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Dolore cronico: nuove prospettive con i neurostimolatori spinali

di TMNews giovedì 15 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 15 gen. (askanews) - Il dolore cronico è una condizione che si manifesta quando il dolore persiste per oltre tre mesi e riguarda circa una persona su quattro, in particolare adulti e anziani. Può avere molte cause, dai traumi a patologie come diabete, vasculopatie e tumori, e le conseguenze incidono sulla mobilità, sul lavoro e sulla vita sociale, con un impatto che non è solo individuale ma anche collettivo, dato che comporta una perdita di produttività che supera il 2% del PIL.

"Il centro di Terapia del Dolore di Verona da molti anni si occupa del trattamento del dolore cronico, anche in pazienti complessi. In questi pazienti trovano indicazione alcune tecniche molto avanzate e anche complesse, che sono appunto le tecniche di neuromodulazione spinale" spiega Vittorio Schweiger, direttore dell'Uoc Terapia del Dolore del Policlinico di Borgo Roma a Verona, aggiungendo che "queste prevedono l'impianto di neurostimolatori, che sono dei piccoli apparecchi mutuati dai pacemaker cardiaci, che nel corso di questi anni hanno visto dei grandi miglioramenti tecnologici".

L'indicazione principale di questo tipo di trattamento riguarda le forme più gravi di dolore cronico legate alle patologie della schiena o ai dolori post traumatici causati da lesioni delle strutture nervose. A Verona, nel centro diretto dal professor Schweiger, il dottor Alvise Martini ha recentemente impiantato un nuovo neurostimolatore midollare sottocutaneo: l'Intellis-pro di Medtronic. La procedura, eseguita in sala operatoria e durata un paio d'ore, è stata eseguita su un paziente di 72 anni con una lesione traumatica del nervo sciatico e dolore cronico resistente ad altri trattamenti.

"In particolare abbiamo impiantato, primi in Europa e secondi nel mondo un nuovo apparecchio che ha delle caratteristiche interessanti: è particolarmente piccolo e questo consente una migliore tollerabilità da parte del paziente e consente anche di fare delle programmazioni personalizzate. Non è il paziente che deve adattarsi alla macchina di stimolazione ma è la macchina di stimolazione che, grazie alle nuove tecnologie, può aiutare il paziente a gestire meglio la propria sintomatologia dolorosa" prosegue Schweiger, rimarcando che "il paziente sta bene, nel senso che ha avuto un miglioramento della sintomatologia dolorosa. Sono impianti che generalmente vengono eseguiti in regime di day hospital e quindi non richiedono un ricovero ospedaliero e prevedono l'impianto di questo stimolatore sottocutaneo collegato a un catetere che va nel canale spinale. Questo eroga delle correnti che cercano di impedire che la stimolazione dolorosa arrivi al cervello".

L'utilizzo di tecnologie come Intellis-pro di Medtronic si inserisce in un percorso terapeutico che ha come obiettivo quello di ridurre l'impatto del dolore cronico sulla vita quotidiana, attraverso un controllo più efficace e personalizzato della sintomatologia dolorosa. Si tratta di un approccio che affianca l'innovazione tecnologica alla presa in carico clinica continuativa del paziente, consentendo di adattare il trattamento nel tempo in base all'evoluzione della malattia e alle reali esigenze della persona.

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In mostra i segreti dei dipinti incompiuti ai Musei Capitolini a Roma

Roma, 15 gen. (askanews) - Ai Musei Capitolini il progetto "Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva" - in mostra dal 15 gennaio al 12 aprile 2026 - un approfondimento inedito sul processo creativo di alcuni dipinti incompiuti conservati presso la Pinacoteca Capitolina.

L'esposizione - organizzata dall'Accademia di Belle Arti e dalla Pinacoteca Capitolina all'interno del Progetto EAR (Enacting Artistic Research, finanziato dall'Unione Europea (NextGenerationEU, con fondi a valere sul PNRR) - rivela le fasi di ideazione e realizzazione delle opere, mettendo in luce ripensamenti, modifiche e soluzioni tecniche adottate dagli artisti e invisibili all'occhio umano.

La curatrice Costanza Barbieri (coordinatrice del Work Package 2 di EAR - Enacting Artistic Research e docente dell'Accademia di Belle Arti di Roma) nella Sala VI, dedicata interamente a Guido Reni, ha spiegato:

"Si passa da opere cinquecentesche, come Garofalo, il cosiddetto Raffaello di Ferrara, a Jacopo Palma Il Vecchio, un contemporaneo di Giorgione e Bellini, fino a Guido Reni che rappresenta il nucleo più significativo di tutti i non finiti della Pinacoteca", ha spiegato.

"Come abbiamo approcciato il tema del non finito? Intanto coinvolgendo gli studenti dell'Accademia, alcuni hanno partecipato con delle macrofotografie, esperti di fotografie e video hanno realizzato delle indagini specifiche su alcuni particolari dell'opera", ha aggiunto la docente.

E così l'incompiuto di Benvenuto Tisi detto il Garofalo, è stato messo a confronto con un'analoga opera proveniente dalla Galleria Cantore di Modena e tramite delle cornici digitali si può sfogliare in modo virtuale le fotografie del disegno preparatorio. E ancora "Cristo e l'adultera" di Jacopo Palma il Vecchio rappresenta un caso di studio particolare: più che a un semplice non finito, siamo davanti un'opera ridipinta per modificarne l'originario significato.

"Un percorso di scavo, quasi fosse uno scavo archeologico, che ci permette di comprendere, strato per strato, come è stata realizzata l'opera", ha concluso Barbieri.

