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Antifascista tedesca in tribunale a Budapest: in catene come Salis

di TMNews mercoledì 4 febbraio 2026
2' di lettura

Budapest, 4 feb. (askanews) - Un'attivista antifascista tedesca, Maja T., 25 anni, persona non binaria, compare in tribunale in Ungheria in catene, accusata di aver preso parte alle violenze avvenute in vista di una commemorazione di estrema destra in onore dei soldati nazisti a Budapest nel 2023. I pubblici ministeri sostengono che l'attivista tedesca fosse uno dei 19 membri di un gruppo multinazionale di estrema sinistra che si è recato in Ungheria e ha aggredito nove persone identificate come estremisti di estrema destra. Maja T. rischia fino a 20 anni di carcere, la sentenza è attesa oggi.

Fuori dal tribunale mercoledì, la polizia ha fatto da cordone tra i sostenitori che parlavano con i giornalisti e un gruppo di manifestanti di estrema destra. Il padre di Maja T, originaria di Jena, Wolfram Jarosch, ha detto che sua figlia non ha aggredito nessuno, ha chiesto giustizia e ha parlato di un processo farsa.

Maya T. è accusata di avere partecipato alle violenze in vista della commemorazione annuale del "Giorno dell'Onore" a Budapest nel 2023, quando gruppi di estrema destra commemorano il fallito tentativo di evasione delle Waffen-SS e delle truppe ungheresi alleate nel 1945, dopo che la città era stata circondata dalle truppe sovietiche. L'europarlamentare italiana Ilaria Salis è stata arrestata con accuse simili.

La Corte Costituzionale tedesca ha stabilito che Maja T. correva il rischio di subire un trattamento discriminatorio in quanto persona non binaria in Ungheria e non doveva essere estradata. Ma la sentenza è arrivata troppo tardi per impedire la consegna.

La polizia della Sassonia aveva già consegnato Maja T. alle autorità ungheresi in elicottero durante un'operazione notturna, che, secondo quanto riferito ad Afp, era necessaria per prevenire "disordini" da parte di attivisti di sinistra.

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A Palazzo Citterio William Kentridge in Sala Stirling

Milano, 4 feb. (askanews) - In occasione della presentazione a Palazzo Citterio dell'installazione video di William Kentridge More Sweetly Play the Dance insieme con il progetto inedito dedicato a Giorgio Morandi Remembering Morandi in Sala Stirling, il Direttore generale della Grande Brera, Angelo Crespi, ha illustrato ad askanews l'offerta culturale per il mese di febbraio della Pinacoteca e soprattutto di Palazzo Citterio in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026.

"In questi giorni la Grande Brera presenta al pubblico tante cose e tutte di altissimo livello. Abbiamo prorogato, visto il successo incredibile, la mostra di Armani in Pinacoteca. Abbiamo aperto una grande antologica dedicata a Giovanni Gastel che è uno degli artisti più amati, dei fotografici più amati, da noi milanesi. È un antologica che racconta tutta questa vita incredibile di questo fotografo. Abbiamo anche all'ingresso di Palazzo Citterio una mostra di Debora Hirsch, Vanishing Trees che è una mostra digitale, ma anche con una piccola parte fisica, dedicata agli alberi che stanno svanendo: le specie arboree che sono sopravvissute ormai da 300-400 milioni di anni, penso al ginkgo biloba, ben rappresentato all'Orto Botanico di Brera, che ha collaborato con Deborah Hirsch sulla mostra. È una mostra che ha una forte carica immersiva, ma anche una forte componente concettuale, proprio perché fa parlare gli alberi".

Ha poi concluso Angelo Crespi - "La mostra di William Kentridge è una piccola tappa ulteriore, ma molto suggestiva della mostra che c'è a Palazzo Reale Metafisica / Metafisiche ed è un'installazione immersiva di forte impatto, anche emotivo che possiamo vedere nella Sala Stirling, quindi nell'ipogeio di Palazzo Citterio. Siamo anche molto orgogliosi, William Kentridge è stato anche da noi in visita, ha curato l'installazione della propria opera e con lui abbiamo potuto visitare le due splendide collezioni, gli esibitali di Palazzo Citterio, ed è incredibile come il lavoro di Morandi, ormai scomparso da 50 anni, in qualche modo riesca a influenzare così tanto anche l'arte successiva fino a un'artista supercontemporaneo come Kentridge. Questa capacità introspettiva di Morandi dove non c'è retorica, non c'è lirica, ma c'è la capacità di guardare all'oggetto e farlo vivere, questa anche sua, come dice Trione, vocazione quasi monacale del lavoro, ha influenzato tantissimi artisti del contemporaneo fino ad arrivare a Kentridge che è almeno dagli anni 2000 che sta riflettendo sulla questione Morandi. Ci fa davvero piacere che, forse uno dei più grandi artisti del contemporaneo, lavori ancora con così tanta acribia e metodicità su un artista ormai storiciizzato nel Novecento".

