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Kiev al buio e al freddo, gli anziani resistono senza riscaldamento

di TMNews mercoledì 28 gennaio 2026
1' di lettura

Kiev, 28 gen. (askanews) - Attacchi russi contro le infrastrutture elettriche e di riscaldamento hanno riportato Kiev nel buio e nel gelo. Con temperature sotto lo zero, migliaia di anziani vivono senza elettricità né riscaldamento e ricorrono a soluzioni di fortuna per superare l'inverno.

"Aiutiamo persone anziane che vivono da sole e in condizioni economiche difficili, con pensioni molto basse. Le sosteniamo con pacchi alimentari, beni di prima necessità e kit per il freddo. E cerchiamo di rispondere anche ad altri bisogni", spiega Alina Diatchenko, volontaria, direttrice di programma della fondazione Starenki. "Quando arriviamo, ci fermiamo anche a parlare. È molto importante: non solo il cibo, ma l'attenzione. Anche solo dieci o quindici minuti per chiedere come stanno. Per molti anziani siamo l'unica persona che vedono da tempo".

"Queste sono le borse dell'acqua calda. Mi vesto molto pesante, a strati, con due o tre maglioni - dice Esfir Roudminska, pensionata, 88 anni - E Galochka, l'assistente sociale, cambia l'acqua calda ogni due ore. È così che riesco a scaldarmi".

Natalia Shevchenko, pensionata, 75 anni: "Mi metto un maglione, una giacca e resto seduta. Di notte uso cinque coperte. Girarsi è difficile, ma almeno si resta al caldo".

"L'acqua è stata tagliata, non c'è riscaldamento e non c'è elettricità- aggiunge Evguénia Iaromina, pensionata, 89 anni - E adesso hanno iniziato anche a ridurre molto l'illuminazione".

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Crosetto: presto in Parlamento bozza legge revisione della Difesa

Roma, 28 gen. (askanews) - "In linea con quello che stanno facendo i nostri Alleati, il Ministero della Difesa, oltre allo studio su un incremento degli organici del modello professionale, sta sviluppando il concetto di riserva volontaria, su cui sono intervenuto da tempo, una risorsa che occorre sia moderna, flessibile, composta da cittadini che mettono a disposizione dello Stato competenze oggi decisive, dalla cybersecurity alle tecnologie digitali, dallo spazio all'intelligenza artificiale".

Così oggi in Aula il ministro della Difesa Guido Crosetto ha spiegato che non si tratta di un qualcosa, finalizzato a sopperire la temporanea indisponibilità di personale militare e professionale, che ovviamente non può continuare a diminuire, ma un "ponte tra forze armate e società", capaci di rafforzare non solo la difesa ma anche quella cultura della sicurezza, protezione e difesa che è fondamentale.

"A questa riserva il mio proposito è affiancare anche contingenti di personale ausiliari, ad esempio da reclutare nell'Arma dei Carabinieri, a supporto della sicurezza interna, mettendo a disposizione professionalità più specializzate per questa esigenza, liberando progressivamente risorse per gli impegni oggi crescenti delle altre Forze Armate. Lo sviluppo di questo modello è uno dei temi centrali affidati a un comitato strategico che ho avviato il 16 gennaio scorso, con la partecipazione di tutti i rappresentanti delle forze armate e il compito di definire una bozza di disegno di legge di revisione complessiva della Difesa, una bozza di legge che sarà al più presto inviata e illustrata al Parlamento, non soltanto dal Governo ma dagli stessi rappresentanti delle Forze Armate, perché voglio che siano proprio coloro che operano sul campo a indicare a quest'Aula, con chiarezza, la necessità delle risposte di cui hanno bisogno per proteggere e difendere il loro Paese e le loro istituzioni", ha aggiunto il ministro.

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Il regista dissidente Ali Asgari: in Iran situazione molto difficile

Roma, 28 gen. (askanews) - Atteso in Italia per la promozione del film "Divine Comedy", il regista dissidente Ali Asgari non ha potuto lasciare Teheran, a causa della cancellazione del suo volo durante le giornate drammatiche degli scontri in piazza e dei massacri ordinati dal regime degli ayatollah. Con il Paese completamente isolato dal blocco di internet e delle linee telefoniche voluto dal governo, Asgari è rimasto a lungo irraggiungibile e solo ora è riuscito a comunicare di stare bene e a inviare un videomessaggio agli spettatori italiani del suo film.

