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Palazzo Bentivoglio: il mito di Icaro rivive al tramonto

di TMNews lunedì 9 giugno 2025
3' di lettura

Bologna, 10 giu. (askanews) - Palazzo Bentivoglio ospita nel suo giardino un artista contemporaneo e invita il pubblico al calare del sole per scoprirne un angolo inedito. Il giardino sarà visitabile dall'11 al 21 giugno dal mercoledì al sabato dalle 20 alle 23.

Dopo un progetto su John Giorno e Ugo Rondinone nel 2023 e la performance robotica di Riccardo Benassi ULTRAMORE nel 2024, l'appuntamento è per otto serate di proiezione di Icarus di Giorgio Andreotta Calò. Girato nel dicembre 2020 dentro un padiglione delle farfalle dismesso da tempo, all'interno del complesso zoologico di Emmen nei Paesi Bassi che sarebbe stato demolito di lì a poco, il film procede tra realtà e finzione, documentando l'attività di una colonia di falene ristabilita dall'artista dentro l'edificio abbandonato e seguendo le parole e i gesti di Enzo Moretto, esperto entomologo, e di Bart Coppens, giovane autodidatta. Nel rapporto fra maestro e apprendista, così come nel ciclo metamorfico dei lepidotteri, attratti dalla luce elettrica durante le ore di buio, rivive in maniera evocativa la narrazione del mito dell'architetto Dedalo e di suo figlio Icaro.

Il direttore di Palazzo Bentivoglio Tommaso Pasquali ne ha parlato ad Askanews : "Palazzo Bentivoglio, che è la sede di una collezione privata che spazia dalla pittura emiliana antica all'arte contemporanea, è un luogo che però si apre molto volentieri al pubblico in diversi suoi luoghi. Ospitiamo mostre nel nostro spazio sotterraneo, ora c'è una mostra, un piccolo dossier di Davide Trabucco dedicato al tema del decoro e della decorazione, Odio il decoro! Piero Fornasetti. È sempre attivo il nostro puro display di garage Bentivoglio che è una vetrina su strada che apre la sera ed espone una singola opera dalla collezione privata. Continua ad essere operativa la nostra biblioteca di storia dell'arte a disposizione degli studiosi, dei curiosi e degli studenti il martedì mattina, ma in particolare in questa stagione apriamo il nostro giardino di Via del Borgo di San Pietro. Da tre anni lo apriamo per degli approfondimenti di arte contemporanea dedicati a una singola opera. Quest'anno tocca a un film d'artista, Icarus di Giorgio Andreotta Calò, che sarà visibile in una parte nuova del giardino, in una parte che abbiamo appena acquisito e che sarà restaurata nei mesi a venire. Ed è un luogo che abbiamo dedicato a un film che traccia un parallelo fra la metamorfosi delle falene e Il mito di Dedalo e Icaro. Per l'occasione abbiamo trasformato un padiglione che già esisteva in questo giardino in una voliera dove l'artista ha collocato decine di bozzoli di falene che si apriranno nei giorni, nelle serate della proiezione".

E proprio in questo spazio liminale, tra luce e buio, tra sonno e veglia, che si apre la possibilità del mito. Anche la scelta di proiettare il film nelle ore serali rafforza in modo profondo questo legame: è al tramonto, mentre la natura e la percezione umana entrano in una fase più ambigua e suggestiva, che la narrazione mitologica di Dedalo e Icaro risuona con più forza.

L'artista Giorgio Andreotta Calò spiega perché ha scelto Icarus come lavoro da presentare in questo luogo: "Trattandosi di un giardino che è stato recentemente acquisito ma ancora non modificato, restaurato, sistemato, io ho lavorato proprio sulla situazione precaria del luogo e quindi ho pensato che poteva funzionare bene presentare questo film in particolare che a suo tempo è stato girato all'interno di uno zoo abbandonato. Questa precarietà si espande dal film alla realtà dello spazio dove viene collocato. Poi è anche ovviamente un riferimento alla precarietà della vita, perché le falene hanno un ciclo molto breve una volta sbocciate e anche tutto il film, parallelamente a riportare in azione il mito, parla anche del concetto di dissoluzione, di entropia, con questo riferimento alla spirale, quindi diciamo che la precarietà può essere un elemento che attraversa tutta l'esperienza di questo lavoro".

I visitatori potranno anche vedere l'opera di Ericailcane di cui da tempo i passanti scorgono una parte spuntare oltre il muro di recinzione. Si tratta del Coniglio del Borgo, lavoro che dopo un lungo dialogo con Palazzo Bentivoglio, l'artista ha realizzato per il giardino. L'opera è applicata a parete su cinque pannelli, alta 8 metri e si completerà con la pubblicazione di un libro che ne racconta la storia.

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