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Un anno di Trump, proteste negli Usa. Lui: mai nessuno meglio di me

di TMNews mercoledì 21 gennaio 2026
2' di lettura

Washington, 21 gen. (askanews) - Da Boston a New York, sotto la Trump Tower, alla California. Proteste in molte città degli Stati Uniti contro il presidente Donald Trump nel primo anniversario del suo ritorno alla Casa Bianca. È passato un anno dal 20 gennaio 2025, giorno del nuovo giuramento da presidente degli Stati Uniti e, a sorpresa, prima di partire per il vertice di Davos, Trump ha convocato una conferenza per parlare dei suoi successi.

Fuori i manifestanti hanno gridato slogan ed esposto cartelli in particolare contro la repressione dell'immigrazione da parte dell'amministrazione Usa, a pochi giorni dall'uccisione di una donna da parte di un agente dell'Ice. "Stop violence", "Free America", "Humanity", le scritte su alcuni striscioni.

Trump ha mostrato alcune foto segnaletiche di presunti criminali in Minnesota arrestati o ricercati. "Queste sono le persone che alcuni stanno cercando di difendere", ha detto, riferendosi alle autorità locali che si sono schierate contro le violenze della polizia anti-immigrazione. E sull'uccisione della donna, ha aggiunto: "L'Ice sarà troppo dura con qualcuno ma hanno a che fare con persone violente. A volte commetteranno un errore. Può succedere. Ci sentiamo terribilmente. È una tragedia".

Poi Trump prima di volare a Davos ha tracciato il bilancio del suo anno al potere.

"Il Paese non ha mai fatto meglio. Abbiamo più di 8 trilioni in arrivo. Non abbiamo mai avuto niente del genere, e nessun Paese ha avuto niente del genere. I prezzi sono molto bassi. In molti posti la benzina costa ora 0,99. E francamente, nessuno ha mai visto niente del genere. Quindi è davvero buono. Ma questo sarà un viaggio interessante".

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"Preparati alla crisi", in Groenlandia l'opuscolo di sopravvivenza

Milano, 21 gen. (askanews) - Tre litri di acqua per persona al giorno, armi da caccia, munizioni e attrezzatura da pesca, cibo per cinque giorni - compreso quello per eventuali animali domestici - farmaci, Kit di primo soccorso, una radio a batteria. Sono alcuni dei consigli di sopravvivenza pubblicati in un opuscolo consegnato dal governo ai cittadini della Groenlandia, centro delle tensioni fra Ue e Usa, dopo le minacce di annessione del presidente Trump.

"Esiste una procedura per i groenlandesi che si applica in caso di emergenza. Oggi pubblichiamo 'Preparatevi alla crisi per cinque giorni', una direttiva che spiega come trascorrere giornate tranquille e come semplificarsi la vita", ha detto il ministro della pesca, della caccia, dell'agricoltura, e dell'autosufficienza, Peter Borg, durante una conferenza stampa a Nuuk, la capitale groenlandese.

"Non ci aspettiamo di doverla utilizzare", ha sottolineato, aggiungendo però: "Prepararsi è meglio che non fare nulla",

L'opuscolo è stato consegnato alla popolazione, 57.000 persone, per quasi il 90% Inuit, per i quali la caccia e la pesca costituiscono storicamente i principali mezzi di sussistenza.

TMNews

Nato, Nrdc Ita: avvio della esercitazione Steadfast Dart 2026

Milano, 21 gen. (askanews) - L'esercitazione Steadfast Dart 2026, la più grande esercitazione della Nato del 2026 e il primo dispiegamento su larga scala in tempo di pace della nuova Allied Reaction Force (Arf), su base NRDC ITA HQ, ha segnato un traguardo significativo giovedì 15 gennaio 2026 con l'arrivo di truppe e mezzi nel porto di Emden, in Germania.

La prima nave italiana di trasporto marittimo, che trasporta oltre 1.500 veicoli militari e mezzi di supporto, sarà sottoposta alle fasi di Reception, Staging and Onward Movement (RSOM) attraverso la Germania. Ulteriori movimenti navali italiani sono previsti nelle prossime settimane: una seconda nave consegnerà circa 1.600 mezzi militari alla fine di gennaio, mentre una terza nave, con circa 750 mezzi, arriverà all'inizio di febbraio.

L'obiettivo di Steadfast Dart 2026 è testare le capacità e le procedure di dispiegamento dell'Arf, nonché l'interoperabilità tra le nazioni contributrici di truppe e la nazione ospitante. Inoltre l'Arf, a guida NRDC ITA, rappresenta oggi una delle principali piattaforme tecnologiche e operative della Nato, con un ruolo che va oltre la prontezza operativa: è un hub addestrativo e di innovazione, dove si sperimentano nuovi concetti, sistemi di comando e soluzioni tecnologiche avanzate e funge anche come hub dottrinale ove vengono sviluppate opzioni di impiego operativo a supporto delle missioni fondamentali della Nato.

