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Cavo Dragone: "la coesione è la qualità chiave" della Nato

di TMNews mercoledì 21 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 21 gen. (askanews) - "La coesione è la qualità chiave di questo gruppo, la Nato. Sì, abbiamo delle differenze, e questo è normale in un'alleanza di democrazie. Ma queste differenze possono renderci migliori ed è così".

A parlare è l'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone da Bruxelles, aprendo il Comitato Militare della Nato che presiede. Alla riunione partecipano i 32 Alleati, insieme con Comandante Supremo Alleato in Europa (SACEUR), Generale Alexus G. Grynkewich, e al Comandante Supremo Alleato per la Trasformazione (SACT), ammiraglio Pierre Vandier. I Capi di Stato Maggiore della Difesa Alleati incontrano anche le controparti dei Partner Indo-Pacifici della NATO, più Georgia e Ucraina.

La Nato - secondo le parole dell'ammiraglio - rafforza il sostegno a Kiev attraverso diverse iniziative, oltre alla Coalizione dei Volenterosi guidata da Francia e Regno Unito, mentre emergono sforzi per la pace guidati dagli USA. Internamente, sono stati lanciati Baltic Sentry ed Eastern Sentry, aumentati gli esercizi militari, e confermati gli investimenti in difesa decisi al summit dell'Aia, dimostrando una Alleanza moderna, reattiva e pronta a 360 gradi, ha specificato Cavo Dragone.

Nella prima sessione, Grynkewich ha informato i Capi di Stato Maggiore della Difesa sullo stato di preparazione della NATO per rafforzare la posizione collettiva di deterrenza e difesa dell'Alleanza di fronte alle sfide comuni alla sicurezza.

Cavo Dragone ha anche introdotto un video messaggio del segretario generale della Nato Mark Rutte. "Mosca ci sta mettendo alla prova con incursioni nello spazio aereo, attacchi informatici, sabotaggi e altro ancora" afferma Rutte. "E non si tratta solo della Russia. Cina, Iran e Corea del Nord alimentano la guerra di Mosca contro l'Ucraina. Questi paesi si stanno preparando a un confronto a lungo termine con noi. Allo stesso tempo, la minaccia del terrorismo persiste. E l'instabilità rimane dilagante nel vicinato meridionale della NATO. Quindi i pericoli che affrontiamo sono chiari, reali e duraturi. E dobbiamo rimanere preparati. Siamo usciti più forti dal vertice dell'Aia la scorsa estate. Gli investimenti nella difesa stanno aumentando. Stiamo accelerando la produzione e l'innovazione nel settore della difesa su entrambe le sponde dell'Atlantico. In modo che voi e le vostre forze abbiate ciò di cui avete bisogno per proteggerci. Questo è un bene per le nostre forze armate. È un bene per le nostre industrie e le nostre imprese. Ed è un bene per la nostra sicurezza collettiva", ha aggiunto Rutte.

In base anche alle parole di Cavo Dragone il panorama della sicurezza rimane estremamente impegnativo: la guerra russa contro l'Ucraina persiste, con instabilità nel vicinato meridionale della NATO, minacce da attori "maligni" come Cina, Iran e Corea del Nord, e crescenti rischi ibridi da cyberattacchi, sabotaggi e disinformazione amplificati dalle nuove tecnologie.

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Nato, Nrdc Ita: avvio della esercitazione Steadfast Dart 2026

Milano, 21 gen. (askanews) - L'esercitazione Steadfast Dart 2026, la più grande esercitazione della Nato del 2026 e il primo dispiegamento su larga scala in tempo di pace della nuova Allied Reaction Force (Arf), su base NRDC ITA HQ, ha segnato un traguardo significativo giovedì 15 gennaio 2026 con l'arrivo di truppe e mezzi nel porto di Emden, in Germania.

La prima nave italiana di trasporto marittimo, che trasporta oltre 1.500 veicoli militari e mezzi di supporto, sarà sottoposta alle fasi di Reception, Staging and Onward Movement (RSOM) attraverso la Germania. Ulteriori movimenti navali italiani sono previsti nelle prossime settimane: una seconda nave consegnerà circa 1.600 mezzi militari alla fine di gennaio, mentre una terza nave, con circa 750 mezzi, arriverà all'inizio di febbraio.

