CATEGORIE

In anteprima il video de "Il mio Maestro" di Giorgio Ciabattoni

di TMNews lunedì 12 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 12 gen. (askanews) - In anteprima il video de "Il mio Maestro", il nuovo singolo del cantautore e pianista sambenedettese Giorgio Ciabattoni, oggi artista internazionale ma profondamente legato alla sua città natale. Il brano rappresenta il primo omaggio musicale mai scritto e pubblicato da un suo musicista diretto dedicato a Franco Califano, figura cardine della canzone d'autore italiana.

Il rapporto fra Ciabattoni e il Maestro nacque nel 1995 a Porto San Giorgio, durante un concerto di Califano nel locale in cui il giovane Giorgio era artista resident. Da quel primo incontro iniziò una collaborazione che si consolidò negli anni successivi, in particolare nel periodo in cui Ciabattoni gestiva il celebre Insomnia Pianobar di San Benedetto del Tronto, uno dei locali più frequentati e amati della riviera all'inizio degli anni Duemila. Fu proprio lì che maturò un legame umano e professionale profondo, destinato a segnare la carriera e l'identità artistica di Giorgio.

San Benedetto del Tronto occupa un posto speciale anche nella storia artistica di Franco Califano: nel 2001 la città ospitò dieci suoi concerti consecutivi, tutti rigorosamente sold out, a conferma del forte legame tra il Maestro e il pubblico sambenedettese.

"Il mio Maestro", che vede la collaborazione del trombettista rumeno Dan Nicolau, nasce da questo vissuto condiviso: anni di palchi, confidenze, notti di musica e riflessioni sulla vita. Essendo stato pianista personale di Califano per molti anni, Ciabattoni ha respirato da vicino la sua poetica, la sua ironia tagliente, la sua sincerità senza filtri, lasciandosi inevitabilmente influenzare dal suo stile inconfondibile.

Il brano, scritto insieme a Bruno Censori, sotto etichetta Joseba Publishing e distribuito da Virgin Music Italy (mix e master Springstudio), racconta proprio questo: un mondo fatto di frasi emblematiche, ricordi romani, verità schiette e quella malinconia lucida che ha reso "Il Califfo" un poeta immortale.

Non tutti sanno, inoltre, che fu proprio Califano a produrre e a dare il nome ai quattro giovani artisti che sarebbero diventati i celebri "Ricchi e Poveri", oggi rimasti in due e ancora ambasciatori della musica italiana nel mondo. Con questo singolo, Giorgio Ciabattoni restituisce alla sua città e al pubblico nazionale un frammento autentico di storia musicale sambenedettese e italiana.

tag

Ti potrebbero interessare

Meloni: liberazione di Trentini e Burlò ci riempie di gioia

Roma, 12 gen. (askanews) - "Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e torneranno a casa. È una notizia che ci riempie di gioia, che si somma alla felicità che abbiamo provato nelle scorse ore per la liberazione di altri nostri connazionali" Così la premier Giorgia Meloni in un video messaggio in cui ha annunciato che Trentini e Burlò riabbracceranno presto le loro famiglie che in questi mesi hanno sofferto molto. "Questo risultata il frutto del lavoro discreto, ma efficace portato avanti in questi mesi non solo dal governo ma dalla rete diplomatica, dall'intelligence e io voglio ringraziare tutti i servitori dello Stato che a vario livello hanno dato il loro contributo per raggiungere questo obiettivo. Continueremo a lavorare senza sosta finché la costruttiva collaborazione instaurata con le autorità di Caracas possa produrre ulteriori sviluppi positivi e allo stesso modo l'Italia non si stancherà di sostenere il legittimo desiderio del popolo venezuelano di libertà, pace e democrazia" ha aggiunto la Presidente del Consiglio.

TMNews

Trump: l'Iran vuole negoziare, ma valutiamo opzioni molto forti

A bordo dell'Air Force One, 12 gen. (askanews) - A bordo dell'Air Force One, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che la leadership iraniana ha contattato Washington per avviare negoziati, dopo le sue minacce di un possibile intervento militare legate alla repressione delle proteste antigovernative nel Paese. Trump ha aggiunto che un incontro è in fase di organizzazione, ma ha avvertito che gli Stati Uniti potrebbero agire "con opzioni molto forti", anche prima del vertice.

