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Micaela Ramazzotti: la mia Elena, donna libera, contro l'indifferenza

di TMNews lunedì 26 gennaio 2026
1' di lettura

Roma, 26 gen. (askanews) - Micaela Ramazzotti porta sullo schermo Elena Di Porto, una donna ebrea ribelle, anticonvenzionale, realmente esistita, che sfidò il regime fascista e l'occupazione nazista. Il film di Stefano Casertano "Elena del ghetto", nei cinema dal 29 gennaio, è ambientato a Roma tra il 1938 e il 1943.

Indipendente, libera, vestita sempre in pantaloni, tira di boxe, sfida gli uomini a biliardo, e nel ghetto è conosciuta come "Elena la matta". E' una donna coraggiosa, non teme lo scontro con i fascisti e con l'arrivo dei nazisti entra nella Resistenza. "Difendeva le persone, poi pagava, perché è andata tante volte al confino, è stata internata a Santa Maria della Pietà, quindi lei pagava sempre. - ha spiegato Ramazzotti - Però poi tornava, con il suo ghigno, con la sua aria sempre, comunque, allegra, e con un pizzico anche di ironia che comunque colpiva sempre tutti".

Elena di Porto fu una delle prime persone a scoprire i preparativi per il rastrellamento del ghetto del 16 ottobre del 1943. "Lei era così forte, così lungimirante, così attenta agli altri, che era considerata matta, come tutte le persone che escono fuori dagli schemi. - ha detto l'attrice - Elena non era indifferente, in un clima di paura, di guerra, lei non era indifferente a ciò che accadeva. L'indifferenza è una delle cose più brutte che può abitare l'essere umano".

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Mentre cresce infatti la pressione politica per un'inchiesta completa sull'operato delle forze federali di controllo sull'immigrazione, l'ICE, rivela il Washington Post, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato lunedì l'invio in Minnesota di Tom Homan, ex direttore ICE e dal 2024 responsabile dei confini nazionali, per questo soprannominato "Zar delle Frontiere": "Tom è duro ma giusto e riferirà direttamente a me", ha scritto il presidente americano sul proprio profilo Truth.

Domenica in conferenza stampa il governatore Tim Walz, ha chiesto di ritirare gli agenti federali dispiegati nell'operazione "Metro Surge" dal Minnesota:

"Cosa dobbiamo fare per mandar via questi agenti federali dal nostro Stato. Paura, violenza e caos è tutto quello che volevate da noi? Avete chiaramente sottostimato la gente di questo Stato", ha affermato.

"Crediamo nell'ordine pubblico in questo Stato. Crediamo nella pace. E crediamo che Donald Trump debba ritirare questi 3.000 agenti non addestrati dal Minnesota prima che uccidano un'altra persona", ha affermato perentorio, con Pretti ucciso a meno di tre settimane dalla morte di Renée Good il 7 gennaio.

Le immagini analizzate dai media mostrano che Pretti era stato immobilizzato a terra e disarmato prima di essere colpito più volte. Le autorità locali hanno precisato che l'uomo aveva un regolare permesso per portare l'arma e che in Minnesota è consentito il porto a vista.

Il controverso capo della Border Patrol, Gregory Bovino, ha annunciato che gli agenti coinvolti non sono stati sospesi ma trasferiti fuori dall'area di Minneapolis per motivi di sicurezza. Secondo Bovino, l'indagine della sicurezza interna si concentrerà sul numero di colpi esplosi e sulla posizione delle armi, aggiungendo che Pretti avrebbe interferito con un'operazione di polizia "legale ed etica".

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"Io sono aperto a ogni confronto, non sono attaccato al testo mio, ce ne sono 7-8, l'importante è una sintesi, magari con l'unanimità, e fare una legge che riguardi l'antisemitismo, non confondere mille argomenti. Questa deve essere una legge che sanzioni in maniera più severa l'antisemitismo che purtroppo ha ripreso corpo e presenza nel dibattito e nella polemica quotidiana. E questo non si può sopportare in maniera inerte", ha aggiunto.

"Mi pare che la maggior parte dei testi siano orientati soprattutto nel ricevimento di una dichiarazione internazionale che già il governo Conte riprese e dà dell'antisemitismo una definizione che a livello internazionale è stata accolta da molti Paesi e quindi è una legge di principio, non cancella questa piaga però fa capire quanto sia grave la discriminazione", ha aggiunto Gasparri.

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