L'altro curatore, Claudio Seccaroni (ENEA), all'ingresso della Pinacoteca dove si trova il Sarcofago strigilato con i busti dei coniugi, ha rivelato:

"Come molti altri sarcofagi di epoca romana le figure dei defunti hanno il ritratto abbozzato, proprio perché venivano 'preconfezionati' in botteghe in Asia Minore e poi una volta acquistati venivano personalizzati ad hoc".

Il progetto è promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali ed è organizzato dall'Accademia di Belle Arti di Roma nell'ambito del Progetto EAR - Enacting Artistic Research, finanziato dall'Unione europea - NextGenerationEU, con fondi a valere sul PNRR. I servizi museali sono di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da Artemide Edizioni.

Il progetto espositivo rappresenta uno dei principali risultati del progetto EAR - ENACTING ARTISTIC RESEARCH (Work Package 2, diretto da Costanza Barbieri), finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca attraverso i fondi PNRR destinati a partenariati strategici e alla promozione dell'internazionalizzazione della ricerca nel sistema dell'Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero dell'Università e della Ricerca. Il progetto EAR riunisce le Accademie di Belle Arti di Roma (capofila) Firenze e Brera, i Conservatori di L'Aquila e Roma, in partenariato con la sezione INFN dell'Università di Roma Tre e con l'Università Politecnica delle Marche, con l'obiettivo di promuovere l'interazione fra ricerca artistica e ricerca scientifica.

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Omicidio di Nada Cella, Anna Lucia Cecere condannata a 24 anni

Genova , 15 gen. (askanews) - La Corte d'assise di Genova ha condannato a 24 anni di reclusione l'ex insegnante Anna Lucia Cecere per l'omicidio di Nada Cella, la segretaria di 25 anni uccisa nel maggio del 1996 a Chiavari, in provincia di Genova, nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava.

Lo stesso Soracco è stato condannato a due anni di reclusione per favoreggiamento. Al momento del pronunciamento della sentenza di primo grado, Anna Lucia Cecere non era presente in aula, mentre era presente il commercialista Soracco. Per la Cecere è stata riconosciuta l'aggravante dei futili motivi ma non quella della crudeltà.

Silvia Cella, cugina di Nada, subito dopo la lettura della sentenza che ha condannato Anna Lucia Cecere a 24 anni di reclusione per il delitto di 30 anni fa:

"Hanno lavorato sulle stesse cose gli investigatori e la Procura e hanno fatto un lavoro epocale, immenso, perché, sentire le persone dopo 30 anni, i ricordi svaniscono, si ricordano cose diverse, è difficilissimo".

"Giustizia è fatta. Speravo ma non me l'aspettavo. Non ho ancora capito quello che è successo, Nada non torna più ma giustizia è fatta".

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Pitti Uomo, Filson tra heritage ed evoluzione graduale

Firenze, 15 gen. (askanews) - A Pitti Uomo, Filson racconta il proprio percorso tra fedeltà alle origini e adattamento al presente. A parlare è Rocco Scazzariello, Brand Director Filson Europa, che spiega come il marchio americano continui a evolversi partendo dal suo DNA storico.

"Il nostro DNA è la cosa più importante del marchio. Abbiamo 127 anni di storia e ci ispiriamo ogni anno al nostro archivio e ai nostri consumatori, a chi usa i nostri capi in Montana, Wyoming, Alaska. L'ispirazione è sempre quella. Abbiamo un'evoluzione molto graduale del marchio dal 1897 e poi ci sono momenti in cui la tendenza intercetta quello che facciamo. In questo momento la tendenza ci ha colpiti in pieno, perché i marchi heritage sono molto importanti. Noi lavoriamo con il nostro archivio, ma prendiamo anche tessuti che in passato erano da 24 once e li alleggeriamo a 16 o 18 once, aggiustiamo eventualmente il power fit e portiamo il capo in un circuito un po' più cittadino".

Un equilibrio che passa anche dal colore, elemento identitario per Filson e legato all'esperienza outdoor: "I colori di Filson sono molto precisi e molto chiari. Abbiamo il Dark Tan, l'Otter Green, il nero, il blu: sono i nostri colori principali. Gli accenti arrivano dal mondo outdoor, dalla caccia, dove per esempio l'arancione è molto importante per la visibilità. Gli accenti li utilizziamo per un end use, per un uso molto specifico, quindi derivano da lì. Un altro colore importante è il rosso, il rosso-nero del check, che viene dal nostro archivio, dalla Mackinaw Cruiser, brevettata nel 1914: una storia molto importante", aggiunge.

Accanto al racconto di prodotto, spazio anche ai risultati di mercato. "Il 2025 è andato molto bene per Filson in Europa. Abbiamo avuto una crescita importante. I nostri mercati principali sono Inghilterra, Germania e Italia e la crescita maggiore l'abbiamo registrata proprio in Italia, dove siamo riusciti ad aggiungere alcuni clienti molto importanti. Anche il nostro webshop online è partito bene", conclude Scazzariello.

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Minnesota, Noem: Trump invocherà Insurrection Act se vuole

Washington, 15 gen. (askanews) - La Segretaria per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, Kristi Noem, rivolgendosi ai giornalisti fuori dalla Casa Bianca, ha detto di non sapere se il presidente Usa Donald Trump intenda invocare una legge di emergenza, l'"Insurrection Act" che consente il dispiegamento dell'esercito sul territorio nazionale, mentre le proteste sconvolgono il Minnesota dopo che un agente federale ha ucciso una donna la scorsa settimana durante una retata anti-immigrati. "Penso che il Presidente abbia questa opportunità in futuro. È un suo diritto costituzionale e sta a lui decidere se intende utilizzarlo", ha detto Noem. Alla domanda se sia probabile che Trump invochi l'Insurrection Act, ha risposto: "Non lo so".

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