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Ambiente, "L'economia circolare aiuta le aziende a competere"

di TMNews mercoledì 19 novembre 2025
3' di lettura

Roma, 20 nov. (askanews) - Gestire in modo circolare i residui industriali può aiutare le imprese a competere. È questo quel che emerge da una ricerca condotta dal Sustainability Lab di Sda Bocconi in collaborazione con Omnisyst. Francesco Perrini, Head of Sustainability di Sda Bocconi School of Management, spiega: 'La circolarità conviene. Di solito quando si parla di sostenibilità, di economia circolare, di scarsità delle risorse, si fa riferimento alla normativa o ad un dovere etico, di fare qualcosa per il pianeta, ridurre l'utilizzo di alcune materie, di alcune risorse, di alcune materie. Quello che abbiamo voluto fare grazie alla collaborazione con Omnisyst è di provare a dimostrare se ci sono degli ambiti nei quali la circolarità, l'utilizzo, il riciclo di materiali che sarebbero di scarto all'interno delle filiere di produzione creino valore'.

Le strategie dei manager devono andare insieme con il rispetto dell'ambiente. Il presidente di Omnisyst, Chicco Testa, sottolinea: 'La circolarità è importante non solo per motivi ambientali, perché si inquina di meno. Ma perché essendo l'Italia e l'Europa aree geografiche prive di materie prime, con poche materie prime, evidentemente la capacità di riusare pezzi di materie prime che altrimenti diventerebbero rifiuti aumenta la nostra autosufficienza'.

L'economia circolare contribuisce a creare valore riducendo i costi, aumentando la produzione ed i ricavi. Fabio Santori, che dirige la 'Man Oil & Marine', aggiunge: 'E' un processo continuo. Noi abbiamo intrapreso un viaggio, che non ha termine. In questo viaggio noi siamo impegnati nella continua riduzione dello scarto, del materiale che poi viene per forza di cose portato via come rifiuto. Nella sua identificazione, separazione, e quindi poi nel suo recupero. Questa è una attività che non ha mai fine. Noi continuamente identifichiamo progetti, piccoli e grandi, anche di investimenti in macchinari al nostro interno che ci permettono di ottimizzare questo processo'.

Emerge la necessità di creare un quadro normativo e fiscale capace di riconoscere e premiare. Laura D'Aprile, capo dipartimento Ministero ambiente e sicurezza energetica, chiarisce: 'L'economia circolare lo dice il nome stesso non è più una migliore gestione di un rifiuto, ma è un sistema economico che deve sostenere anche la decarbonizzazione e l'efficentamento energetico. Per poter fare questo noi dobbiamo tracciare le filiere principali, capire quanto rifiuto producono e da questi rifiuti quanta risorsa poi possiamo immettere nel sistema. Questo possiamo farlo solo con l'ausilio delle nuove tecnologie, dell'intelligenza artificiale, i sistemi di tracciabilità avanzata. Per questo abbiamo introdotto anche un sistema nazionale di tracciabilità dei rifiuti che sta funzionando molto bene'.

Le aziende che adottano queste pratiche si distinguono rispetto ai loro concorrenti. Perrini ricorda l'importanza della sostenibilità. 'E' fondamentale. Perché aumentando la popolazione, aumentando il ceto medio che consuma e quindi produce, consuma e ricicla in maniera sbagliata. I dati ci dicono che la circolarità sta diminuendo nel tempo, dal 7,2 di qualche tempo al 6,8 di quest'anno. Quindi bisognerebbe aumentare la circolarità, uno perché conviene e due perché serve al pianeta'.

La necessità di diminuire l'uso di risorse naturali, indica una strada positiva. Ma deve avere un senso, specie per le imprese. Il presidente Testa spiega: 'Per fare la circolarità servono le imprese. Oltre che le grandi aspirazioni e le imprese devono potersi reggere. Ora purtroppo, talvolta, il mercato delle materie prime, anche a causa della concorrenza di paesi che non usano i nostri stessi standard, è un mercato che si deprime molto e quindi poco conveniente fare circolarità piuttosto che comprare materie prime vergini. Quindi le aziende hanno bisogno di sostegni in questo campo'.

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