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Groenlandia, Frederiksen: la parte più difficile deve ancora arrivare

di TMNews martedì 13 gennaio 2026
1' di lettura

Copenaghen, 13 gen. (askanews) - La premier danese Mette Frederiksen ha dichiarato in conferenza stampa a Copenaghen che non è stato facile "resistere" a quelle che definisce "pressioni totalmente inaccettabili da parte del nostro più stretto alleato", gli Usa, dopo le minacce del presidente Donald Trump di acquisire la Groenlandia.

"Non è stato facile resistere alle pressioni del tutto inaccettabili del nostro più stretto alleato da una vita. Tuttavia, ci sono molti segnali che indicano che la parte più difficile deve ancora venire", ha dichiarato Frederiksen, in conferenza stampa congiunta con il premier della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen.

Mercoledì 14 gennaio i leader di Danimarca e Groenlandia incontreranno il vicepresidente statunitense J.D. Vance alla Casa Bianca per discutere del futuro del territorio autonomo. Prima dell'incontro, il Primo Ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha avvertito martedì da Copenaghen che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

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La sua uscita fa già discutere. Per la Dott.ssa Stefania Stellino, presidente dell'Associazione Nazionale Genitori perSone con Autismo (ANGSA) Lazio è un'operazione riduttiva e pericolosa, che rischia anzi quasi di "creare il mostro". Si è cercato dice di rappresentare una disabilità invisibile. "Si è cercato di mettere insieme quante più caratteristiche dell'autismo in un'unica bambola, creando però possibilità di confusione, perché una bambina che giocherà con quella bambola si aspetterà che tutte le persone autistiche abbiano quelle caratteristiche, cosa che non è così. A volte il cercare di essere inclusivi e ridurre le distanze può produrre anche l'effetto contrario. Secondo la maggior parte delle persone che vive l'autismo tutti i giorni, questo tipo di rappresentazione produrrà molta confusione nei bambini che dovrebbero invece imparare a convivere con le differenze, accettandole, senza etichettare o stigmatizzare certi comportamenti".

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Germania: "Difesa Groenlandia è missione comune degli alleati Nato"

Roma, 13 gen. (askanews) - In una conferenza stampa congiunta a Berlino con l'Alta rappresentante per la politica estera dell'Ue, Kaja Kallas, il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, ha dichiarato che la sicurezza nell'Atlantico settentrionale e nell'Artico è "una missione comune degli alleati della Nato", mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di acquistare o annettere la Groenlandia e il vice-presidente J.D.Vance riceverà i leader di Danimarca e Groenlandia mercoledì alla Casa Bianca.

"Concordiamo sul fatto che la sicurezza nell'Atlantico settentrionale e nell'Artico può essere garantita solo a livello multilaterale, ovvero congiuntamente. La Nato ha una missione, una missione comune degli alleati della Nato, quella di proteggere questa regione, e ulteriori discussioni su questo argomento si terranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi", ha spiegato Pistorius.

La sicurezza della Groenlandia e dell'Artico non è esclusivo interesse degli Stati Uniti - ha chiarito Pistorius - ma è "nell'interesse della Nato nel suo complesso e dell'Europa nel suo complesso".

Riguardo a possibili risposte europee di fronte a un'aggressione statunitense contro la Groenlandia: "Il minimo che si possa dire è che questa sarebbe una situazione senza precedenti nella storia della Nato e nella storia di qualsiasi alleanza di difesa al mondo. Ci stiamo quindi preparando, discutendo ed esaminando le alternative e le diverse opzioni, ma nulla viene reso pubblico".

Mercoledì 14 gennaio i leader di Danimarca e Groenlandia incontreranno il vicepresidente statunitense J.D. Vance alla Casa Bianca per discutere del futuro del territorio autonomo. Prima dell'incontro, il Primo Ministro groenlandese, Jens-Frederik Nielsen, ha avvertito martedì, durante una conferenza stampa con la sua controparte danese Mette Frederiksen, che preferirebbe rimanere parte del Regno di Danimarca piuttosto che unirsi agli Stati Uniti.

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Gaza, una violenta tempesta devasta le tende degli sfollati sulla costa

Gaza, 13 gen. (askanews) - Una violenta tempesta che si è abbattuta sulla costa occidentale di Gaza City ha travolto le tende degli sfollati e provocato il crollo di parti di un edificio già danneggiato dalla guerra. Alcune famiglie hanno tentato di salvare quel poco che restava dei loro beni, mentre altre hanno pianto i propri morti: tre membri della stessa famiglia sono rimasti uccisi nel crollo del rifugio in cui avevano trovato riparo.

"Le tende e i teloni sono crollati a causa della violenta tempesta. Ho portato i miei figli dalla mia tenda a quella del vicino, ma non è servito. Le nostre tende e i nostri materassi sono completamente bagnati. Guardate, mia figlia dorme ancora sotto la tenda. La situazione è molto difficile", Oum Khalid, sfollata di Gaza.

Khaled Saleh, racconta: "La tenda è crollata sui miei figli mentre eravamo all'interno. Sono riuscito a tirarli fuori, insieme a mio figlio di 50 giorni, e ci siamo rifugiati da un parente. La mattina dopo, quando mi sono svegliato, la tenda era completamente distrutta. Sto cercando di recuperare le nostre cose. Ora è inabitabile."

"Eravamo seduti e ci sentivamo al sicuro quando un muro alto otto metri è crollato sui miei familiari. Ha ucciso un uomo di 73 anni, sua nuora di 40 anni e una ragazza di 13 anni", spiega un parente delle vittime del crollo. "Le persone dormivano nelle loro tende quando un muro di venti metri è crollato su di loro. La Protezione civile è intervenuta. La situazione per gli sfollati lungo la costa è molto difficile."

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