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Arte Fiera, Chalisée Naamani al Padiglione de l'Esprit Nouveau

di TMNews venerdì 6 febbraio 2026
2' di lettura

Bologna, 6 feb. (askanews) - In occasione dell'edizione 2026 si rinnova la collaborazione tra Arte Fiera e Fondazione Furla per il programma di azioni dal vivo. Bruna Roccasalva, Direttrice Artistica della Fondazione Furla ha descritto ad askanews l'intervento: "Per l'edizione 2026, Fondazione Furla e Arte Fiera presentano, nell'ambito del programma dedicato alla performance, un intervento dell'artista franco-iraniana Chalisée Naamani. L'intervento di Chalisée, intitolato Wardrobe, nasce da una riflessione sulla natura stessa del Padiglione de l'Esprit Nouveau, disegnato da Le Corbusier, che rappresenta da un lato gli ideali modernisti e dall'altro il concetto di casa come macchina per abitare. Chalisée ha immaginato di trasformare il padiglione stesso in una sorta di grande guardaroba, costruendo al suo interno un binario che attraversa tutti gli ambienti dell'edificio, tracciando una sorta di linea che dialoga con la geometria pura di questa architettura. Questo binario culmina poi all'interno di una stanza dove si raccolgono tutti gli abiti speciali disegnati dall'artista, che creano una sorta di spazio scenico all'interno del quale si svolge l'azione performativa, un'azione che vede l'artista coinvolta in prima persona e che consiste nell'atto di stirare: un rituale domestico che da un lato rimando all'idea di cura, di attenzione di dedizione, ma dall'altro è anche un'azione ripetitiva, allineante, quasi meccanica. Nel suo ripetersi meccanico, il gesto di stirare fa si che anche il corpo si inserisca dentro a questa macchina, diventando un ingranaggio che lavora in sinergia con tutti gli altri per farla funzionare." Il guardaroba in sé non rimanda solo all'abito ma anche all'atto di custodire, preservare e conservare, e il termine stesso Wardrobe contiene questo duplice significato: partendo dalla sua etimologia dal francese garde-robe, "custodire" e "indumento" Naamani ha ideato un intervento che riflette sui concetti di abito/abitacolo/abitudine e su come il corpo, il suo rifugio e la ripetizione dei gesti contribuiscano a costruire il nostro modo di essere. Nel suo ripetersi meccanico, l'atto di stirare riflette la stessa idea di funzionalità incarnata dall'architettura modernista: se la casa è una macchina, il corpo ne diventa parte integrante, inserendosi in un sistema in cui ogni elemento opera in sinergia per garantirne il funzionamento.

Gli orari della performance sono venerdì 6 febbraio ore 12 e 18, sabato 7 febbraio ore 12, 16 e 18 e domenica 8 febbraio ore 12 e 15.

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