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Con Michele Iodice i manichini al Museo della Moda prendono vita

di TMNews mercoledì 26 novembre 2025
2' di lettura

Napoli, 27 nov. (askanews) - Chi ha la fortuna di poter ammirare il Museo della Moda - Fondazione Mondragone guidato da Maria D'Elia ai Quartieri Spagnoli di Napoli avrà notato gli allestimenti che hanno quel guizzo artistico che non tutti i musei possono vantare. I manichini hanno teste particolari, i vestiti quasi volano e i tessuti quasi parlano. Costumi che raccontano storie e certi bottoni vengono giustamente trattati per quello che sono: capolavori.

A curare l'allestimento è infatti un noto artista, Michele Iodice che ci dice di aver trovato giusto valorizzare ad esempio i bottoni e dedicargli una stanza. L'allestimento di Iodice in chiave moderna ha fatto parlare non solo in città. Perché gli abiti qui non vengono presentati, o mostrati, ma prendono vita nel loro contesto sociale, storico e artistico.

I materiali e i tessuti parlano. Gli oggetti non solo si indossano, ma raccontano la storia. Il guardinfante ad esempio, una sorta di gabbia che funge da amplificatore della gonna, concepita per snaturare le forme sottostanti è un concetto che trascende il comparto del fashion.

Maria D'Elia ci spiega che lo stesso Iodice si occuperà dell'allestimento della prossima mostra dedicata a uno stilista napoletano, un grande sarto: Fausto Sarli, amato nel tempo fra le altre delle gemelle Kessler e da Ornella Vanoni, ma anche da Liz Taylor negli anni Sessanta e poi indossato da Monica Bellucci, Eva Herzigovà e Carol Alt.

"Nei nostri depositi abbiamo 50 abiti che ci sono stati donati dalla famiglia Sarli e quindi noi riteniamo che sia giusto dedicare questa mostra e quindi sarà un'esposizione ampia di tutti gli abiti che abbiamo nel nostro museo di Sarli".

La mostra aprirà l'11 dicembre e sarà dedicata al taglio. La curatrice è Paola Maddaluno. Sarli detto anche "Scultore dell'alta moda" ha tra l'altro, a partire dal 1998, restaurato il guardaroba di Eleonora Duse.

"Questa mostra è stata curata da una docente che insegna all'Accademia di Belle Arti e da un allestitore che è poi un artista, e quindi anche nell'allestimento di questa mostra si dà molto spazio alla creatività espositiva: è un modo di esporre un po' diverso dai canoni dei musei, dell'esposizione degli abiti secondo i canoni classici, con un'impronta del tutto creativa. Per questo, insomma, ci siamo affidati a un artista".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

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