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Scuole italiane a rischio, "Servono soluzioni serie e razionali"

di TMNews mercoledì 17 settembre 2025
2' di lettura

Milano, 19 set. (askanews) - Un piano di azione le scuole italiane a rischio, per analizzare le priorità strutturali/sismiche, la prevenzione degli incendi e le criticità impiantistiche. Bureau Veritas, azienda attiva nel settore delle certificazioni e ispezioni anche in tema di sicurezza, partendo dalla mappatura fatta da Tuttoscuola, chiede una analisi selettiva dei rischi individuati nel patrimonio scolastico italiano, definendo le priorità di intervento e focalizzando le risorse in base a un piano di azione preciso.

Secondo l'azienda "la situazione denunciata richiede soluzioni serie e razionali". I numeri parlano di 3.588 gli edifici, pari al 9 per cento del totale, dove si calcola che studino e lavorino circa 700 mila tra studenti e personale della scuola, privi delle certificazioni obbligatorie, dunque non conformi rispetto alla normativa sulla sicurezza. Una vera punta dell'iceberg fra i 40.000 edifici scolastici - 9 su 10 - che denunciano la mancata rispondenza ai criteri di sicurezza e, nel migliore dei casi, prive dei certificati necessari per legge. Edifici nei quali trascorreranno oltre 200 giorni, più di sette milioni di studenti, sommati a un milione tra docenti, dirigenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici. Eppure, dall'osservatorio di Bureau Veritas come player nel campo della verifica progetti e controllo tecnico, emerge che negli ultimi due anni c'è stata un'accelerazione delle richieste di intervento da parte degli istituti scolastici, finalizzate a colmare le lacune, sfruttando le risorse messe a disposizione dal PNRR.

Di fronte a un quadro emergenziale di questo tipo, Bureau Veritas - che è Società Benefit - si candida a fornire un suo contributo metodologico, per promuovere un approccio basato sulle priorità affrontando, oltre al fattore strutturale/sismico, anche la protezione antincendio e le eventuali carenze impiantistiche in grado di trasformarsi in un rischio quotidiano per migliaia di studenti. "Siamo consci - ha detto Diego D'Amato, presidente e amministratore Delegato di Bureau Veritas Italia - che ci vorranno anni per intervenire sull'intero patrimonio edilizio scolastico, ma anche che il Paese, dopo i precedenti nel campo delle infrastrutture di trasporto, deve promuovere sinergie pubblico-privato sostenute da adeguati finanziamenti".

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Sono circa 70.000 gli aventi diritto nella zona di Deir el-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, città scelta come banco di prova per il rilancio del processo democratico dato che ha subito relativamente meno danni rispetto ad altre aree nel conflitto con Israele.

Questo è il primo voto nella Striscia di Gaza dal 2006, quando Hamas vinse le elezioni legislative e prese poi il controllo dell'enclave dopo scontri con Fatah, il partito del presidente dell'Autorità Palestinese Abu Mazen (Mahmoud Abbas).

"Chiedo a Dio che questo sia l'inizio di ulteriori sviluppi positivi, come elezioni legislative o presidenziali. Se Dio vuole, sarà un buon inizio e le organizzazioni internazionali ricominceranno a impegnarsi con la Striscia di Gaza dopo 20 anni di abbandono dovuti ad accuse di illegittimità", ha commentato ad Afp Ibrahim Al-Azaizeh, pensionato.

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