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Febbre e dolore: Motore Sanità contro l'uso improprio dei FANS

di TMNews giovedì 22 gennaio 2026
3' di lettura

Roma, 22 gen. (askanews) - Il recente report Osmed, l'Osservatorio Nazionale sull' Impiego dei Medicinali dell'Agenzia Italiana del Farmaco, evidenzia una situazione preoccupante riguardo al persistente uso inappropriato, in particolare per il dolore cronico, dei Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei, i cosiddetti FANS, impiegati per il dolore e per abbassare la febbre, con il loro consumo aumentato dell'1,2%. L'analisi Real world condotta su oltre 12 milioni di assistiti evidenzia che nell'84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate. Anche nell'impiego pediatrico un recente studio Real word condotto in Italia, evidenzia che i costi della gestione dell'inappropriatezza e delle sue complicazioni cliniche per i circa 160 mila pazienti pediatrici dimessi con diagnosi associabili all'uso di farmaci per febbre e dolore, arrivano a 2 milioni di euro. Sulla base di queste evidenze Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha organizzato l'incontro 'Appropriatezza e corretta informazione nella febbre e dolore. Un'urgenza sociale e assistenziale', con esperti e istituzioni per una corretta informazione, indispensabile nella gestione del dolore cronico, che in Italia colpisce 13 milioni di persone. Investire sul coordinamento tra professionisti attraverso i nuovi modelli organizzativi delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT); sull'educazione sanitaria e su una comunicazione chiara, scientificamente fondata, che disinneschi la pericolosità delle fake news significa migliorare la qualità dell'assistenza ai cittadini sul territorio. Abbiamo parlato con Nicola Calabrese, vicesegretario Nazionale FIMMG:

"La relazione di cura che si instaura sin dai primi giorni di vita tra le famiglie e il pediatra di famiglia è fondamentale per le prescrizioni che il bambino avrà durante la sua crescita. Sempre di più bisogna fare riferimento al pediatra curante, perché è lui che in scienza e coscienza prescrive sulla base delle evidenze scientifiche i farmaci migliori, più tollerati e più maneggevoli per i propri bambini. Per cui è fondamentale che si eviti l'autoprescrizione e che le famiglie si rechino in farmacia per prendere i farmaci magari suggeriti dal vicino di casa, perché il più delle volte non si basano su quelle evidenze che sono fondamentali perché un farmaco faccia effetto".

Per evitare l'automedicazione nei piccoli pazienti ed indicare come e quando un farmaco vada usato in modo appropriato è fondamentale valorizzare il ruolo del pediatra come primo riferimento nel rapporto medico /genitore. È poi intervenuto Antonio D'Avino, presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri:

"Per noi la gestione della cronicità e quindi anche di questo tema ha tre livelli, una questione di appropriatezza clinica, quindi competenza, conoscenza, aggiornamento, appropriatezza organizzativa che significa mettere a punto sistemi di organizzazione dove la medicina generale non può essere assolutamente autoreferenziale ma deve avere punti di riferimento anche di secondo, terzo livello per le patologie, per le situazioni più complesse e poi ci sta la questione della corretta informazione che deve essere fatta con i giusti canali e dove chiaramente l'elemento organizzativo, l'aggregazione dei medici che mettono insieme competenze, personale, sistemi, anche tecnologici può essere l'elemento aggiunto. La febbre e il dolore non sempre hanno bisogno del FANS, anzi in molti casi il FANS è un farmaco di secondo o terza scelta e come dire bisogna sempre valutare il famoso equilibrio rischio-beneficio per cui l'interesse è sempre quello di usare lo strumento corretto, lo strumento giusto per il paziente in maniera personalizzata".

Una problematica sanitaria e sociale crescente quella dell'uso inappropriato dei FANS, per questo Motore Sanità mira a promuoverne un uso corretto, ribadendo la centralità del medico curante, combattendo l'automedicazione e la disinformazione causata dalle fake news.

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La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: "Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra".

"Questo è un film su un'intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato". L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. "Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze - dice - ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo". E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:

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