CATEGORIE

PMI italiane: l'era di robot umanoidi e dell'IA inizia da Bologna

di TMNews lunedì 13 ottobre 2025
2' di lettura

Roma, 14 ott. (askanews) - Le piccole e medie imprese italiane si trovano di fronte a una sfida cruciale: l'adozione di tecnologie avanzate come la robotica e l'intelligenza artificiale. Secondo gli ultimi dati ISTAT, solo l'8,2% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Questo dato evidenzia un ritardo significativo rispetto ad altri paesi europei, ma anche un'enorme opportunità di crescita. Michele Busia, esperto del settore, afferma: "La robotica e l'intelligenza artificiale rappresentano una risposta reale e funzionale ai problemi quotidiani delle PMI, come la carenza di personale qualificato e l'inefficienza nei flussi operativi".

L'evento "Officina del Futuro", che è tenuto a Bologna in questi giorni, ha messo in luce come l'integrazione di sistemi robotizzati e intelligenza artificiale possa trasformare le PMI in realtà più automatizzate e competitive. "Questi strumenti non si limitano a stupire dal punto di vista tecnologico, ma offrono soluzioni concrete per migliorare l'efficienza operativa", sottolinea Busia. Il mercato della robotica è in forte espansione, con previsioni che indicano una crescita fino a 185,37 miliardi di dollari entro il 2025. Questo trend è accompagnato da un aumento dell'adozione dell'intelligenza artificiale nelle PMI italiane, con il 43% delle aziende che già utilizza queste tecnologie per ottimizzare processi e innovazione. "L'integrazione di robot umanoidi e intelligenza artificiale conversazionale permette alle aziende di automatizzare i processi ripetitivi e logoranti, ottimizzare le risorse umane e creare nuove figure professionali", aggiunge Busia.

L'adozione di queste tecnologie non solo migliora l'efficienza e la competitività, ma apre anche nuove opportunità di lavoro e sviluppo professionale. "Figure ibride, altamente qualificate, capaci di affiancare le macchine intelligenti e guidare la crescita dell'impresa, sono il futuro", afferma Busia. In un'epoca in cui l'automazione è una condizione necessaria per la sopravvivenza, eventi come "Officina del Futuro" rappresentano un punto di svolta per le PMI italiane. "La rivoluzione è iniziata. E passa da Bologna", conclude Busia.

tag

Ti potrebbero interessare

Cosa lasciano le Paralimpiadi? Se ne è parlato all'Istituto dei Ciechi

Milano, 13 mar. (askanews) - "Siamo qui nella cornice dell'Istituto dei Ciechi, un palazzo meraviglioso a Milano, per parlare del lascito delle Paralimpiadi Invernali, grazie a una ricerca fatta da SWG, che abbiamo sostenuto come Coca Cola Italia, abbiamo cercato di tracciare un bilancio di come gli italiani hanno percepito questi Giochi. Sono stati sicuramente un appuntamento per celebrare la massima espressione della performance sportiva, olimpica e paralimpica. Noi come Coca Cola supportiamo da sempre i Giochi paralimpici perché condividiamo i valori di questo grandissimo evento": così Cristina Camilli, direttrice relazioni istituzionali, comunicazione e sostenibilità di Coca Cola Italia, a margine dell'Incontro "Giochi Paralimpici Invernali: un'eredità di inclusione", presso la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

"Abbiamo creato un piccolo codice per persone ipovedenti e non vedenti, per permettere a chi ha difficoltà visive di accedere al contenuti delle etichette dei prodotti", ha spiegato la responsabile.

L'incontro è stato promosso congiuntamente da Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) e CocaCola: un momento di confronto dedicato al valore dei Giochi Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 come occasione concreta per rafforzare una cultura dell'accessibilità e dell'inclusione, anche oltre lo sport. Ad aprire i lavori Mario Barbuto, Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI), e Rodolfo Masto, Presidente della Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano.

TMNews

"La torta del Presidente", tra commedia e dramma nell'Iraq anni '90

Roma, 13 mar. (askanews) - Hasan Hadi ha vinto la Caméra d'Or e il Premio del Pubblico alla Quinzaine des Réalisateurs a Cannes raccontando una storia drammatica ma piena di vitalità e di umorismo ambientata nell'Iraq degli anni Novanta. La protagonista de "La torta del Presidente", nei cinema del 19 marzo, è una bambina che mentre il Paese lotta per sopravvivere a guerra e carestia è obbligata a preparare una torta per festeggiare il compleanno di Saddam Hussein. Lamia, 9 anni, arriva in città, dove è impossibile trovare zucchero e farina, e con il suo amico Saeed e il suo gallo va incontro a mille peripezie.

La storia raccontata da Hasan Hadi parte dai suoi ricordi di infanzia. "Io credo che la corruzione, i problemi che abbiamo oggi in Iraq nascano proprio in quel periodo, che è stato una specie di buco nero, perché eravamo completamente isolati, da Saddam e dalle sanzioni economiche. - ha detto il regista - Quando ero bambino, come Lamia, mi ricordo che vivevamo in un Paese di cui eravamo orgogliosi, che era il luogo di nascita delle più antiche civiltà, ma allo stesso tempo c'era una delle dittature più brutali. Allo stesso tempo ho anche ricordi bellissimi delle persone, della mia comunità".

Il regista mostra la realtà quotidiana della sua gente attraverso gli occhi vivacissimi della protagonista, celebra il potere dell'amicizia, sempre tenendo un grande equilibrio tra dramma e commedia. "E' qualcosa che impari in quelle situazioni, ridicolizzare la tragedia è il tuo strumento di sopravvivenza" ha concluso Hadi.

TMNews

Il momento in cui un raid israeliano colpisce edificio sud del Libano

Roma, 13 mar. (askanews) - Immagini di AFPTV mostrano il momento in cui un attacco israeliano colpisce un edificio nel villaggio di Abbasiyeh, nel Sud del Libano, vicino a Tiro. Secondo il ministero della Salute libanese, gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 773 persone dal 2 marzo, mentre Israele ha promesso che il Libano pagherà un prezzo sempre più caro in termini di danni alle infrastrutture.

TMNews

Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano in visita nel sud del Paese

Roma, 13 mar. (askanews) - Fedeli cristiani dei villaggi del Libano meridionale hanno accolto calorosamente l'arcivescovo Paolo Borgia, nunzio apostolico in Libano, pochi giorni dopo la morte del sacerdote Pierre Rai, ucciso dal fuoco dell'artiglieria dell'esercito israeliano.

TMNews