Vance rilancia su Venezuela e Iran, su Minneapolis: "Autodifesa"
Washington DC, 9 gen. (askanews) - Il vicepresidente degli Stati Uniti d'America J.D. Vance sostiene che la donna al volante, colpita a morte da un agente dell'immigrazione a Minneapolis apparteneva a una "rete di sinistra più ampia che mira ad attaccare" gli agenti dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement). "Colpire un agente dell'Ice con la propria auto giustifica l'essere colpiti", ha dichiarato Vance dalla Casa Bianca. Vance afferma, ma senza aggiungere prove, che l'automobilista uccisa dall'agente dell'immigrazione a Minneapolis (Minnesota) faceva parte di una più ampia rete di sinistra per attaccare gli agenti.
"La ragione per cui questa donna è morta è perché ha cercato di investire qualcuno con la sua auto, e quell'uomo ha agito per legittima difesa. Ecco perché ha perso la vita, e questa è la tragedia".
Nel suo incontro con la stampa di queste ore Vance ha anche toccato temi di politica estera, a pochi giorni dal blitz Usa in Venezuela e sull'onda delle polemiche relative alla Groenlandia. Ha detto che gli Stati Uniti d'America potrebbero mantenere il controllo di Caracas e del suo petrolio per diversi anni, come ha annunciato il presidente Donald Trump, a seguito dell'operazione militare che ha portato alla cattura del leader venezuelano Nicolàs Maduro e di sua moglie. La coppia è stata successivamente portata a New York per essere processata. Questa affermazione da parte del leader americano giunge nonostante il fatto che la leader ad interim del Venezuela, Delcy Rodriguez, dichiari che nessuna potenza straniera governa Caracas.
Gli esperti spiegano che la minore dipendenza dal petrolio importato, unita alla debolezza del mercato globale, offre agli Usa un ventaglio più ampio di opzioni di politica estera. Come noto il Venezuela potrebbe avere le più grandi riserve accertate di petrolio greggio al mondo, stimate in oltre 300 miliardi di barili, pari a circa il 17% del totale mondiale. Oggi il presidente Usa Donald J. Trump incontra alla Casa Bianca i dirigenti del settore petrolifero statunitense, per fare pressione sul settore affinché investa nella ripresa della produzione venezuelana.
Vance ha anche espresso il suo sostegno ai manifestanti in Iran, proprio quando i media statali iraniani stanno minimizzando la portata delle proteste. "Siamo certamente al fianco di chiunque nel mondo, incluso il popolo iraniano, stia difendendo i propri diritti", ha affermato Vance. Giovedì i dimostranti iraniani si sono riversati nelle strade di Teheran e di altre città, mentre circolavano immagini di edifici governativi in fiamme e delle autorità che bloccavano l'accesso a Internet, senza però riuscire finora a ristabilire l'ordine. All'inizio di questa settimana, l'intelligence statunitense ha valutato che le proteste non avessero sufficiente energia per mettere a repentaglio la stabilità del regime. Ma questa opinione è stata rivalutata alla luce dei recenti eventi.