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La magia di Notre Dame de Paris torna in teatro, un successo planetario

di TMNews lunedì 1 dicembre 2025
2' di lettura

Milano, 17 dic. (askanews) - Musiche e testi che arrivano al cuore, Notre Dame de Paris, l'opera popolare moderna più famosa al mondo e spettacolo tra i più imponenti mai realizzati, tornerà nei teatri italiani a partire dal 26 febbraio 2026 con oltre 120.000 biglietti già venduti. Per Riccardo Cocciante, autore delle musiche dello spettacolo, un bel regalo in vista del suo ottantesimo compleanno.

"Vederlo tornare ogni volta per me è una sorpresa perché 25 anni sono tanti, 30 anni per quanto riguarda la versione in Francia e altri paesi dove viene cantata Notre Dame. Sono sempre sorpreso dall'accoglienza che fanno a questa opera. Non avrei potuto sperare minimamente in questo".

Quasi un quarto di secolo di emozioni, musica e poesia, Cocciante è particolarmente legato a questo incredibile progetto, che rimane uguale nel tempo ma che ogni volta rinnova le emozioni.

"Io combatto per non cambiarla. Quando una cosa è così perfetta come Notre Dame, come la magia che si è creata tra tutti, le partecipazioni di altri artisti dentro, è difficile cambiarla. È come un castello di carta, quando cominci a levare una carta si rischia di far crollare tutto, quindi è pericoloso cambiare tutto. La mia scelta è quella di continuare finché posso con questi arrangiamenti, con il modo loro di cantare, con queste luci, con questi vestiti. Ecco, una cosa magica non si cambia più".

Tratto dall'omonimo romanzo di Victor Hugo, Notre Dame de Paris racconta la drammatica storia d'amore tra Esmeralda e Quasimodo, ambientata tra migranti e diversi che vivono ai margini della società, il tutto sullo sfondo della maestosa Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Nel ruolo di Esmeralda, la cantante albanese Elhaida Dani che vinse The Voice con Cocciante. Per lei il ruolo della zingara è particolarmente sentito.

"La musica non ha confini e ti porta oltre. Notre Dame è questo, Notre Dame ti fa capire che non ci devono essere confini, là ci sono le guerre, succede di tutto durante lo spettacolo, ma alla fine capiamo che in realtà siamo tutti umani, siamo tutti fatti di carne, d'amore, la voglia di vivere. Questa è la cosa più importante".

Notre Dame de Paris non è un semplice musical, non assomiglia a nulla, è uno spettacolo unico che nel mondo è stato visto da 18 milioni di spettatori ed è lo spettacolo italiano più internazionale e longevo della cultura europea.

"Non si sa più dove ci si trova, crea una bolla speciale, entri in Notre Dame, lasci il mondo dietro ed è un momento magico. Credo che sia il pregio di Notre Dame: far capire che il mondo è lì, noi vi presentiamo un'altra cosa. Ed è un sogno forse, però è diventato realtà ormai".

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Roma, 24 mag. (askanews) - Immagini diffuse dalla Guardia Costiera taiwanese hanno mostrato una nave della Guardia Costiera cinese che naviga nei pressi della piccola isola contesa di Pratas, nella parte settentrionale del Mar Cinese Meridionale. Secondo la Guardia Costiera di Taiwan questo ha provocato un "confronto" due giorni con la nave cinese. "Le due parti hanno avuto un acceso scontro verbale via radio in mare sulla questione della sovranità" dopo che la nave guardacoste taiwanese, la Taichung, ha tentato di allontanare la nave della Guardia Costiera cinese, la CCG 3501, hanno dichiarato le autorità taiwanesi in un comunicato.

Secondo il comunicato, un operatore radio cinese ha comunicato alla Taichung che la CCG 3501 era impegnata in una missione di pattugliamento di routine e di "non interferire con le nostre azioni". L'imbarcazione taiwanese ha risposto: "Il vostro comportamento dimostra chiaramente che la pace della Cina è una farsa e che la comunità internazionale non vi sosterrà. Vi preghiamo di non distruggere la pace".

Diverse ore dopo aver rilasciato la dichiarazione, la guardia costiera di Taiwan ha affermato che l'imbarcazione cinese aveva "lasciato le acque soggette a restrizioni". I funzionari della sicurezza taiwanesi hanno dichiarato che la Cina ha dispiegato più di 100 navi della marina, della guardia costiera e di altre forze nelle acque regionali che si estendono dal Mar Giallo al Mar Cinese Meridionale e al Pacifico occidentale, che la Cina rivendica come proprie ma che sono in parte sotto la sovranità di altri stati, uno dei quali è Taiwan. la Cina considera Taiwan come una provincia ribelle, malgrado sia di fatto indipendente dal 1949.

