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Siria, civili in fuga da Deir Hafer dopo l'ultimatum dell'esercito

di TMNews giovedì 15 gennaio 2026
1' di lettura

Dayr Hafir, 15 gen. (askanews) - Decine di civili siriani hanno iniziato a lasciare Deir Hafer, nell'est della provincia di Aleppo, dopo che l'esercito ha fissato una scadenza per l'uscita della popolazione, sullo sfondo del timore di un'escalation degli scontri con le forze curde.

Il governo punta a estendere la propria autorità sull'intero Paese a un anno dalla caduta dello storico regime di Bashar al-Assad. A marzo era stato raggiunto un accordo per integrare l'amministrazione autonoma curda del nord della Siria nell'apparato statale, ma l'attuazione è in stallo e gli scontri tra le due parti riaffiorano a intermittenza. Nei pressi di Deir Hafer solo un numero limitato di famiglie è riuscito a lasciare l'area attraverso un corridoio predisposto dall'esercito, destinato a chiudere nel pomeriggio.

Damasco ha accusato le Forze democratiche siriane di impedire ai civili di lasciare la zona. Accuse definite "infondate" da un portavoce della coalizione armata a guida curda che controlla aree del nord della Siria.

"All'inizio ci siamo diretti verso il posto di blocco del governo - spiega Mahmud Musa, sfollato da Deir Hafer - ma le Forze democratiche siriane non ci hanno permesso di uscire. Siamo passati attraverso villaggi e terreni agricoli, su strade difficili da percorrere. Migliaia di residenti sono ancora all'interno e non riescono a uscire per il timore delle mine".

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Il nuovo spettacolo non è una rivisitazione in chiave moderna de "I promessi sposi", ma un omaggio ad Alessandro Manzoni, o meglio, al suo modo inconfondibile di indagare l'animo umano. "Lisander", come affettuosamente lo chiamavano gli amici lombardi, diventa l'ispiratore di un viaggio teatrale nei sentimenti più autentici, quelli che resistono al tempo e alle convenzioni. Una trama travolgente tra amore, identità e ironia.

La trama

Tutto ha inizio con una notizia incredibile: Giovanni, insolitamente triste e abbattuto, comunica a Teresa e Mabilia qualcosa che sconvolge la quotidianità della famiglia Colombo. Un errore di vecchie scartoffie comunali sembra infatti rivelare che Teresa e Giovanni non sono mai stati sposati davvero! Da qui prende vita un susseguirsi di malintesi, imprevisti e gag irresistibili, in perfetto stile Legnanesi, dove la comicità popolare si intreccia con la dolcezza dei sentimenti veri. Tra risate e colpi di scena, i protagonisti si troveranno a fare i conti con ciò che davvero li unisce: l'amore, quello autentico, che va oltre ogni carta bollata e ogni formalità. Come ricordava proprio Manzoni, "il cuore è un guazzabuglio" e I Legnanesi, con la loro inconfondibile ironia, ce lo raccontano ancora una volta, tra dialetto, musica, scenografie brillanti e momenti di pura poesia popolare.

I protagonisti

Teresa (interpretata da Antonio Provasio): capofamiglia indiscussa, è la tipica donna di cortile, dal carattere forte e dominante. A tratti un po' bisbetica e severa, ha però un cuore grande e generoso, sempre pronta ad aiutare le donne del suo cortile. Alle prese con un marito "avvinazzato e pigro" e una figlia "zitella e sognatrice", Teresa è una donna che, nonostante le difficoltà, riesce sempre e comunque a tenere la famiglia unita e sulla retta via.

Mabilia (interpretata da Enrico Dalceri): figlia zitella di Teresa, incarna il cliché di un certo mondo femminile di provincia, dove l'apparenza è tutto. È una ragazza che sogna di emergere e diventare una soubrette, sempre al di sopra delle sue possibilità, ma incapace di staccarsi da mamma e papà. Mabilia, con la sua vanità e i suoi sogni di gloria, è un personaggio esilarante che strizza l'occhio al pubblico più giovane, rappresentando l'eterna lotta tra aspirazioni e realtà.

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