"Dovevo essere in Italia per presentare il mio film, 'Divine Comedy', volevo stare lì con voi per vederlo insieme e parlarne, ma purtroppo in questo momento in Iran la situazione è molto difficile, molto complicata - ha detto - ci sono state delle proteste per le strade di Teheran e sono state commesse ovunque violenze. Tantissime persone sono state uccise: giovani, bambini, uomini e donne. Per me non è stato possibile venire in Italia, né comunque sarei stato capace di parlare del mio film, con quello che intanto stava succedendo in Iran. Con questo videomessaggio volevo ringraziare tutti gli spettatori italiani che hanno visto il film al cinema, anche per i bei messaggi che mi hanno inviato: il pubblico italiano è sempre stato molto gentile con me, è un pubblico che conosce bene il cinema, soprattutto il cinema d'autore e lo ringrazio molto".

Asgari da giovane ha studiato a Roma, imparando l'italiano, e non a caso l'Italia è il primo paese in cui 'Divine Comedy' è stato distribuito, dopo il successo della première alla Mostra del Cinema di Venezia. Il videomessaggio del regista sarà ora proiettato prima del film nelle sale che lo programmano.

"Divine Comedy" è la storia di Bahram, un regista quarantenne i cui film non hanno mai ricevuto il permesso per essere proiettati in Iran. Dopo l'ennesimo rifiuto da parte del Ministero della Cultura, decide di lanciarsi in una sfida: accompagnato in vespa da Sadaf, la sua produttrice dalla lingua tagliente, intraprende una missione clandestina per presentarlo finalmente al pubblico iraniano, eludendo la censura, l'assurda burocrazia del paese e i suoi stessi dubbi.

Regista, sceneggiatore e produttore, Ali Asgari è una figura di spicco del cinema iraniano, da sempre impegnato a raccontare la precarietà della vita di chi è ai margini della società del suo paese.

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Maltempo, Meloni: prevenzione ha funzionato, non piangiamo vittime

Roma, 28 gen. (askanews) - "Voglio ringraziare Fabio Ciciliano e la Protezione civile per un lavoro che è stato fatto, intanto di prevenzione, perché i piani di prevenzione hanno funzionato bene e questa è la ragione per cui noi oggi parliamo di ricostruire e non piangiamo delle vittime".

Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione avuta alla Capitaneria di porto di Catania.

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Niscemi, Meloni: l'obiettivo è lavorare e dare risposte in velocità

Roma, 28 gen. (askanews) - "Ci siamo dati appuntamento tra massimo due settimane sperando che chiaramente le condizioni meteo permettano soprattutto alla sabbia e all'argilla di asciugarsi e quindi di sedimentarsi", "chiaramente siamo intenzionati, io sono intenzionata, a dare risposte immediate". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della riunione avuta alla Capitaneria di porto di Catania dopo un sopralluogo nelle zone colpite dal maltempo in Sicilia.

"Voi - ha aggiunto - sapete meglio di me, perché in questo territorio ci vivete, che Niscemi non è nuova a questi disastri e il sentimento della popolazione rispetto a quello che è accaduto nel 1997 con indennizzi che sono arrivati dopo 14 anni e definitivamente anche dopo 28 anni" ha "impattato giustamente sui cittadini e sulla aspettativa che hanno dalla politica. Mi piacerebbe che insieme disegnassimo una storia completamente diversa e quindi il mio obiettivo è lavorare in velocità e dare risposte in velocità" ha proseguito.

"Chiaramente per fare questo - ha sottolineato - serve una filiera. Non è una cosa che posso fare io da sola, che può fare il governo da solo, che può fare il ministro Musumeci da solo, che può fare il presidente Schifani da solo. Serve che ci lavoriamo tutti insieme in buona fede evitando le polemiche perché qui tutti quanti abbiamo la stessa responsabilità, lo stesso obiettivo che è dare risposte ai nostri cittadini".

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