"Ieri l'Iran ha chiamato per negoziare - ha detto Trump - I leader dell'Iran hanno chiamato. Vogliono negoziare - ha ripetuto - Credo che siano stanchi di essere colpiti dagli Stati Uniti. L'Iran vuole negoziare, sì. Potremmo incontrarli. È in fase di organizzazione un incontro. Ma potremmo dover agire per quello che sta succedendo prima dell'incontro".

Trump è tornato poi sul tema delle sue "linee rosse", rispondendo ai giornalisti che gli hanno chiesto se la repressione delle proteste in Iran le stia superando. "Sembra che stiano iniziando a farlo. E sembra che siano state uccise persone che non dovevano essere uccise", ha detto il presidente Usa. "Sono violenti... Se vogliamo chiamarli leader, non so se siano leader o semplicemente... governano attraverso la violenza. Stiamo esaminando la situazione molto seriamente. Le stanno valutando anche le forze armate e stiamo prendendo in considerazione opzioni molto forti. Prenderemo una decisione".

Alla posizione di Washington ha replicato Teheran. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha confermato la disponibilità dell'Iran a negoziare con gli Stati Uniti e che "non cerca la guerra" ma è pienamente pronto per affrontare un conflitto armato: "Siamo pronti anche noi a negoziare, ma questi negoziati devono essere equi, con pari diritti e basati sul rispetto reciproco", ha detto.

TMNews

Merz condanna violenze contro manifestanti in Iran: "Segno debolezza"

Ahmedabad (India), 12 gen. (askanews) - Il cancelliere tedesco Friedrich Merz "condanna fermamente" le violenze compiute dai leader iraniani contro il proprio popolo, definendole "un segno di debolezza", nel corso di una conferenza stampa ad Ahmedabad, nel nord dell'India.

"Rendo omaggio al coraggio con cui stanno affrontando una violenza sproporzionata e invito il governo e la leadership iraniani a proteggere i propri cittadini invece di minacciarli. Condanniamo con la massima fermezza la violenza perpetrata contro il popolo iraniano. La violenza non è un segno di forza, ma di debolezza, e questa violenza deve cessare", ha dichiarato Merz.

TMNews

Trentini e Burlò liberi: soddisfazione di Mattarella, Meloni e Tajani

Milano, 12 gen. (askanews) - Queste le prime immagini dei due italiani Alberto Trentini e Mario Burlò. Nel secondo scatto sono con l'ambasciatore Giovanni Umberto De Vito (in piedi). Trentini è seduto al telefono e sorride, mentre Burlò, in maglietta blu, appare sereno.

La svolta c'è stata con la decisione della presidente venezuelana ad interim Rodrìguez di aprire le porte ai detenuti politici per un cambio di passo nei rapporti tra Venezuela e gli altri Paesi, ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Rtl 102.5. "Abbiamo lavorato in questi giorni molto intensamente, ieri finalmente verso le 20 mi ha chiamato il ministro degli Esteri del Venezuela per annunciarmi che la presidente Rodrìguez aveva deciso di far liberare Trentini e quindi che sarebbe stato presto messo a disposizione delle nostre autorità diplomatiche. Così è stato, stamani verso le 4, Trentini e Burlò sono arrivati alla sede della nostra ambasciata. Ho parlato con entrambi, sono in buone condizioni, molto contenti, soddisfatti".

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha già potuto sentirli e in un tweet ha scritto: "Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa", dichiara Meloni sui social. "Desidero esprimere, a nome del Governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in questi ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato" ha aggiunto.

Intanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiamato la madre di Trentini per dirle che, dopo aver condiviso la sofferenza e l'attesa sua e di suo marito, ora si condivide la loro felicità.

Trentini, cooperante italiano è stato detenuto per oltre 420 giorni senza accuse a Caracas, nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo. Al momento dell'arresto era impegnato in programmi di sostegno ai disabili. Invece Burlò, imprenditore, era stato fermato a novembre 2024 in un posto di blocco tra Caracas e Guasdualito. Si trovava nel Paese per esplorare nuove opportunità imprenditoriali.

TMNews