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Olimpiadi, Fontana: la prima senza sprechi, spese extra sono coperte

di TMNews lunedì 25 agosto 2025
1' di lettura

Rimini, 25 ago. (askanews) - "Questa sarà la prima organizzazione di un evento olimpico senza sprechi e soprattutto senza lasciare cattedrali nel deserto. È distribuita sul territorio proprio per poter utilizzare tutte le infrastrutture che già esistono nei vari territori, senza costruire nessuna infrastruttura nuova, salvo la pista di Bob di Milano-Cortina, perché anche quelle opere che sono nuove, in realtà, sono opere di privati con una loro destinazione, il Villaggio Olimpico diventerà uno studentato, il Pala Santa Giulia diventerà un'arena per i grandi eventi musicali e sportivi". Lo ha detto il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un punto stampa al Meeting di Rimini.

Alla domanda se ci siano spese extra per impianti per Milano-Cortina, Fontana ha risposto: "Ci sono, ci sono tutte le spese extra che sono state determinate dagli aumenti dei prezzi" ma "stiamo riuscendo a coprire tutto senza problemi". "Purtroppo è un problema che è andato a coinvolgere tutte le opere infrastrutturali, tutte le opere pubbliche, tutta l'edilizia - ha spiegato -. Abbiamo visto la situazione che si è verificata dopo il Covid, e anche il 110% ha contribuito in maniera rilevante a inflazionare i costi, a determinare questi aumenti. Però siamo riusciti e stiamo riuscendo a coprire tutti gli aumenti senza problemi", ha concluso Fontana.

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"Chiaramente - ha sottolineato - io capisco le diversità, le difficoltà, i vincoli costituzionali che hanno gli altri, come gli altri tentano di venire incontro a quelle che sono le specificità italiane. Ci si deve trovare a un certo punto, sicuramente io non trovo una chiusura nel senso di dire, 'non ci interessa', tutti capiscono che in ogni caso quando il problema impatta anche su alcuni Stati membri solamente, alla fine, siccome le nostre economie sono interconnesse, arriva anche dagli altri. Questo lo capiscono tutti, quindi chiaramente si parte anche da posizioni che sono leggermente distanti, ma si sta cercando di avvicinarsi".

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E a una domanda sulla possibilità che Putin partecipi al prossimo G20, Meloni ha dichiarato: "Io credo che questo sia il momento di chiedere a Putin di fare qualche passo avanti e non noi a farlo nei suoi confronti", ha aggiunto.

"Io non ho detto che le spese militari non sono più una priorità, e non so perché lei interpreta sempre male le mie parole Lombardo (Ilario, ndr), io ho detto che noi ovviamente oggi abbiamo delle priorità molto, molto importanti. Per noi certo che le spese di difesa rimangono una priorità, ma se abbiamo un problema, per dire dell'energia, lei capisce che c'è una priorità che purtroppo viene prima. Non vuol dire dire una cosa diversa da quella che si è detta in passato, se è questo il racconto che lei vuole tentare di fare, significa adattare le proprie posizioni a un contesto che intorno a noi sta cambiando", ha sostenuto.

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Le mongolfiere sono rimaste a terra, ma si sono accese sulle note della colonna sonora di "Star Wars" e di brani del produttore svedese Avicii, davanti a un pubblico numeroso.

"Mi piace moltissimo, è molto bello, è molto interessante cambiare atmosfera, diciamo, in una serata di giovedì - dice Sibel, residente a Copenaghen -È fantastico, ha una bellissima energia, davvero, mi piace molto".

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Armenia, fiaccolata a Erevan per i 111 anni del genocidio

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La commemorazione arriva mentre Armenia e Turchia hanno provato negli ultimi anni a normalizzare i rapporti, dopo decenni di ostilità legate ai massacri della Prima guerra mondiale e al sostegno di Ankara all'Azerbaigian nel conflitto con Erevan. Ma tra molti armeni il disgelo resta un tema ancora molto sensibile.

"Penso che ogni Paese dovrebbe riconoscerlo - dice Vrej Kiledjian, comandante del movimento scout armeno di Erevan - perché è molto importante. Altrimenti le conseguenze saranno ancora peggiori. Perché, sapete, la Turchia in questo momento non si comporta molto bene".

Una parte della società armena continua a vedere con diffidenza anche l'ipotesi di apertura del confine con la Turchia, mentre altri ritengono che il riavvicinamento possa avere effetti positivi, a patto di non cancellare memoria e identità.

"Una parte degli armeni - dice Araksya Zakaryan, dentista e madre di due figlie - pensa che le frontiere con la Turchia dovrebbero aprirsi, mentre un'altra parte pensa di no. Capisco questa preoccupazione: temono che gli armeni possano essere assimilati da altre nazioni. Ma noi siamo armeni, lo siamo sempre stati e lo resteremo. Penso che l'apertura delle frontiere sarebbe utile sia sul piano economico sia su quello politico; dobbiamo solo continuare a crescere i nostri figli come armeni".

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