Il dispiegamento delle forze navali cinesi è iniziato prima dell'incontro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il suo omologo cinese Xi Jinping a Pechino dello scorso 15 maggio, ed è aumentato a più di 100 unità dopo la conclusione del vertice.

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Decine di "video selfie" per celebrare gli 80 anni della Repubblica

Roma, 24 mag. (askanews) - Decine di brevi "video-selfie", girati al cellulare di cittadini qualsiasi e anche di volti noti dello sport, dello spettacolo o della cultura, per celebrare gli 80 anni della Repubblica Italiana. E' l'iniziativa della Presidenza della Repubblica "Per me la Repubblica è.".

"Vuoi essere anche tu un volto della Repubblica? Bastano pochi secondi di video con te in primo piano e completa, con il tuo pensiero, che cosa è per te la Repubblica" , spiega il Quirinale in un comunicato. Come ha detto il Presidente Mattarella: "La Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi".

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A Cannes trionfa (di nuovo) il rumeno Cristian Mungiu con "Fjord"

Roma, 24 mag. (askanews) - E' andata per la seconda volta al regista rumeno Cristian Mungiu la Palma d'Oro della 79esima edizione del Festival del Cinema di Cannes, per il suo film "Fjord", una storia ambientata in Norvegia che mette in luce le fratture e le contraddizioni delle società che proclamano la propria tolleranza e apertura verso gli altri, quando la famiglia Gheorghiu, una coppia rumeno-norvegese profondamente religiosa, si trasferisce con i suoi figli in un villaggio all'estremità di un fiordo.

Mungiu, che aveva già vinto una prima Palma d'Oro nel 2007 con "4 mesi, 3 settimane, 2 giorni", ha commentato così: "Uno è eccezionale, due sono un po' troppi, se volete il mio parere, perché sì, continuo a pensare che ci siano registi davvero straordinari che non hanno ancora vinto una Palma d'oro. Quindi è bene capire sempre che ogni premio che si riceve è il risultato di un contesto e bisogna aspettare che il tempo lo metta alla prova per vedere se il film è valido o meno, ma allo stesso tempo sono molto contento perché la curiosità che una Palma suscita nello spettatore è enorme".

La giuria presieduta dal coreano Park Chan-wook, ha poi assegnato il suo Gran Prix al regista russo in esilio Andrej Zvyagintsev per "Minotaur", che racconta il dramma di una coppia della borghesia russa, con la guerra e il disgregarsi della società a fare da sfondo: un imprenditore di successo che vive con la moglie e il figlio in una bella dimora ai margini del bosco, gestisce la sua attività occupandosi al contempo di reclutare, all'interno della sua azienda, coscritti da mandare al fronte. "Oggi tutti attendono quel momento, (la fine della guerra, ndr), - ha detto il regista - e mi è sembrato di esprimere il pensiero di una stragrande maggioranza di persone che vorrebbero finalmente porvi fine. Che Dio voglia che ciò avvenga; lo stiamo aspettando tutti".

Il premio per la regia è stato invece un ex aequo: è andato al polacco Pawel Pawlikowski per "Fatherland", e agli spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi con il loro "La bola negra", un film-manifesto per l'accettazione di sé che ha inizio durante la guerra civile spagnola e alterna continui salti temporali con il presente per mettere a nudo storie d'amore omosessuali soffocate dalla vergogna e dal segreto.

"Come giovani creatori, sentirsi dire che sei un bravo regista, che puoi andare avanti, realizzare i tuoi film, credere in te stesso, creare una nuova strada. È fonte di ispirazione. Mi sento potente. Mi sento forte. Sento di poter... voglio fare un altro film - ha detto Calvo - Sì, domani inizierò a scrivere. No, domani avrò i postumi della sbornia, quindi dopodomani". E Ambrossi ha scherzato: "Il lunedì è sempre un buon giorno per iniziare un nuovo film".

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Zelensky: Putin ora usa anche l'Oreshnik, sono "davvero pazzi"

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"Putin - ha detto Zelensky - non riesce nemmeno più a pronunciare correttamente la parola "evviva", si limita a borbottare, eppure continua a distruggere edifici residenziali con i suoi missili. Tre missili russi contro un impianto di approvvigionamento idrico, un mercato raso al suolo, decine di edifici residenziali danneggiati, diverse scuole pubbliche, e poi ha lanciato il suo "Oreshnik" contro Bila Tserkva. Sono davvero pazzi".

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