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Il Luiss Hub di Milano apre alla città con "Il tuo mondo, domani"

di TMNews giovedì 29 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 29 gen. (askanews) - Al Luiss Hub di Milano prende il via "Il tuo mondo, domani", il ciclo di interviste aperte alla città che dà voce ai protagonisti della cultura, della società e della scienza italiana. Primo ospite della rassegna è stato Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala.

A presentare l'iniziativa, il presidente della Università Luiss, Giorgio Fossa, che ha sottolineato il senso dell'apertura alla città: "Avevamo un impegno con il Comune di Milano che finalmente vogliamo onorare, quello di aprire questo hub anche alla cittadinanza. Come abbiamo deciso di aprirlo? Con una serie di incontri con personaggi che sono di riferimento nel loro settore a Milano".

Protagonista del primo incontro, Ortombina ha riflettuto sul ruolo della cultura come elemento fondante della vita collettiva: "La comunità non rimane una comunità se non si sviluppa e non può che svilupparsi attraverso una piena coscienza della propria identità, che non può che essere coltivata se non attraverso la ricerca, la formazione e la valorizzazione della cultura".

A dialogare con Ortombina, l'editorialista del Corriere della Sera Massimo Nava, curatore del ciclo, che ha spiegato lo spirito della rassegna: "Questa è un'iniziativa per aprire il nuovo hub all'incontro con tanti attori di una città come Milano, fatta di imprenditoria, cultura, scienze, mercato, moda, di tante cose. E tutti questi settori e attori diventano per una sera protagonisti qui all'Ateneo di Milano".

All'incontro ha partecipato anche Rita Carisano, direttore generale della Luiss. Il ciclo proseguirà nei prossimi mesi con ospiti del mondo del cinema, dell'informazione, della salute, della moda e del volontariato. Tra i nomi annunciati, l'attrice Cristiana Capotondi, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, il co-fondatore della Comunità di Sant'Egidio monsignor Vincenzo Paglia, la top manager Sabina Belli e il chirurgo Paolo Veronesi.

Il Milano Luiss Hub, nato nel 2017 dalla collaborazione tra Comune di Milano, Università Luiss, Fondazione Giacomo Brodolini e Italiacamp, porta così il dibattito fuori dai luoghi consueti e lo rimette al centro della città. Con un appuntamento mensile in cui Milano si racconta attraverso le voci di chi ne interpreta il presente, tra cultura, scienza e responsabilità pubblica.

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Le (tante) Metafisiche e l'immaginario, tra de Chirico a Vezzoli

Milano, 29 gen. (askanews) - Un'idea di Metafisica che esce dalle normali classificazioni artistiche e si trasforma a Milano in un progetto espositivo polifonico, "Metafisica/Metafisiche", parte dalla mostra allestita a Palazzo Reale, che cerca la lezione del movimento in molti artisti diversi, per arrivare ai capitoli espositivi che coinvolgono altre tre istituzioni: Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia.

"La Metafisica - ha detto ad askanews Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento - è una qualità dell'immaginario e quindi è qualcosa che si estende fino alla nostra attualità, fino alla nostra contemporaneità. E questo è il senso anche di una mostra che si intitola Metafisica e Metafisiche. Capire questa disseminazione, capire perché il nostro immaginario è sempre soprattutto legato a quello dell'arte nel superare la contingenza del nostro tempo storico e immaginare cose che vanno al di là delle cose fisiche".

A Palazzo Reale l'esposizione "Modernità e malinconia" è curata da Vincenzo Trione e si presenta come un grande momento di riflessione su più livelli temporali, che coinvolge ovviamente de Chirico, per esempio con un dipinto epocale come "Le Muse inquietanti", poi propone alcuni splendidi Savinio e arriva fino a Giulio Paolini e Francesco Vezzoli, che forse come metafisici non si erano pensati. Ma il risultato è accattivante e funziona, anche nella prospettiva dei Giochi olimpici invernali che porteranno a Milano persone da tutto il mondo. Ma alla fine, che cos'è questa Metafisica?

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"L'obiettivo principale di questo progetto che ho perseguito per tanto tempo - ha detto ad askanews Umberto Marroni, amministratore delegato del Fondazione Mattatoio di Roma - è stato quello di dare a Roma finalmente un luogo esclusivamente dedicato alla fotografia che in tutte le capitali europee ci sta e qui mancava. Oggi andiamo quindi a colmare questo ruoto, questo gap: questo è un po' il primo obiettivo. Il secondo obiettivo è di fare un centro della fotografia che sia sostanzialmente un luogo dove si vedono le mostre, ma con una visione sia internazionale sia su Roma e sia locale. L'altra cosa è anche fare un luogo anche di studio, di ricerca, tant'è che già da oggi è aperta la biblioteca del Centro della fotografia di Roma".

La vocazione internazionale si declina nella collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, ma anche, più sottilmente, nella natura stessa dello spazio, nel modo in cui accoglie le opere e le visioni degli artisti. E per la città di Roma è un'importante novità nell'offerta culturale, oltre che un segno di attenzione della politica verso la fotografia.

"Qui nel Mattatoio di Testaccio che ricorda una memoria dell'architettura romana e italiana di Gioacchino Ersoch, uno degli ultimi grandi architetti pubblici - ha aggiunto il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone - arriviamo con uno spazio di stile nazionale ed europeo, veramente un bellissimo spazio che può ospitare mostre internazionali ed europee come quella che ospita l'inaugurazione o italiane appunto insieme. In più, come presidente della Commissione di Cultura della Camera, oggi stiamo sostenendo la fotografia, c'è un bando nazionale di 3 milioni a decorrere, ogni anno il 2025, e 2026 per la fotografia e c'è anche una proposta di legge per il museo fotografico nazionale".

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