L'intervento di William Kentridge, visitabile dal 6 febbraio al 5 aprile 2026, si articola in due momenti: una videoinstallazione sonora e una sequenza di sculture in cartone, che reinterpreta poeticamente gli oggetti d'uso quotidiano, protagonisti delle nature morte di Morandi. Un modo per avviare un dialogo ideale con le opere metafisiche del maestro bolognese conservate a Palazzo Citterio.

Vanishing Trees di Debora Hirsch nel ledwall della biglietteria a pian terreno di Palazzo Citterio resta visibile fino al 15 aprile 2026: na installazione site-specific, a cura di Clelia Patella, un progetto di Palazzo Citterio e MNAD - Museo Nazionale dell'Arte Digitale, in collaborazione con l'Orto Botanico di Brera dell'Università degli Studi di Milano e con il supporto scientifico del New York Botanical Garden, che intreccia arte digitale, scienza e memoria. L'opera reinterpreta, attraverso tecnologie generative, le immagini di tre alberi che sono in via di estinzione in natura - ginkgo biloba, pterocarya fraxinifolia e torreya taxifolia -, custoditi dall'Orto Botanico di Brera e classificati dalla IUCN, trasformandoli in presenze vive, testimoni di un mondo che resiste al tempo e all'oblio.

La mostra Giovanni Gastel. Rewind visitabilefino al 26 luglio 2026, curata da Uberto Frigerio, realizzata con l'Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l'Agenzia Guardans-Cambò, si presenta come un viaggio emotivo e immersivo che consente di rivedere la sua intera carriera da una nuova prospettiva, non cronologica ma tematica, poetica e profondamente personale. Il percorso espositivo, allestito da Gianni Fiore, si sviluppa assecondo piano di Palazzo Citterio attraverso oltre 250 immagini, dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle polaroid ai Fondi oro, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo, a cui si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro. Per la prima volta, una mostra proporrà alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, che sono state da sempre parti integranti del suo immaginario.

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Parla Save Ukraine: è l'inverno più duro a Kiev ma restiamo uniti

Milano, 4 feb. (askanews) - "Noi resistiamo uniti. La società ucraina ha saputo adattarsi persino alla guerra. Ci aiutiamo a vicenda. E vedere bambini al caldo e anziani salvati, ci dà forza".

Save Ukraine è la più grande organizzazione ucraina che salva i bambini deportati in Russia, così come bambini che rimangono nei territori ucraini temporaneamente occupati e nelle zone di combattimento attive. Ha salvato oltre 1.138 persone di cui 190 orfani, fornendo centri di accoglienza, supporto psicologico, legale e riabilitativo, soprattutto per bimbi con disabilità. Gestisce 21 centri diurni per famiglie vulnerabili in tutta l'Ucraina. Il numero totale di persone aiutate dall'organizzazione Save Ukraine è di oltre 100.000.

"Abbiamo più di 300 persone nel nostro staff all'interno dell'Ucraina. Interessante è che più di metà della nostra squadra, anzi di più, sono IDP, ovvero persone evacuate da noi. Il nostro scopo è appunto trovare per loro posti di lavoro, e quindi coinvolgerli".

Olga Filina , project manager di Save Ukraine ci parla dell'inverno più duro degli ultimi 4 anni e mette in luce quanto il lavoro di Save Ukraine sia centrale in questi giorni così duri.

"Quest'anno - ci spiega - abbiamo l'inverno più duro: temperature bassissime e attacchi continui che distruggono il sistema energetico. Grandi città come Kiev e l'Ucraina occidentale subiscono blackout prolungati, senza elettricità, caldo o acqua. È pericoloso per la vita, specialmente per gli anziani soli in casa, senza possibilità di uscire o conservare cibo".

In tutta l'Ucraina, non solo le organizzazioni governative, ma anche quelle non governative, creano speciali punti di supporto per tutte le persone che ne hanno bisogno.

Prima di tutto, per riscaldarsi. In Ucraina vengono chiamati: "Punti di invincibilità".

"Il nostro governo offre questi punti nelle scuole governative, poiché ogni scuola ha un luogo dove poter rifugiarsi. Durante l'attacco è possibile riscaldarsi".

I 'punti di invincibilità' vengono aperti in scuole e centri: per scaldarsi, bere caffè caldo, caricare i device. "I nostri 21 centri ora fungono da hub umanitari 24 ore su 24, ma i generatori piccoli non bastano più", dice Filina, perché ci sono blackout che durano giorni, fino a 70 ore.