L'obiettivo di Steadfast Dart 2026 è testare le capacità e le procedure di dispiegamento dell'Arf, nonché l'interoperabilità tra le nazioni contributrici di truppe e la nazione ospitante. Inoltre l'Arf, a guida NRDC ITA, rappresenta oggi una delle principali piattaforme tecnologiche e operative della Nato, con un ruolo che va oltre la prontezza operativa: è un hub addestrativo e di innovazione, dove si sperimentano nuovi concetti, sistemi di comando e soluzioni tecnologiche avanzate e funge anche come hub dottrinale ove vengono sviluppate opzioni di impiego operativo a supporto delle missioni fondamentali della Nato.

Il Comando di Arf, con le sue capacità multidominio e con la presenza di assetti multinazionali, rappresenta un'ulteriore dimostrazione dell'impegno dell'Italia a sostegno della Nato al servizio della deterrenza, della difesa e della sicurezza cooperativa euro-atlantica.

L'Allied Reaction Force è una forza strategica ad alta prontezza operativa e multidominio. Essa mette a disposizione dell'Alleanza forze in grado di operare nei domini terrestre, aereo, marittimo, spaziale, cibernetico e delle operazioni speciali, consentendo di ottenere effetti operativi con tempi di reazione più rapidi rispetto al passato.

La composizione di Arf prevede: la Land Component Command della Multinational Division South (ITA MND-S) di Firenze, la Maritime Component Command di ESPMARFOR (Spagna), la Componente aerea del TUR JFAC (Turchia), il JLSG di NRDC ITA e le Forze Speciali spagnole.

La guida della componente terrestre dell'ARF è affidata alla Multinational Division South, erede della Divisione "Vittorio Veneto", grande unità dell'Esercito Italiano con sede a Firenze. Costituita nel 2019, la MND-S è in grado di pianificare e condurre operazioni multinazionali e interforze, garantendo elevata flessibilità e interoperabilità.

Nel contesto ARF, quindi, coordinerà l'impiego delle forze terrestri fornite dai paesi alleati. Tra queste, rientra anche la Brigata Alpina "Julia", unità di punta dell'Esercito Italiano, specializzata in operazioni in ambiente montano e già integrata nei dispositivi Nato di risposta rapida.

L'esercitazione coinvolgerà circa 10.000 militari provenienti da 11 Paesi, tra cui Italia, Grecia, Germania, Repubblica Ceca, Spagna, Lituania, Bulgaria e Turchia, con il supporto aggiuntivo di Francia, Belgio e Regno Unito.

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"Verità e giustizia" per Giuseppe Alfano, l'appello della figlia

Roma, 21 gen. (askanews) - "Io chiedo verità e credo soprattutto giustizia, chiedo che emerga in maniera definitiva e senza ombre, non una verità che venga proposta dal punto di vista giudiziario per nascondere altro, vogliamo la verità assoluta". Così Sonia Alfano, figlia di Giuseppe, giornalista siciliano ucciso con un revolver calibro 22 in Sicilia a Barcellona Pozzo di Gotto 33 anni fa, l'8 gennaio 1993.

La vicenda del giornalista siciliano, sul piano giudiziario, si è conclusa con la condanna dell'esecutore materiale del delitto, Antonino Merlino, e del capomafia barcellonese Giuseppe Gullotti che "nel 1985 era stato candidato dal Msi al consiglio comunale di Barcellona", quel Movimento sociale in cui lo stesso Alfano aveva militato. Lasciando molti interrogativi che Sonia definisce "buchi neri".

Sonia Alfano, ora responsabile legalità di Azione dopo un passaggio nel M5S, parla durante una iniziativa dal titolo "Il delitto Alfano. 3 anni di depistaggi e verità negate".

"Soprattutto chiediamo alla Presidente Colosimo, la Presidente della Commissione parlamentare Antimafia, che istituisca nuovamente quel comitato di inchiesta che era stato istituito nel 2003, che avrebbe dovuto investigare per un lavoro una relazione sull'omicidio di mio padre e non si è mai riunito", ha aggiunto, "chiediamo in tal senso che forse per una volta venga fatta luce pienamente e che quella parola giustizia sia una parola piena di significato e di contenuto soprattutto, che non sia una parola di comodo dato a dei familiari che dopo 33 anni continuano a elemosinare verità".

Chiara Colosimo non ha potuto partecipare ma a cui ha inviato una lettera in cui assicura "l'attenzione e l'impegno a mettere a disposizione la commissione Antimafia per continuare ad approfondire gli aspetti e i passaggi meno chiari di questa dolorosa vicenda, nel pieno rispetto di quanto già definitivamente passato in giudicato. Come già detto a Sonia, ci sono".