Il Comando di Arf, con le sue capacità multidominio e con la presenza di assetti multinazionali, rappresenta un'ulteriore dimostrazione dell'impegno dell'Italia a sostegno della Nato al servizio della deterrenza, della difesa e della sicurezza cooperativa euro-atlantica.

L'Allied Reaction Force è una forza strategica ad alta prontezza operativa e multidominio. Essa mette a disposizione dell'Alleanza forze in grado di operare nei domini terrestre, aereo, marittimo, spaziale, cibernetico e delle operazioni speciali, consentendo di ottenere effetti operativi con tempi di reazione più rapidi rispetto al passato.

La composizione di Arf prevede: la Land Component Command della Multinational Division South (ITA MND-S) di Firenze, la Maritime Component Command di ESPMARFOR (Spagna), la Componente aerea del TUR JFAC (Turchia), il JLSG di NRDC ITA e le Forze Speciali spagnole.

La guida della componente terrestre dell'ARF è affidata alla Multinational Division South, erede della Divisione "Vittorio Veneto", grande unità dell'Esercito Italiano con sede a Firenze. Costituita nel 2019, la MND-S è in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo elevata flessibilità e interoperabilità.

Nel contesto ARF, quindi, coordinerà l'impiego delle forze terrestri fornite dai paesi alleati. Tra queste, rientra anche la Brigata Alpina "Julia", unità di punta dell'Esercito Italiano, specializzata in operazioni in ambiente montano e già integrata nei dispositivi Nato di risposta rapida.

L'esercitazione coinvolgerà circa 10.000 militari provenienti da 11 Paesi, tra cui Italia, Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Lituania, Bulgaria e Turchia, con il supporto aggiuntivo di Francia, Belgio e Regno Unito.

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"Verità e giustizia" per Giuseppe Alfano, l'appello della figlia

Roma, 21 gen. (askanews) - "Io chiedo verità e credo soprattutto giustizia, chiedo che emerga in maniera definitiva e senza ombre, non una verità che venga proposta dal punto di vista giudiziario per nascondere altro, vogliamo la verità assoluta". Così Sonia Alfano, figlia di Giuseppe, giornalista siciliano ucciso con un revolver calibro 22 in Sicilia a Barcellona Pozzo di Gotto 33 anni fa, l'8 gennaio 1993.

La vicenda del giornalista siciliano, sul piano giudiziario, si è conclusa con la condanna dell'esecutore materiale del delitto, Antonino Merlino, e del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti che "nel 1985 era stato candidato dal Msi al consiglio comunale di Barcellona", quel Movimento sociale in cui lo stesso Alfano aveva militato. Lasciando molti interrogativi che Sonia definisce "buchi neri".

Sonia Alfano, ora responsabile legalità di Azione dopo un passaggio nel M5S, parla durante una iniziativa dal titolo "Il delitto Alfano. 3 anni di depistaggi e verità negate".

"Soprattutto chiediamo alla Presidente Colosimo, la Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che istituisca nuovamente quel comitato di inchiesta che era stato istituito nel 2003, che avrebbe dovuto investigare per un lavoro una relazione sull'omicidio di mio padre e non si è mai riunito", ha aggiunto, "chiediamo in tal senso che forse per una volta venga fatta luce pienamente e che quella parola giustizia sia una parola piena di significato e di contenuto soprattutto, che non sia una parola di comodo dato a dei familiari che dopo 33 anni continuano a elemosinare verità".

Chiara Colosimo non ha potuto partecipare ma a cui ha inviato una lettera in cui assicura "l'attenzione e l'impegno a mettere a disposizione la commissione Antimafia per continuare ad approfondire gli aspetti e i passaggi meno chiari di questa dolorosa vicenda, nel pieno rispetto di quanto già definitivamente passato in giudicato. Come già detto a Sonia, ci sono".

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Rutte (Nato): "diplomazia ponderata" per risolvere caso Groenlandia

Milano, 21 gen. (askanews) - Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che è necessaria una "diplomazia ponderata" per gestire le tensioni sulla Groenlandia, mentre il presidente Donald Trump si recava a Davos per le rivendicazioni statunitensi sul territorio.

"Vedo che ci sono queste tensioni al momento, non c'è dubbio. Ripeto, non commenterò l'argomento, ma posso assicurarvi che l'unico modo per affrontarle è, in definitiva, una diplomazia ponderata", ha dichiarato Rutte al World Economic Forum.

Ma secondo Rutte sull'Artico, Trump e altri leader hanno ragione: vanno protette le nuove rotte marittime dall'influenza crescente di Russia e Cina. Sette degli otto Paesi affacciati sull'Artico sono nella Nato (inclusi Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Canada e Usa), mentre la Russia è l'unica esclusa; la Cina agisce come un nono attore. I rappresentanti Nato hanno deciso a settembre di rafforzare la difesa collettiva della regione artica.

Il segretario generale ha inoltre ricordato che il principale punto di frizione tra Usa e Nato, sin dai tempi di Eisenhower, è la spesa difensiva: gli Stati Uniti investono il 3,5% del PIL, contro una media europea del 2%.

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