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Boom Parmigiano Reggiano: caseifici aperti ed export da record

di TMNews sabato 4 ottobre 2025
2' di lettura

Noceto (Parma), 4 ott. (askanews) - Un viaggio nel cuore della Food Valley, dove da quasi mille anni si ripete un rito immutato: la nascita del Re dei Formaggi. Sono 45 i caseifici che aprono le porte per "Caseifici Aperti", l'iniziativa del Consorzio del Parmigiano Reggiano che dopo il boom primaverile - con un +50% di visitatori - accoglie migliaia di appassionati tra caldaie fumanti, rottura del caglio ed estrazione della cagliata.

"Il Parmigiano Reggiano è per sua natura molto di più di un pezzo di formaggio - ricorda il presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli -. Quindi chi compra Parmigiano Reggiano lo compra perché vuole comprare non solo un pezzo di formaggio ma tutta la cultura, il territorio, le storie, le persone e le esperienze che si possono vivere con il Parmigiano Reggiano. Perché il Parmigiano Reggiano diventi quello che è la sua natura, un love brand, è necessario visitare i luoghi di produzione, conoscere i casari, parlare agli allevatori. Allora quando approccio quel pezzo di formaggio capisco e vivo l'emozione, rivivo l'emozione che ho vissuto".

E le emozioni non mancano tra i visitatori che affollano i caseifici delle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova e Bologna. Nel 2024 oltre 180mila accessi, con il 50% di turisti stranieri: americani, tedeschi, francesi e inglesi. Tra loro anche volti noti come David Rocco, conduttore canadese del programma "Eating Dirty", in tour nella Penisola alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche: "Qui in Italia siamo stati a Milano, Parma, scenderemo a Livorno, Napoli, Costiera Amalfitana e Sicilia: un bel tour. Stare qui nel caseificio, vedere questi muri di Parmigiano Reggiano è un sogno".

Un successo che si riflette anche nei numeri dell'export: nei primi otto mesi del 2025, per la prima volta nella storia, le esportazioni del Parmigiano Reggiano hanno superato le vendite in Italia, attestandosi al 53,2% - oltre 49mila tonnellate - con una crescita del 2,7%. Performance straordinarie su USA, Regno Unito e Canada, mentre consolidano le posizioni Francia e Germania.

"Mentre l'Italia sta soffrendo un po' nei volumi, in conseguenza dell'aumento del prezzo del prodotto, del calo del reddito e del potere d'acquisto delle famiglie - spiega Bertinelli - l'internazionale sta proseguendo una crescita importante, in modo particolare determinati mercati, tra cui gli Stati Uniti. Oggi gli Stati Uniti sono il 24% del mercato totale del Parmigiano Reggiano, ma sono la grande traiettoria di sviluppo perché, fatto 100 il mercato di formaggi a pasta dura che là possono chiamare Parmesan, il Parmigiano Reggiano è appena all'8%. Quindi si capisce la potenzialità di crescita".

Ancora troppo pochi americani sanno distinguere il Parmigiano Reggiano dal "Parmesan" con la bandierina italiana. Per questo il Consorzio ha siglato una partnership pluriennale con i New York Jets, portando il Re dei Formaggi nel cuore dello sport più popolare d'America.

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