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Al via i saldi, per Confcommercio un giro d'affari da 4,9 miliardi

di TMNews venerdì 2 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 2 gen. (askanews) Al via la stagione dei saldi invernali, la prima a partire è la Valle d'Aosta seguita da sabato 3 gennaio dalle altre Regioni; in molti negozi si preparano le promozioni e per qualche cliente abituale iscritto ai programmi fedeltà, gli sconti sono già iniziati.

Secondo le stime dell'Ufficio Studi di Confcommercio, quest'anno saranno 16 milioni le famiglie che si dedicheranno allo shopping e ogni persona spenderà circa 137 euro, per un giro d'affari di 4,9 miliardi di euro.

Ma per molte associazioni di consumatori, le promozioni pre-natalizie incideranno negativamente sui consumi. L'Osservatorio Nazionale Federconsumatori sostiene che la spesa media sarà inferiore dell'1,7% rispetto a gennaio 2025 e appena un terzo delle famiglie approfitterà delle promozioni, avendo già usufruito degli sconti che si sono susseguiti in occasione del Black Friday e dei cosiddetti pre-saldi.

In ogni caso, i negozianti devono esporre in modo visibile il prezzo originario e quello scontato; il diritto di cambio vale anche per gli acquisti online e secondo il Codice del Consumo, i capi proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.

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C'erano una volta gli intellettuali: i ritratti di Paolo Di Paolo

Genova, 2 gen. (askanews) - Trecento immagini recuperate che mostrano l'Italia che rinasceva nel secondo dopoguerra e un racconto ricco sulla carriera del fotografo Paolo Di Paolo, a cento anni dalla nascita. La mostra che Palazzo Ducale a Genova dedica al reporter scomparso nel 2023 si intitola "Fotografie Ritrovate" e offre una nuova prospettiva sul suo lavoro. Ma è anche l'occasione per riguardare i suoi ritratti di intellettuali e personaggi delle cultura e dello spettacolo, da Giorgio De Chirico a Pasolini, da Monica Vitti ad Anna Magnani.

"Paolo Di Paolo - ha detto ad askanews Ilaria Bonacossa, direttrice di Palazzo Ducale - in qualche modo sa sempre scattare andando al di fuori di quella che l'immagine pubblica e creare un rapporto personale con queste figure e ogni singolo scatto, anche se fa parte di una serie, diventa così un momento magico capace di schiudere qualcosa che racconta il personaggio, il suo modo di essere, di pensare, ma ogni tanto anche portandoli fuori dalla loro comfort zone come Ungaretti con il gatto, piuttosto che Bruno Munari: ce li mostra davvero in un modo inaspettato".

Sono ritratti che hanno forza e intensità, che raccontano una storia più complessa e appassionata, che sanno essere ironici, ma sempre affettuosi verso i soggetti e che, in qualche modo, riescono ad apparire assolutamente naturali anche se un elemento di posa o, quanto meno, di costruzione dello scatto, appare indiscutibile. Non sono insomma, solo "foto rubate".

"Si rubava lo scatto - ha aggiunto Bonacossa - ma se lo faceva regalare più che rubarlo e quindi c'è questo misto tra mettere in scena e rubare il momento, perché sicuramente c'era una fase di dialogo che anticipava lo scatto con questi personaggi famosi e poi in quel momento il dialogo era il suo occhio speciale, che sapeva catturare un attimo preciso e indimenticabile".

La carriera di fotografo di Paolo Di Paolo si è costruita intorno alle riviste, dalla Settimana Incom a Il Mondo, per poi prendere una piega diversa dopo il 1968 con la chiusura di molti giornali seguita all'avvento della televisione. Anche questo è un aspetto su cui oggi la mostra di Genova ci può portare a riflettere, anche per il suo parallelismo con i tempi che viviamo. Quello che è certo è che, anche 50 anni dopo, lo sguardo sulla società di un Pier Paolo Pasolini ci farebbe molto comodo e, in un certo senso, le fotografie di Di Paolo ce lo conservano, almeno come ritratto ideale.

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Svizzera, identificazione vittime questione di giorni, non settimane

Crans Montana (Svizzera), 2 gen. (askanews) - Crans Montana (Svizzera), 2 gen. (askanews) - Dopo l'incendio nel bar di Crans-Montana, le autorità del Canton Vallese concentrano gli sforzi sull'identificazione delle vittime. Il responsabile della sicurezza del Canton Vallese Stéphane Ganzer assicura: priorità alle persone e tempi rapidi grazie al supporto di specialisti da tutta la Svizzera.

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Crans-Montana, Tajani: l'Italia ha offerto massima disponibilità

Roma, 2 gen. (askanews) - L'Italia ha offerto "massima disponibilità" alla Svizzera da un punto di vista sanitario, ma anche come collaborazione all'indagine, dopo il drammatico incendio della notte di Capodanno in un locale di Crans-Montana, in cui sono morte almeno 47 persone e sono rimaste ferite in 110.

Lo ha ribadito il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, arrivato nella città elvetica. Tajani ha confermato il bilancio relativo agli italiani rimasti coinvolti nell'incendio. Sono in tutto 19, di cui 13 feriti e sei formalmente dispersi. Dei feriti, tre sono già all'ospedale di Niguarda, a Milano, mentre un altro è in arrivo. Gli altri sono in nosocomi elvetici. Ci sono inoltre, ha detto ancora il ministro, tre feriti la cui nazionalità non è ancora identificata.

Il ministro ha parlato di una collaborazione "molto positiva", con le autorità svizzere. "Abbiamo dato - ha proseguito - massima disponibilità per accogliere anche feriti non italiani nel sistema ospedaliero italiano, quindi siamo qui anche per, ho ribadito durante l'incontro di stamane, la massima disponibilità italiana a collaborare con la Svizzera, sia dal punto di vista sanitario, sia dal punto di vista di polizia, sia dal punto di vista della protezione civile".

L'Italia ha anche offerto collaborazione all'indagine sull'incendio, coinvolgendo la Polizia scientifica italiana. "Abbiamo dato disponibilità anche da parte della nostra polizia scientifica, per aiutare l'identificazione delle vittime della polizia elvetica", ha detto il capo della diplomazia italiana. "Per quanto riguarda l'inchiesta, la procuratrice generale mi ha detto che sono già state effettuate decine di interrogatori e l'obiettivo è quello di vedere quali sono le responsabilità per questa enorme tragedia", ha proseguito il ministro degli Esteri. Il capo della diplomazia italiana ha ricordato che "toccherà alla magistratura fare l'inchiesta e accertare le responsabilità".

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Gaza, Angelina Jolie in Egitto visita il valico di Rafah

Milano, 2 gen. (askanews) - L'attrice americana Angelina Jolie in Egitto ha visitato il valico di Rafah, al confine con la Striscia di Gaza, dove è stata accolta da Khaled Maghawer, governatore del Nord Sinai, e da Nabila Makram, ex ministro dell'Immigrazione.

L'ex inviata speciale dell'Alto Commissariato per i rifugiati (UNHCR), come mostrato dalle immagini diffuse dall'Afp, si è anche fermata a parlare con donne e uomini del personale della Mezzaluna Rossa e con alcuni autisti che guidano i camion di aiuti umanitari per i palestinesi.

L'attrice americana, che da anni usa la sua popolarità per dare voce a popolazioni colpite da guerra o calamità naturali, ha espresso diverse volte la sua solidarietà nei confronti di Gaza e della popolazione palestinese.

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