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"Gomorra. Le origini", nella Napoli del '77 con Pietro e Imma giovani

di TMNews venerdì 2 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 2 gen. (askanews) - Donna Imma e Pietro Savastano tornano ragazzi nella Napoli del 1977, tra povertà, contrabbando di sigarette, faide locali, prima del terremoto, prima che un personaggio che ricorda molto Raffaele Cutolo facesse saltare tutto e che la camorra inondasse con la droga le strade della città. "Gomorra. Le origini", sei episodi in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW dal 9 gennaio, è il prequel di una delle serie più amate della tv, e racconta l'educazione criminale, e anche sentimentale, del futuro boss, mostrando un'epoca che ha definito il volto della criminalità moderna.

I primi quattro episodi sono diretti da Marco D'Amore, anche supervisore artistico e co-sceneggiatore del progetto, gli ultimi due sono diretti da Francesco Ghiaccio.

"Noi raccontiamo il '77 che è un anno non scelto a caso, è veramente un baricentro che sta tra due momenti molto importanti, ovvero il colera del '73 che decimò la popolazione e il terremoto dell'80, che di lì a poco verrà. Ed è un anno in cui si inizia a presagire questa organizzazione sistematica della criminalità" ha detto D'Amore.

Luca Lubrano interpreta il giovane Pietro, poverissimo e ambizioso ragazzo di strada di Secondigliano che insieme al suo inseparabile gruppo di amici sogna una vita migliore. Lubrano è affiancato da un gruppo di giovani attori, mentre Imma, ancora adolescente e molto diversa dalla moglie del boss che conosciamo, è interpretata da Tullia Venezia.

Il prequel della saga tratta dal romanzo di Roberto Saviano è stato scritto da D'Amore con gli sceneggiatori Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, che hanno spiegato:

"Rispetto a quello che avevamo visitato quando abbiamo scritto Gomorra, che c'erano le vele, il camorrista giovane andava in giro con la borsa di Gucci messa a tracolla tipo borsello.. Come era prima questo territorio? Era sempre stato così? Era un territorio, appunto, molto sofferente, e che non era mai stato curato, anche".

"Su Imma e Pietro una cosa che ci divertiva era proprio far sentire come in realtà, vedendo questa prima stagione, rimangono aperte ancora mille scelte, per ognuno di loro. Quindi ancora non indovini. Non è che chiudi con l'idea già di dire: ecco, questa è la Imma che ho conosciuto nella serie, questo è il Pietro Savastano che ho conosciuto nella serie" ha affermato Ravagli.

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