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Nasce Doubt and debate per educare GenZ al dubbio nell'era digitale

di TMNews martedì 14 ottobre 2025
2' di lettura

Milano, 15 ott. (askanews) - Dubitare e dibattere, per spingere i giovani a essere cittadini informati in un'era guidata dagli algoritmi e segnata dalle fake news. Doubt and Debate è il nuovo progetto multimediale dell'Osservatorio for independent thinking presieduto da Andrea Ceccherini: una piattaforma che permette agli studenti di accedere a lezioni dinamiche e multimediali, realizzate in partnership con media italiani e internazionali per stimolare il confronto.

"Noi crediamo che in un mondo sempre più in fiamme, dove le ragioni della forza sembrano prevalere sulla forza della ragione, che sia importante fare un'opera per evitare la polarizzazione e la radicalizzazione e quindi superare le certezze e aprire la nuova generazione al dubbio e al confronto nella prospettiva di essere sempre più indipendente e sempre più libera. La piattaforma è una piattaforma che cerca di educare alla cultura tecnologica per spiegare prima di tutto ai giovani come funziona quella scatola magica che è la rete, spiegando loro che ci sono alcune parole chiave come algoritmi che li guidano molto di più di quanto loro non ne siano consapevoli e ce ne sono altri come dati che li portano a escludere concetti o includerne altri senza che loro lo sappiano".

A sostenere il progetto rivolto ai giovani Tim che ha lanciato la campagna 'Rompi la bolla'. Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim. "Ci siamo inventati una campagna sui social, che sono i media che i ragazzi utilizzano, con l'hashtag #rompilabolla, che vuol dire uscire da quel mondo, da quella quarta dimensione digitale nella quale i ragazzi oggi sono nell'utilizzo dei social. I social, le AI faranno parte sempre più della nostra vita. Capire il loro funzionamento e criticarlo eventualmente diventa uno degli elementi chiave, per questo abbiamo abbracciato questo progetto. Analisi critica e comprendere cosa c'è di vero e come interpretarlo diventa fondamentale".

La campagna invita i ragazzi a "metterci la faccia" condividendo cosa significa per loro prendere il controllo del digitale ed essere protagonisti delle proprie scelte: #RompiLaBolla, "non per uscire dal digitale ma - come ha sottolineato Labriola - per entrarci con testa, spirito critico e libertà".

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