'esperienza e narrazione.

Il professor Ragusa spiega: 'La proposta della Rome Business School che intendiamo dare, anche con i lavori del Corporate Advisory Board, può essere riassunta nel nostro motto 'better manager for the better world'. La nostra missione è da un lato formare manager migliori nella media in termini di competenze tecniche e di conoscenza, ma anche veicolare una conoscenza anche orientata ai temi della responsabilità sociale, dell'etica, per contribuire a rendere il mondo un po' più prospero, giusto e pacifico'.

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