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Neurodivergenze e intelligenza artificiale, un Hackathon inclusivo

di TMNews sabato 25 ottobre 2025
2' di lettura

Roma, 27 ottobre 2025 - "IA e Neurodivergenze: potenziare l'efficacia sul lavoro con l'intelligenza artificiale", questo il titolo del primo Hackathon italiano interamente dedicato allo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale applicate al miglioramento dell'esperienza lavorativa e all'inclusione dei profili neurodivergenti. Organizzato da Fondazione Specialisterne ETS, AssoSoftware, Skilljob, Università degli Studi Link e Confprofessioni, l'Hackathon si è svolto il 25 e 26 ottobre 2025 presso l'Università degli Studi Link di Roma, trasformando per due giorni l'ateneo in un laboratorio di idee, tecnologie e collaborazioni.

"Un hackathon - ha detto ad askanews Roberto Bellini, direttore generale di AssoSoftware - alla fine è produrre una soluzione software. In questo caso, l'intelligenza artificiale e la neurodivergenza è anche un campo assolutamente innovativo attuale, quindi produrre software con l'intelligenza artificiale al servizio della neurodivergenza è sicuramente una finalità di grande valore".

"Siamo veramente lieti di ospitare questo evento - ha aggiunto Sara Pellegrini, delegata del rettore alle Politiche di inclusione della Link Campus University - poiché esprime il concetto di evoluzione, innovazione e sistematicità della capacità di gestire insieme persone diverse per scopi forti come quelle di innovare, conoscere e comunicare".

L'iniziativa ha visto la partecipazione di 66 persone tra giovani sviluppatori, designer, professionisti e studenti impegnati in 17 team nella creazione di soluzioni digitali innovative, accessibili e ad alto impatto sociale, con l'obiettivo di valorizzare le competenze delle persone neurodivergenti e migliorare la produttività e il benessere nei contesti di lavoro. "È importante che anche le persone neurodivergenti - ha spiegato Alvise Casanova, CEO di Specialisterne in Italia - possano dare il loro contributo nello sviluppare dei modelli inclusivi totalmente e che quindi anche i nuovi motori di intelligenza artificiale non siano creati soltanto per le persone neurotipiche".

Durante le due giornate, i team partecipanti hanno potuto confrontarsi con esperti di intelligenza artificiale, docenti universitari e mentor provenienti dai diversi settori coinvolti, lavorando con strumenti open source di ultima generazione e affinando i propri progetti in un ambiente collaborativo e formativo di eccellenza. "La nostra idea - ci hanno raccontato Emma Lombardi e Marco De Angelis, partecipanti all'Hackathon - nasce nel valorizzare queste persone che vengono assunte, non come una semplice spunta su un modulo, ma per sfruttare le loro caratteristiche, che possono veramente portare una miglioria nell'azienda".

La competizione si è distinta non solo per la qualità dei prototipi sviluppati, ma anche per la forte attenzione ai temi della neuroinclusività e della trasformazione digitale del lavoro. Ha inoltre rappresentato un'importante occasione di connessione tra mondo accademico, imprese e terzo settore.

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