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Forze invisibili e caso, le installazioni cinetiche di Yuko Mohri

di TMNews martedì 16 settembre 2025
2' di lettura

Milano, 17 set. (askanews) - Assemblaggi, sculture cinetiche, oggetti trovati, strani strumenti musicali che reagiscono a fenomeni naturali, l'elemento del caso come motore della creazione artistica. Pirelli HangarBicocca ha presentato, con il consueto sguardo trasversale e internazionale sulle pratiche contemporanee, la mostra "Entanglements" della giapponese Yuko Mohri. "Ho incontrato molti bellissimi momenti in questo spazio - ha detto l'artista ad askanews - e ho portato sette progetti dal Giappone e ho cercato di installarli nel miglior modo possibile affinché collaborassero tra loro nell'esposizione".

La mostra è la più estesa personale di Mohri mai realizzata in Europa. Il titolo, letteralmente "intrecci, grovigli", evoca i legami invisibili e le interazioni complesse che esistono e sussistono tra oggetti, forze, suoni e persone. A curarla, insieme a Vicente Todolì, è stata Fiammetta Griccioli. "Ci invita a guardare come le forze invisibili che ci circondano - ci ha spiegato a curatrice - come l'aria, la forza di gravità, i campi elettromagnetici, la polvere, sono in realtà elementi fondamentali del nostro quotidiano. Lei rende questi elementi visibili attraverso le sue installazioni cinetiche che con ironia dialogano tra di loro".

L'artista vuole creare un'unica scenografia visiva e sonora attraverso una programmazione imprevedibile delle opere presenti per dare vita a un'esperienza collettiva, cinetica e acustica per i visitatori. L'idea guida di ciascuna installazione sta in un elemento che svolge il ruolo di forza motrice per innescare e attivare un particolare circuito dinamico. "Per esempio in mostra abbiamo l'opera Flutter - ha aggiunto Fiammetta Griccioli - in cui un acquario con dei pesci rossi che diventano i compositori di quest'opera. Attraverso il loro moto perpetuo all'interno dell'acquario e dei sensori posti i pesci attivano un antico organo centenario della Yamaha che Yuko Mohri ha modificato per l'occasione".

Il percorso tra le installazioni è immaginato come uno spazio organico, contorto e intrecciato attraverso alcune parole chiave: errore, improvvisazione e feedback. Termini che, già così, tramettono una forte sensazione di provvisorietà, incertezza e opportunità. Che spesso sono le condizioni necessarie per creare arte interessante.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

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