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Fondazione Elpis, "A te non resta che abitare questo desiderio"

di TMNews mercoledì 12 novembre 2025
3' di lettura

Milano, 13 nov. (askanews) - Dal 13 novembre 2025 Fondazione Elpis presenta a Milano la mostra collettiva A te non resta che abitare questo desiderio.

La racconta ad Askanews la curatrice della mostra Sofia Schubert, responsabile mostre e residenze artistiche della Fondazione: "Dopo sei anni di progettualità di Fondazione Elpis, iniziata con Una boccata d'arte nei borghi italiani, continuata con l'apertura della sede di Fondazione Elpis a Milano, l'apertura della mostra A te non resta che abitare questo desiderio segna un ulteriore nuovo traguardo. La mostra è infatti il risultato di un percorso di residenze a cui hanno partecipato quattro artisti che si chiama Atelier Elpis. In questa prima edizione è stato interessante vedere come tanti dei temi che sono emersi in questi ultimi sei anni nei borghi ritornano anche a Milano: basti pensare al tema della turistificazione, della perdita di identità dei luoghi, della gentrificazione.

Il titolo della mostra si ispira alle Città Invisibili di Italo Calvino: l'idea è stata quella di estrapolare anche la metodologia di Calvino, ovvero l'idea di descrivere una città attraverso diverse sfaccettature prendendo una caratteristica della città, isolarla e renderla come punto di ispirazione di un'intera narrazione. È l'esercizio che è stato fatto dai quattro artisti. Natalya Marconini Falconer, ispirandosi alla memoria familiare, ha creato un filo rosso che unisce la storia industriale della città di Milano alla storia delle migrazioni dal Sud Italia al Nord. Ornella Cardillo ha creato delle opere scultorie, estrapolando quelli che potrebbero essere gli archetipi architettonici della città di Milano e creando quindi una sorta di partitura di forme che poi attraverso una performance vengono attivate. Stella Rochetich vede la città di Milano come un luogo dove i corpi si incontrano, lasciano tracce nello spazio pubblico anche in maniera inconsapevole. Giuseppe Lo Cascio si è concentrato sul perenne cantiere: da un lato può essere un cantiere che costruisce, dall'altro può essere un cantiere che distrugge ed entrambi questi lati sono caratterizzati dal fatto che producono macerie.

Atelier Elpis si inserisce in quello che è il filo rosso della nostra progettualità, ovvero il rapporto che si instaura tra l'arte contemporanea, la creazione dei giovani artisti, i territori e le persone che abitano in questi territori. La volontà è quella di riportare nella città di Milano l'approccio, la metodologia che abbiamo sviluppato negli ultimi sei anni con Una boccata d'arte: un approccio radicato e situato sul territorio invitando giovani artisti, italiani e non, a interrogarsi su tutte quelle che sono le istanze che caratterizzano il nostro territorio".

Da questa prima esperienza di Atelier Elpis, che ha coinvolto da maggio a luglio Natalya Marconini Falconer e Ornella Cardillo e da agosto a novembre Stella Rochetich e Giuseppe Lo Cascio, prende avvio il nuovo programma di residenze di artista della Fondazione Elpis. Il modello, articolato in cicli di residenza che vedono la presenza simultanea di più artisti, trasforma la Fondazione in un laboratorio aperto, in cui la creazione si intreccia con il dialogo e con il contesto culturale di Milano. Atelier Elpis porta i giovani artisti, italiani e internazionali, a trascorrere un periodo di permanenza e produzione a Milano, presso gli spazi di recente realizzazione, concepiti appositamente per questo scopo. Nel corso della residenza gli artisti vivono e approfondiscono la città e, esattamente come accade per la preparazione degli interventi di Una Boccata d'Arte, sono spinti nell'esplorazione delle storie della città di Milano.

Le opere originali prodotte ad hoc durante Atelier Elpis sono visibili al pubblico nella sede della Fondazione Elpis da giovedì 13 novembre 2025 a domenica 1 febbraio 2026.

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