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Ucraini preoccupati: senza aiuti militari Usa più civili soffriranno

di TMNews mercoledì 2 luglio 2025
1' di lettura

Kiev, 2 lug. (askanews) - Gli ucraini reagiscono all'annuncio della Casa Bianca che intende interrompere alcune forniture di armi all'Ucraina promesse dall'amministrazione Biden per contrastare l'invasione russa. A Kiev in molti sono preoccupati dal possibile blocco delle consegne di munizioni e di altri aiuti militari, compresi i sistemi di difesa aerea, mentre il Paese si trova a dover fronteggiare alcuni dei maggiori attacchi missilistici e di droni della Russia.

"Recentemente ci sono stati molti attacchi di droni sull'Ucraina, con molti colpi, quindi abbiamo bisogno di questi sistemi di difesa aerea" afferma una donna.

"Il pacchetto Biden è stato sospeso, ma non fermato - aggiunge un uomo - da quello che ho capito ci sono delle leggi secondo le quali il pacchetto Biden deve essere attuato entro un certo periodo di tempo. Quindi secondo me si tratta solo di una sospensione".

"Se non arriveranno aiuti sarà ancora più spaventoso - dice un'altra ucraina - ancora più doloroso e ancora più civili soffriranno. Spero davvero che questa sia una decisione temporanea".

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"Gli impianti di energia rinnovabile - spiega il Ceo di Vexuvo, Andrea Cristini - oggi sono da un lato competitivi dal punto di vista del prezzo dell'energia - riescono a garantire tendenzialmente anche la metà di quello che è il prezzo medio di mercato - e dall'altro lato sono fonti energetiche che di fatto tutelano l'ambiente senza emissioni".

Al tavolo del convegno si sono seduti il CNR, il Ministero dell'Ambiente, Terna, il Fondo Ambiente Italiano e Legambiente. Un confronto che parte anche dai numeri: in Italia oltre 3,7 milioni di ettari agricoli restano inutilizzati. Terreni marginali dove l'agrivoltaico può trasformarsi in opportunità, abbinando energia e recupero del territorio. Ma la questione dell'impatto visivo non si chiude con un dato.

"Gli impianti di energia rinnovabile - prosegue Cristini - sono praticamente tutti amovibili, facilmente amovibili, sono temporanei, e quindi consentono una tutela del paesaggio, anche nell'area in cui vengono impiantati, molto maggiore rispetto ad altre tecnologie. E consentono appunto di produrre energia a basso costo e a tutela dell'ambiente".

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Al taglio del nastro della nuova infrastruttura hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini e l'amministratore Delegato di Autostrade per l'Italia, Arrigo Giana. Per il ministro Salvini: "Grazie a questo casello, oggi all'Interporto lavorano circa 4.000 persone, soprattutto nel territorio, arriveranno quasi a raddoppiare. Però consideriamo che questo è un territorio straordinario, dal punto di vista produttivo, industriale, artigianale, agricolo e avere un'uscita autostradale come questa vuol dire essere ancora più competitivi, quindi si parla non di alcune migliaia, ma di alcune decine di migliaia di posti di lavoro che questo piccolo grande casello porterà sul territorio".

Sull'importanza strategica del nuovo svincolo si è soffermato Arrigo Giana, che ha sottolineato il forte impatto dell'opera sulla mobilità e sullo sviluppo economico del territorio: "Significa avere un casello, uno svincolo di primaria importanza perché di fatto la media sulla rete autostradale di 15-16 mila veicoli, averne una media giornaliera di 30-35 vuol dire essere in presenza di una barriera, di uno svincolo molto importante, molto rilevante che renderà più competitivo il territorio e farà crescere l'economia locale". Questo intervento permetterà di ridurre i tempi di percorrenza fino a 10 minuti per veicolo, con un risparmio stimato di circa un milione di ore all'anno.Per la realizzazione dell'opera sono state impiegate circa 140mila ore di lavoro, senza registrare infortuni.

"È assolutamente importante sviluppare questo tipo di iniziative, la missione di Autostrade per l'Italia. - spiega l'Ad - noi gestiamo una rete infrastrutturale di 3000 km e attuiamo queste opere proprio perché la nostra missione è sviluppare il territorio, renderlo più competitivo e garantire crescita e sviluppo". Particolare attenzione, infine, è stata data agli aspetti ambientali quali fauna, vegetazione, rumore, qualità dell'aria e dell'acqua fin da prima dell'avvio dei lavori, attraverso interventi di mitigazione ambientale con la sistemazione a verde delle aree limitrofe, attraverso la piantumazione di filari arborei e di specie floristiche di provenienza autoctona per un generale risanamento del contesto naturale.

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"Il 2025 si è appena chiuso con un trend che fa vedere che le rinnovabili continuano a crescere - ricorda Luigi Michi, senior advisor della società -. L'energia prodotta da queste rinnovabili nel 2025 è stata 65 miliardi di kWh, quindi un numero importante. A questo trend si affianca anche quello delle batterie che stanno crescendo in maniera importante. Siamo arrivati a 18 GWh di accumuli, fra utility scale e small scale".

Numeri importanti, ma non ancora sufficienti. Entro il 2030 mancano all'appello cinquanta gigawatt di rinnovabili e quaranta di nuova capacità di storage. I meccanismi incentivanti come FER-X e il capacity market sono ben impostati ma ancora troppo prudenti nei volumi. E allora qual è la strada? "Siamo nel mezzo della transizione - spiega Michi -. Siamo in mezzo al guado. Non possiamo voltarci indietro, non possiamo farci distrarre da trend distorti. Dobbiamo mantenere la barra dritta. Cosa vuol dire la barra dritta? Vuol dire lavorare su tutte le risorse: rinnovabili, rete, accumuli e gas, tutte e quattro, in modo equilibrato, coerente, proporzionale".

Quattro risorse insieme, nessuna esclusa. E' questa la regia che serve, secondo Key To Energy: un approccio integrato che superi le contrapposizioni ideologiche e guardi ai business case concreti, dall'investimento iniziale fino alla gestione operativa, alla manutenzione, all'estensione della vita utile degli impianti. E sui contratti privati, un messaggio preciso per gli imprenditori.

"Bisogna seguire sulla strada di contratti che sono sempre più ancorati al costo industriale delle risorse. L'ancorarsi al costo industriale delle risorse ci permetterà di svincolarci progressivamente dai prezzi di mercato e quindi andare sulla strada della stabilità, della resilienza rispetto alla volatilità del mercato".

Contratti pluriennali, stabili, sganciati dalla volatilità delle borse energetiche. Una bussola chiara, in un mercato che di certezze ne offre sempre meno.

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