CATEGORIE

Terriccio Universale di Rebeca Pak nella vetrina di Platea

di TMNews domenica 14 settembre 2025
4' di lettura

Lodi, 15 set. (askanews) - Platea Palazzo Galeano ha presenta venerdì 12 settembre 2025 il terzo episodio di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, edizione a cura di Gabriella Rebello Kolandra del palinsesto espositivo ideato dall'associazione lodigiana. Inaugurato a marzo con la mostra Super Super di Margherita Moscardini, seguita da Paperwork di Ulyana Nevzorova, fino a a domenica 2 novembre prosegue con Terriccio Universale, personale dell'artista Rebeca Pak (San Paolo, Brasile, 1992).

Il progetto concepito per Platea è parte della serie di azioni performative dell'artista dal titolo Terriccio Universale, che ha preso avvio nel 2019 a Milano ed è proseguita nello stesso anno a Roma per From Intichuma Ceremony to Francis Alys nell'ambito della mostra La strada: dove si crea il mondo presentata al MAXXI, e nel 2021 a Siluva in Lituania, in occasione della Seconda Biennale di Arte.

L'happening si sviluppa attorno al concetto di terra intesa come simbolo di origine e appartenenza, partendo da uno specifico evento nella vita dell'artista: il viaggio del nonno in Corea del Sud, dopo decenni trascorsi in Brasile dove era emigrato negli anni Sessanta, per rendere omaggio alla tomba dei propri genitori. Nella tradizione funeraria coreana, il sepolcro viene segnato da cumuli di terra che ne custodiscono la memoria. A partire da un sacco di terra preconfezionato, il terriccio universale, l'artista instaura una relazione inaspettata con un pubblico occasionale. È lei a chiedere aiuto ad alcuni passanti per trasportare il sacco: in questo atto si attiva una riflessione più ampia sia sulla nozione di universalità insita nel nome del prodotto, sia sulla complessità del rapporto tra chi accoglie e chi è accolto. A Lodi l'artista si è fatta aiutare a trasportare il sacco dal ponte sull'Adda alla stazione ferroviaria passando per il centro storico. Per la prima volta per la documentazione della performance non ha utilizzato un operatore esterno con videocamera, ma ha indossato una videocamera nascosta rivelandone solo dopo l'azione la sua presenza. Nella performance si attivano la rinegoziazione con lo sconosciuto e l'ambiguità della situazione nella spazio urbano e nel rapporto con l'altro. Il video di 40 minuti, l'esatta durata della performance, restituisce l'azione nella proiezione su due schermi nella parte sinistra della vetrina dove la mostra di Pak si pone in dialogo con il lavoro che Margherita Moscardini ha sviluppato per lo spazio di Platea: la scultura-scala rimane come una presenza costante nello spazio durante gli interventi degli artisti del programma Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry, favorendo una lettura stratificata di tutto il palinsesto annuale. Completa la vetrina una quinta di teatro (richiamo anche al teatro Oficina di San Paolo realizzato da Lina Bo Bardi alla base del palinsesto di quest'anno di Platea Palazzo Galeano) che tiene in tensione un gonfiabile arancione: una sorta di negoziazione fra il gonfiabile, la struttura in legno, i video e la scala: un colore che richiama l'attenzione del passante sulla vetrina.

L'artista Rebeca Pak ha raccontato ad Askanews: "L'esperienza di Lodi è stata molto inaspettata in generale perché io pensavo che essendo una città piccola ci avrei messo 15-20 minuti, la verità è che ci ho messo il doppio: sono state queste 22 persone di cui solo 4 mi hanno aiutato. Ho fatto dei conti matematici e vuol dire che più dell'80% mi ha detto di no. A Siluva, in Lituania, dove non parlavo la lingua e avevo anche imparato un pochettino, nessuno mi ha detto di no. Contemporaneamente a Lodi mi ha anche stupito questa persona che è stata molto disponibile: addirittura voleva andare anche oltre, voleva portare il sacco fino alla stazione; io però ho detto "va bene cosi ". E stata una persona molto gentile che addirittura prima che io chiedessi una mano mi aveva chiesto di tenere il sacco e questa è stata una cosa molto bella perché non mi era mai capitato. Il fatto di non avere una telecamera puntata su di loro: c'era più verità. E forse anche nel dir di no non c'era un'atteggiarsi, erano loro e così. Altri posti dove la telecamera era tenuta da un operatore esterno vedevo che anche come tenevano il sacco era tutto molto più costruito, il corpo si irrigidiva in qualche modo. Questa volta mi sembra che l'esperienza è stata quello che era, molto cruda. Alla base della mia pratica c'è la non determinazione delle cose, perché vedo che molte volte in diversi ambiti della quotidianità le cose vengono viste come bianco su nero, nero su bianco, invece esiste una complessità, non è quello o questo, ma può anche essere quello e questo. E l'arancione è quel passaggio tra rosso e giallo, prima di diventare l'allerta massima. Proprio questo momento di tensione tramite un colore, non sai se viene o se non viene, è quello che mi interessa nella mia pratica, questo momento di tensione, di rinegoziazione".

La curatrice Gabriella Rebello Kolandra durante lo svelamento della vetrina ha spiegato come è nata la performance a Lodi e il video: "Di tutti gli imprevisti, di tutte le possibilità che possono accadere quando ci si rapporta con lo spazio urbano, con le persone, con lo sconosciuto. Il video nasce da tutta questa azione e da questo rapporto generato in maniera completamente imprevista. L'imprevisto che qui a Platea è tanto caro."

Il progetto Platea Palazzo Galeano è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi Onlus e al contributo del Comune di Lodi. Main partner sono Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e Consorzio di tutela del Grana Padano, partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione e la Galleria Gian Marco Casini. Il progetto grafico di Nine Out Of Ten Movie Stars Make Me Cry e realizzato da Carolina Incerti.

tag

Ti potrebbero interessare

"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l'effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: "E' fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone" ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l'innovazione "dentro l'esperienza" quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell'abitare domestico, a cui si può partecipare.

TMNews

In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

TMNews

Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

TMNews

25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

Roma, 25 apr. (askanews) - "Ricordare il 25 aprile, celebrare la festa della Liberazione significa guardare al futuro perchè il seme maligno della dittature non muore mai. Per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa a Ferentino, in provincia di Frosinone, ricordando che "noi abbiamo costruito sulle ceneri della II Guerra mondiale un'Italia democratica, libera".

"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

TMNews