Le domandiamo di cosa hanno bisogno.

"Chiediamo generatori potenti ( 10 kW), stazioni di potenza grandi/piccole, fornelli a gas, serbatoi e cisterne per acqua calda, coperte termiche. Con l'acqua che ghiaccia nei tubi, le riparazioni sono eroiche e talora possono costare la vita. Droni e missili rendono tutto più rischioso", dichiara.

L'elenco in realtà sarebbe molto più lungo. Stazioni di ricarica (di qualsiasi capacità), power bank potenti (per caricare non solo i telefoni, ma anche i computer portatili, così i bambini possono studiare), maglioni caldi, taniche di carburante, di acqua potabile, di acqua tecnica, bollitori, acqua, cibo (pasti pronti o cibo istantaneo), termostati grandi, tazze termiche. Sino ai calzini caldi per i bambini che vivono da 4 anni sotto le bombe. Ma mentre Save Ukraine cerca di mettere in salvo i civili, il nemico continua ad attaccare.

"L'evacuazione è un punto importante, ma le persone hanno bisogno di un posto dove andare e di riscaldarsi. Purtroppo la Russia fa sempre di più per rendere la situazione più difficile per le famiglie. A volte (nelle zone invase) sono senza documenti o con passaporti russi, perché è pericoloso per le loro vite non fare i documenti russi. Ad esempio, quando sono in territorio occupato. Se non li fanno, il governo può togliergli i bambini e metterli in un orfanotrofio", afferma Filina.

Alla fine la domanda è una sola: dove trovate la forza per resistere?

"Il secondo giorno dall'invasione su vasta scala ho lasciato casa mia a Kiev e sono andata in Ucraina occidentale. Mi ricordo ancora il movimento della chiave che girava nella toppa, perché quando fai questo non sai se tornerai e capisci tanto, capisci che hai bisogno di una sola valigia e puoi sopravvivere senza molte cose", chiosa.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio Gualtiero Benatelli

Immagini askanews, Save Ukraine, Internet

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Le Alchimiste di Kiefer: corteo di donne nella Sala delle Cariatidi

Milano, 4 feb. (askanews) - Donne che hanno dato un contributo decisivo, ma spesso quasi segreto, alla nascita della scienza moderna, ma anche donne ferite, travolte dalla violenza del mondo. Anselm Kiefer ha portato a Milano, nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, la sua mostra "Le Alchimiste", 42 teleri che si muovono all'interno di questo spazio così sofferente.

"Quando ho visitato Milano e ho visto questa sala - ha detto l'artista in conferenza stampa - l'ho trovata subito molto affascinante. Forse è proprio così affascinante perché è stata distrutta durante la Seconda Guerra mondiale, quindi appare molto più astratta e molto più bella forse di un tempo. Perché in Italia è effettivamente così: qualcosa viene distrutto, viene poi ripristinato, ma non viene restaurato come invece farebbero i tedeschi, perché gli italiani sono più eleganti. Sono rimasto molto impressionato e mi è venuta questa idea delle alchimiste".

Il femminino sacro, una sottile forma di rimandi alla magia, mondi che si intrecciano sotto una luce mitica, la stessa che circonda il lavoro di Kiefer, e forse in un certo senso lo limita, pure celebrandolo, e forse rischia di costringerlo in una postura che tutti noi ci aspettiamo da lui. Ma poi, come sempre, conta il lavoro, conta l'opera, la mostra, in questo caso curata da Gabriella Belli.

"Questa mostra è una rivelazione - ci ha detto - è un risarcimento che dialoga perfettamente con l'ambiente, con l'architettura delle Cariatidi, donne mutilate dalla Seconda Guerra mondiale, dall'incendio e dal crollo del soffitto, donne quindi ferite insieme a donne dimenticate dalla storia. La collocazione di queste opere in realtà corrisponde a un concetto: è un corteo che avanza nel quale noi siamo chiamati a partecipare. L'artista ha pensato, che questo spazio doveva essere lasciato libero per sottolineare il dialogo con l'architettura che in questo caso è stata anche uno degli elementi ispiratori".

La pittura come alchimia, insomma, che compone una sorta di Pantheon al femminile e che pone l'arte nella sua dimensione più intensa, partendo da quella riflessione profonda sulla distruzione che è alle fondamenta del lavoro di Anselm Kiefer. E che genera opere potenti, capaci di andare oltre la stessa "leggenda in vita" dell'artista tedesco.

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Askatasuna, Senato approva risoluzione su comunicazioni Piantedosi

Roma, 4 feb. (askanews) - L'aula del Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, a proposito degli scontri avvenuti nella manifestazione del 31 gennaio a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna e contro la repressione. I voti favorevoli sono stati 88, 56 i contrari.

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