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Thaddaeus Ropac: VALIE EXPORT e Ketty La Rocca in dialogo

di TMNews martedì 16 dicembre 2025
3' di lettura

Milano, 17 dic. (askanews) - La galleria Thaddaeus Ropac presenta fino al 28 febbraio 2026 negli spazi di Palazzo Belgioioso a Milano la sua seconda mostra, Body Sign, un dialogo inedito tra due grandi artiste femministe protagoniste dell'Arte Concettuale: VALIE EXPORT e Ketty La Rocca.

Alberto Salvadori, co-curatore della mostra insieme a Andrea Maurer, ha raccontato ad askanews l'idea alla base del progetto: "Body Sign è il primo dialogo tra due artiste straordinarie, VALIE EXPORT e Ketty La Rocca, che in vita non si sono mai incontrate, ma che hanno avuto uno sviluppo del proprio pensiero artistico e del proprio lavoro che ha corso in parallelo. Ketty La Rocca, come sappiamo, è mancata molto giovane, VALIE EXPORT per fortuna è qui presente in mostra ed è la testimonianza diretta di una delle più grandi artiste cresciuta in quel contesto di un femminismo internazionale tra gli anni Sessanta e Settanta e che sta lasciando un'eredità che sta definendo i confini di un periodo storico molto importante. Questo dialogo, questo incontro, è stato ben accolto con grande entusiasmo da VALIE EXPORT che si sente di avere avuto come una sorella artistica in Ketty La Rocca. Entrambe sono state a loro modo innovative, rivoluzionarie e hanno definito una modalità ben precisa per smarcarsi da un atteggiamento che pervadeva e purtroppo pervade tuttora la società che è questo atteggiamento totalmente legato ad un'identità maschile a tratti maschilista e patriarcale. La definizione di un nuovo linguaggio che non fosse il linguaggio degli uomini è un tema per loro importante, è stato fin dall'inizio un ambito di ricerca quasi esclusivo: in questo anche la dimensione tattile, quindi muovendosi all'interno di una dimensione concettuale dell'arte, ma riportando tutto a dimensione anche materiale attraverso questa necessità dell'incontrarsi e la tattilità, fare incontrare la materia con le mani. Le mani che sono lo strumento di trasmissione e definizione di nuovi possibili linguaggi e di nuovi possibili messaggi".

VALIE EXPORT e Ketty La Rocca hanno messo in luce la dicotomia tra l'utilizzo del linguaggio nello spazio pubblico e quello privato per riconoscere e trasmettere le proprie idee, dimostrando come fosse necessario un campo d'azione più ampio. Entrambe hanno superato i limiti imposti da un unico mezzo espressivo, sperimentando la fotografia, il video, la scultura e la performance come strumenti fluidi e permeabili.

Ecco due esempi delle opere esposte. In BODY SIGN B (1970) - la serie fotografica che dà il titolo alla mostra - VALIE EXPORT si confronta con il linguaggio visivo della sessualità. L'artista è ritratta nell'atto di sollevare il vestito e sfidare lo sguardo dell'astante, rivelando un tatuaggio a forma di giarrettiera sulla coscia, che si era fatta fare in pubblico in occasione della performance Body Sign Action. Ricorrendo alla semiotica sociale del tatuaggio, l'artista mette in atto un ribaltamento radicale e ironico dell'oggettivazione del corpo femminile da parte dello sguardo maschile. J with dot (three dimensions) (1970), è una scultura in pv/ nero a grandezza umana - una lettera assente dall'alfabeto italiano, sua lingua madre - associata al francese Je, ovvero io e nella fotografia Con attenzione (1971), Ketty La Rocca si presenta a letto con questo carattere linguistico, mettendo in scena allo stesso tempo un processo di identificazione e di estraneità tra il linguaggio e il sé. Guardando fisso negli occhi lo spettatore da sotto le lenzuola, sottolinea con ironia i limiti del linguaggio come mezzo di comunicazione.

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