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Gaza, Israele accetta una riapertura parziale del valico di Rafah

di TMNews lunedì 26 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 26 gen. (askanews) - Nelle immagini, camion carichi di aiuti e materiali da costruzione in coda davanti al valico di Rafah, sul lato egiziano, in attesa del via libera per entrare a Gaza.

Israele ha accettato di aprire il valico tra la Striscia di Gaza e l'Egitto una volta concluse le ricerche dell'ultimo ostaggio deceduto ancora da recuperare, Ran Gvili. Lo ha annunciato l'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Nethanyahu, su X. Per ora ha acconsentito ha un'apertura "parziale".

"Come parte del piano in 20 punti del presidente Trump, Israele ha accettato una riapertura limitata del valico di frontiera, riservato ai pedoni e soggetto a un meccanismo di ispezione israeliano completo".

L'apertura del passaggio - ha precisato Israele - è subordinata al fatto che Hamas compia uno sforzo "al 100 per cento" per individuare il corpo, non è condizionata al suo effettivo ritrovamento. Il lato di Gaza del valico, sotto controllo militare israeliano, è rimasto uno degli elementi chiave ancora irrisolti del cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti nell'ottobre scorso. La sua riapertura è richiesta da tempo dalle Nazioni Unite e dalla comunità umanitaria. Secondo i media israeliani anche gli emissari del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, hanno esortato Netanyahu a riaprirlo senza aspettare la restituzione della salma.

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Gerusalemme, 26 gen. (askanews) - La Corte suprema israeliana ha tenuto un'udienza sul ricorso presentato dalla Foreign Press Association, che rappresenta i media internazionali in Israele e nei Territori palestinesi. L'organizzazione chiede l'accesso indipendente dei giornalisti alla Striscia di Gaza. La decisione è attesa nei prossimi giorni.

"Abbiamo presentato questo ricorso nel settembre 2024 e da allora ci battiamo perché ai giornalisti sia consentito entrare a Gaza - dice Tania Kraemer, presidente Foreign Press Association -. Oggi per noi è stata una giornata molto importante e confidiamo che la Corte consenta ai reporter di lavorare in modo indipendente".

"Siamo soddisfatti dell'udienza di oggi. I giudici hanno ascoltato, hanno posto domande e ci hanno dato la possibilità di esporre le nostre ragioni. Siamo fiduciosi - afferma Josef Federman, vicepresidente Foreign Press Association - che la Corte prenda la decisione giusta e permetta ai giornalisti di fare il loro lavoro a Gaza".

Gilead Sher, legale Foreign Press Association: "La Corte suprema ha appena esaminato il caso e riteniamo sia in grado di trovare un equilibrio tra le esigenze di sicurezza e la libertà di stampa, di espressione e di informazione indipendente. Attendiamo la decisione, che dovrebbe arrivare entro pochi giorni".

Per Thibaut Bruttin, direttore generale Reporters Sans Frontières, "è stata un'udienza decisiva per un procedimento che si trascina da tempo, con nove rinvii e ulteriori ritardi. Il divieto imposto dall'esercito israeliano alla stampa internazionale non è comprensibile secondo gli standard internazionali della libertà di informazione". "Il dibattito deve spostarsi dal 'no' all'accesso a Gaza al 'come'. La stampa internazionale chiede di entrare in modo indipendente, non come embedded e non passando da Rafah. Se queste condizioni non vengono garantite, sorge il dubbio che si voglia impedire la copertura di ciò che accade nella Striscia".

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Roma, 26 gen. (askanews) - La Commissione europea ha avviato una nuova indagine formale su X, il social di Elon Musk; nel mirino, il sistema di intelligenza artificiale Grok.

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Mega gonfiabili di Trump e Putin: protesta di Greenpeace a Bruxelles

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Elezioni Giappone, premier Takaichi promette cambio politica fiscale

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"Sosterrò un cambiamento radicale verso una politica fiscale responsabile e proattiva. Ciò è essenziale per rendere l'arcipelago giapponese più forte e prospero. In particolare, abbiamo bisogno di investimenti per la gestione delle crisi, per ridurre al minimo i rischi, e di investimenti per la crescita, per garantire la crescita futura".

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