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Rutte (Nato): "diplomazia ponderata" per risolvere caso Groenlandia

Milano, 21 gen. (askanews) - Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che è necessaria una "diplomazia ponderata" per gestire le tensioni sulla Groenlandia, mentre il presidente Donald Trump si recava a Davos per le rivendicazioni statunitensi sul territorio.

"Vedo che ci sono queste tensioni al momento, non c'è dubbio. Ripeto, non commenterò l'argomento, ma posso assicurarvi che l'unico modo per affrontarle è, in definitiva, una diplomazia ponderata", ha dichiarato Rutte al World Economic Forum.

Ma secondo Rutte sull'Artico, Trump e altri leader hanno ragione: vanno protette le nuove rotte marittime dall'influenza crescente di Russia e Cina. Sette degli otto Paesi affacciati sull'Artico sono nella Nato (inclusi Finlandia, Svezia, Norvegia, Danimarca, Islanda, Canada e Usa), mentre la Russia è l'unica esclusa; la Cina agisce come un nono attore. I rappresentanti Nato hanno deciso a settembre di rafforzare la difesa collettiva della regione artica.

Il segretario generale ha inoltre ricordato che il principale punto di frizione tra Usa e Nato, sin dai tempi di Eisenhower, è la spesa difensiva: gli Stati Uniti investono il 3,5% del PIL, contro una media europea del 2%.

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Turismo, AG Group annuncia l'integrazione tra le sue tre divisioni

Milano, 21 gen. (askanews) - AG Group, realtà a capitale italiano che opera nel settore dell'ospitalità e del turismo inbound, ha annunciato una nuova fase di integrazione tra le diverse aree di attività: AG Hotels, AG Boutique Journey e AG Hotel Consulting.

"Sotto il gruppo AG Group - ha detto ad askanews Andrea Girolami, presidente e amministratore delegato - abbiamo tre linee di business distinte e integrate tra di loro. C'è l'attività hospitality, c'è l'attività travel e l'attività della consulenza. Queste tre linee di business sostanzialmente collaborano tra loro in maniera diretta con un modello commerciale integrato".

AG Group ha chiuso il 2025 con un fatturato consolidato di 47,5 milioni di euro e prevede di raggiungere 88,8 milioni di euro nel 2026: numeri che si basano su una visione dell'idea stessa di ospitalità. "La nostra idea di hospitality - ha aggiunto il manager - è quella di offrire ai nostri ospiti un'esperienza nuova. Come dico sempre, gli alberghi sono come delle scatole, ma le scatole vanno riempite di contenuti, quindi cerchiamo di far sì che all'interno delle strutture i nostri ospiti possano avere un'esperienza che possa creare un ricordo, un ricordo nel corso del tempo legato ai momenti vissuti con la famiglia, vissuti con i figli. Diciamo, un po' al di là degli schemi tradizionali, anche perché sta sempre cambiando in ottica evolutiva un po' il concetto dell'ospitalità stessa".

AG Group è impegnato in un percorso di sviluppo trasversale, orientato a un posizionamento sempre più focalizzato sul segmento d'alta gamma in modo coerente a tutte le divisioni. Dalla gestione alberghiera al tour operating, fino alla consulenza, AG Group vuole rafforzare un'offerta integrata rivolta a una clientela internazionale. Nel corso del 2026, il portafoglio delle strutture in gestione diretta - oggi composto da 6 hotel - si arricchirà di nuovi hotel 5 stelle Lusso, rafforzando la presenza del gruppo a Roma, oltre a includere destinazioni come il Salento e soprattutto l'Umbria. "Visitando l'Umbria, cercando un'opportunità - ha concluso Andrea Girolami - mi sono innamorato di questa struttura, questo vecchio monastero di San Clemente e da lì è nata l'idea di fare un progetto completamente nuovo. Il nostro approccio al turismo è sempre un approccio molto sartoriale, quindi procediamo dalle logiche industriali, cerchiamo sostanzialmente di offrire qualcosa di diverso e fatto su misura".

Sul piano di medio-lungo periodo, AG Group punta a raggiungere una capacità complessiva di circa 1.000 chiavi entro il 2028, attraverso un totale di 16 hotel. A supporto di questo percorso, la struttura del gruppo passerà dagli attuali 260 collaboratori a oltre 560 persone nel 2026, grazie all'apertura delle nuove strutture.

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