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Chirurgia robotica in continua evoluzione

di TMNews giovedì 22 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 22 gen. (askanews) - Correre e fare attività sportiva senza preoccupazioni. Alessia, paziente all'Humanitas Gavazzeni di Bergamo, centro di eccellenza per la cardiochirurgia robotica, è stata operata per una patologia cardiaca invalidante ed è tornata alla vita quotidiana.

E' uno dei tanti casi che hanno beneficiato di questo tipo di intervento. La sua storia è stata raccontata in un video della campagna lanciata da Aiop Lombardia per raccontare le eccellenze della sanità regionale.

L'innovazione e la tecnologia, unite alle capacità chirurgiche del professionista hanno permesso di fare il salto di qualità. I vantaggi della cardiochirurgia robotica per il paziente sono molteplici, ovviamente clinici, ma anche legati al dolore post operatorio.

I vantaggi dell'utilizzo del robot sono naturalmente anche per il chirurgo. Da tenere in considerazione anche il beneficio di carattere psicologico. I tempi di recupero, rispetto al passato e alla chirurgia tradizionale, sono più veloci. La robotica ha dunque rivoluzionato il comparto chirurgico.

In Humanitas Gavazzeni il robot viene utilizzato anche per chirurgia vertebrale, ortopedica in particolar modo anca e ginocchio, chirurgia toracica, chirurgia bariatrica, proctologia e chirurgia urologica. La tecnologia, unità alla professionalità del chirurgo, garantisce performance migliori in un'ottica di salvaguardia della salute del paziente, come spiegano il dottor Alfonso Agnino, responsabile della Cardiochirurgia robotica in Humanitas Gavazzeni, e il professor Angelo Porreca, responsabile dell'Unità di Urologia presso Humanitas Gavazzeni e Castelli.

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La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: "Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra".

"Questo è un film su un'intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato". L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. "Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze - dice - ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo". E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:

"Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l'inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni".

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