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Davos, Oxfam: crescente ricchezza dei miliardari è pericolo politico

di TMNews lunedì 19 gennaio 2026
2' di lettura

Davos (Svizzera), 19 gen. (askanews) - Il direttore esecutivo di Oxfam, Amitabh Behar, avverte che i miliardari del Pianeta stanno acquistando sempre più "potere politico" e influenza, mentre "il 50% della popolazione mondiale, vive in condizioni di povertà".

Parlando da Davos, in Svizzera, dove si è aperto il forum economico con decine di capi di Stato e di governo, Behar ha commentato il rapporto annuale pubblicato di recente dall'organizzazione benefica, secondo cui la ricchezza collettiva dei super-ricchi ha raggiunto livelli record nell'ultimo anno.

"La crescita dell'accumulo di ricchezza ai vertici è stata tre volte più rapida rispetto agli anni precedenti. Solo nell'ultimo anno - ha detto - hanno aggiunto 2,5 trilioni di dollari al loro patrimonio e quel denaro sarebbe sufficiente per sradicare la povertà 26 volte".

"Stanno comprando il potere politico, le elezioni, stanno comprando i media. È incredibile che i miliardari abbiano 4.000 volte più probabilità di ricoprire cariche politiche, quindi si tratta davvero di governi che fanno scelte sbagliate sostenendo i miliardari e la loro ricchezza, l'ulteriore accumulo di ricchezza, e non le libertà delle persone".

E in termini di libertà e influenza, il direttore di Oxfam ha ricordato come nove delle dieci maggiori piattaforme di social media appartengano a miliardari.

"Sappiamo bene - ha aggiunto - quanto i social media abbiano un ruolo fondamentale nel plasmare le narrazioni politiche. Inoltre, otto delle dieci maggiori aziende di Intelligenza artificiale sono di miliardari, quindi quello a cui stiamo assistendo è il controllo totale delle narrazioni".

Amitabh Behar ha affermato che "la disuguaglianza non è inevitabile, è una scelta di politica economica". "Può essere invertita tassando i super ricchi, assicurando che le aziende paghino la loro giusta quota di tasse, assicurando che si facciano gli investimenti giusti in istruzione, sanità e sicurezza sociale, che sono i motori di una società equa. Si tratta di garantire che ogni lavoratore riceva un salario dignitoso".

E parlando delle contestazioni che stanno esplodendo in molte parti del mondo, ha avvertito: "La povertà economica porta alla fame, ma la povertà politica porta alla rabbia e stiamo assistendo a proteste rabbiose in tutto il mondo. D'altra parte, gli Stati stanno reprimendo e sopprimendo il dissenso e le libertà civili".

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